Il Taranto conferma il proprio momento di crisi contro un Cerignola double face: cinico ad inizio gara, sonnolento nel resto della partita. Una squadra costruita per vincere non può e non deve avere le amnesie viste nel primo quarto d’ora di gara, termine che tra l’altro è fin troppo generoso per un reparto difensivo che dalla prima partita ha dimostrato di non imparare dai propri errori, sfornando puntualmente prestazioni disattente e svogliate.
Il gol di Rodriguez che sblocca il risultato ne è la dimostrazione: un buco difensivo pauroso viene aggravato dai giocatori ionici, più impegnati a protestare per un inesistente fuorigioco piuttosto che nel provare a rimpallare il tiro del centravanti gialloblu. In questa circostanza probabilmente la rete subìta è la conseguenza meno grave rispetto all’infortunio di Ferrara, che complica ulteriormente la partita specialmente perchè nel suo ruolo il Taranto ha un’inspiegabile mancanza di alternative.
Al suo posto Panarelli decide di inserire Antonio Marino, professione centrocampista centrale o eventualmente mezzala, decisione censurabile che porta inevitabilmente al fulmineo raddoppio ospite che scaturisce, guarda caso, proprio da quella fascia. Marotta contro il povero under campano fa quello che vuole e lascia partire un cross precisissimo per Rodriguez che costringe Sposito ad un miracolo vano. La sua parata termina infatti precisamente sul destro di Sansone, che non può far altro che insaccare il raddoppio.

Il Taranto prova con fatica a reagire e ci riesce dopo solo una decina di minuti grazie ad uno spunto del talentino Cuccurullo, decisamente ispirato come nella maggior parte delle partite in maglia rossoblu, che va via in serpentina alla difesa ofantina e regala a Favetta una palla da insaccare facilmente, dimezzando lo svantaggio. L’attacco tarantino è però lento e prevedibile, a causa dell’assenza di Genchi che pesa seppur in uno dei suoi anni peggiori, ancor di più se colmata da Olcese che in questo match è parso lento e appesantito dalla sua veneranda età, ma che comunque si è dannato per fornire qualche sponda utile al suo compagno di reparto con apprezzabile generosità. Sorge spontaneo il dubbio sul perchè si debba ingaggiare un calciatore a fine carriera, che nei primi mesi di questa stagione ha palesato tutte le sue difficoltà a Casarano. Mistero che probabilmente troverà una soluzione solo a fine stagione quando ci saranno conferme o smentite su questo giudizio.
Nella ripresa non succede praticamente niente, con il Cerignola a corto di fiato e che non impensierisce mai un Taranto alla ricerca del pareggio con buona convinzione ma con poca efficacia. Allo scadere il direttore di gara assegna un rigore dubbio in favore dei rossoblu, tra le vibranti proteste della squadra e del pubblico ospite ed ironicamente anche da una parte dello “zoccolo duro” del settore di Curva Nord. Sul dischetto si presenta Favetta che si fa ipnotizzare da Cappa ma Benvenga dalle retrovie è lesto a superare tutti, mettendo la sua firma sulla partita con il tap-in del pareggio. Il match finisce con un risultato tutto sommato insperato per gli ionici, visto l’inizio terrificante della contesa. E’ un pareggio che serve poco nell’economia della classifica ma può dare una scossa nello spogliatoio, soprattutto in vista del derby sull’insidioso campo del “degli Ulivi” di Andria.
Gabriele Campa














