Dopo il filotti di quattro vittorie consecutive, il Taranto scivola su uno Iacovone bagnato perdendo 3-0 contro il Gravina, mai vittorioso prima di domenica in riva allo Ionio. Questa la nostra analisi reparto per reparto:
DIFESA: non è certamente la giornata fortunata per la retroguardia rossoblu, dati i tre goal incassati. Sposito è incolpevole in tutte le situazioni, poiché il prima goal arriva su un tiro imparabile dal limite dell’area e i successivi due su contropiede. La difesa continua a scricchiolare, in particolare sul secondo goal, dove Gigj Manzo con un grave errore manda solo verso la porta Santoro. Altra indecisione difensiva sul terzo goal, per una disattenzione di Ferrara. Buone le partite di Pelliccia e Benvenga, con quest’ultimo sostituto a sorpresa da Panarelli per far spazio a Guaita, un cambio che ha lasciato più di qualche dubbio.

CENTROCAMPO: su un campo così pesante e difficile, la mediana del Taranto fatica molto, con Manzo e Cuccurullo in difficoltà in molte situazioni della partita. La superiorità numerica in mezzo al campo per il Gravina si fa sentire e il centrocampo a 3 dei gialloblu ha la meglio su quello ionico. Nella ripresa spazio a Masi, ma sicuramente questa sarebbe stata la partita ideale per uno come Kelwin Matute, purtroppo però alle prese con un infortunio.
ATTACCO: un po’ per sfortuna e anche per qualche errore di troppo a livello individuale, il Taranto non riesce ad andare in rete e per il miglior attacco del girone, questo è un dato abbastanza insolito. Genchi sbaglia un rigore, a dir poco perfetto, ma la sorte non è dalla parte dei rossoblu che creano molto ma sprecano altrettanto. Fanno fatica Oggiano e Guaita, che non riescono a sgusciare su un campo pesante e ai limiti della praticabilità. Partita mediocre di D’Agostino che non riesce ad incidere sul match. Sfortunato Croce che poco dopo il suo ingresso trova il goal ma gli viene annullato per fuorigioco.
Simone Pulpito













