Tra Taranto e Casarano a vincere è la noia. Due tra le squadre più accreditate nel pre-campionato offrono uno spettacolo non degno del proprio blasone. Il Casarano sbarca in riva allo Ionio con l’insensato obiettivo di portar via solo il pareggio, assolutamente inutile per entrambe le compagini e ci riesce, con la partita che termina a reti bianche. I rossazzurri dal primo minuto si schierano tutti dietro la linea della palla ed in un paio di circostanze “rischiano” addirittura di portare a casa il bottino pieno. I rossoblu, dalla loro, non sembrano avere la forza di impensierire i leccesi con un attacco asfittico e mai pungente.
Generosa la prova di Olcese, che nonostante gravi pecche atletiche corre tanto ed oltre ad offrire numerose sponde ai propri compagni, cerca di beffare il portiere avversario in un paio di circostanze: di testa nel primo tempo e con un tiro dalla distanza nella ripresa. Altrettanto apprezzabile la forza di volontà di Genchi che settimana dopo settimana cerca il totale adattamento ad un ruolo poco consono, più lontano dalla porta e più incentrato alla corsa ed alla manovra. Una scelta poco furba, soprattutto perchè parliamo di un calciatore classe ’85 che non può di certo fare del dinamismo la sua arma principale. Lo dicevamo nelle scorse settimane: purtroppo i limiti tattici e tecnici sono stati colmati solo in trasferta e contro squadre certamente meno attrezzate.
Il dato che parla di un Taranto vincente solo lontano dalle mura amiche non dev’essere esclusivamente giustificato da una fantomatica carenza psicologica dei calciatori rossoblu. E’ risaputo infatti che in trasferta è più facile interpretare il match per una squadra che quando deve gestire il gioco, soprattutto contro le difese asserragliate nella propria metà campo, ha delle palesi difficoltà. Più semplice dunque affrontare le gare esterne, sbloccate da ottime ripartenze che nei due scorsi turni ci hanno fatto parlare di un Taranto cinico e spietato, bravo anche a punire gravi banalità avversarie. Il gol di Genchi a Brindisi ne è la palese dimostrazione.
L’indebolimento offensivo nella finestra di mercato invernale ha senza dubbio indebolito un reparto avanzato che, al contrario, andava rafforzato con un calciatore giovane, affamato ed in grado di far rifiatare Genchi, Croce e Favetta. Probabilmente anche Ouattara, snobbato sia da Ragno che da Panarelli, in questo momento storico della stagione avrebbe potuto avere la sua riscossa, cosa che tra l’altro sta avvenendo in quel di Acireale dove hanno saputo esaltare le caratteristiche dell’attaccante ivoriano.
Va comunque dato atto che, oltre a qualche difficoltà di troppo per le bocche di fuoco ioniche, a decidere il risultato è stata la prestazione eccelsa del veterano Giuseppe Mattera che nonostante la non più giovanissima età, ha annullato quasi tutte le azioni rossoblu. Nome, tra gli altri, ossessivamente accostato al Taranto nel mese di dicembre ma che alla fine non ha cambiato squadra, per la gioia dei rossazzurri che possono godere della sua esperienza e del suo talento. Avrebbe di certo fatto più comodo di Jevrem Kosnic, che dopo esser stato suo malgrado protagonista della nota querelle sul suo tesseramento, si è dato alla latitanza e probabilmente non verrà neanche rimpiazzato.
Come al solito a salvarsi sono stati probabilmente esclusivamente gli under, sempre reattivi ed in grado di mettere in mostra il proprio talento, come ha dichiarato anche il patron Giove. Probabilmente i loro colleghi più grandi dovrebbero prendere esempio dalla loro voglia di “mangiare il campo”, senza presunzione ma con tanta voglia di lavorare.
Gabriele Campa













