C’è l’abbraccio del pubblico, la soddisfazione per una medaglia inseguita e conquistata, ma anche la consapevolezza di dover ancora completare il lavoro. La giornata azzurra ai Giochi del Mediterraneo Taranto 2026 ha regalato risultati importanti e, soprattutto, parole che raccontano il significato di gareggiare davanti a un pubblico italiano.
A raccontare meglio di tutti il valore speciale della giornata è Gianmarco Tamberi, che ha conquistato l’oro nel salto in alto. Un successo arrivato davanti al pubblico tarantino e che completa il suo palmarès nella manifestazione.
Tamberi: «Sono venuto qui per la gente»
«Sono venuto qui per la gente, mi mancava questa medaglia, ma sono venuto per tutti coloro che mi hanno scritto». È il messaggio di Gianmarco Tamberi dopo la vittoria.
Il campione azzurro ha spiegato quanto non fosse semplice inserire l’appuntamento nel calendario, considerando i prossimi impegni internazionali.
«Nel calendario non era facile inserire questa gara, perché a breve sarò a Bruxelles. Sono felice di aver vinto a Taranto, anche se il mio cerchio si era completato a Budapest».
Poi una frase dedicata direttamente al luogo che ha ospitato la gara: «È stata una pista bellissima».
Un successo costruito anche attraverso il rapporto con il pubblico, che ha accompagnato Gimbo durante tutta la gara e ha trasformato lo stadio in una grande festa.
Tortu: «Sono in finale, ma non è quello che volevo»
Dall’oro di Tamberi alla finale conquistata da Filippo Tortu nei 200 metri. Il velocista azzurro non nasconde però le proprie difficoltà.
«Sono in finale, ma non è quello che volevo, anche se me l’aspettavo. Sinceramente in questo momento tutto è molto complicato».
Una valutazione lucida dopo una prova che gli ha comunque garantito l’accesso all’ultimo atto della competizione. Tortu ha però trovato nelle atmosfere tarantine un motivo di entusiasmo.
«È molto bello il clima che si respira a Taranto. Si vive davvero l’essenza di questa manifestazione».
Ora per l’azzurro c’è la finale, con la possibilità di provare a migliorare la prestazione e giocarsi le proprie chance per il podio davanti al pubblico tarantino.
Semeraro: «Qui ci sono le mie radici»
Ha invece il sapore di casa l’argento conquistato da Silvia Semeraro nel karate, categoria 68 chilogrammi.
«Ho vissuto un’emozione unica, qui ci sono le mie radici. Gareggiare davanti alla mia famiglia e ai miei amici mi ha regalato un’energia speciale».
La karateka tarantina non nasconde il rammarico per non essere riuscita a conquistare il titolo, ma guarda con fiducia al futuro.
«Mi dispiace non aver conquistato l’oro, ma ce l’ho messa tutta. È una medaglia che mi dà fiducia, sono tra le migliori e posso arrivare lontano».
E la sua indole agonistica emerge nelle parole conclusive: «Le sfide mi affascinano, più sono difficili e più mi esalto».
Un argento che assume dunque un valore particolare, conquistato davanti alle persone più care e in una città che rappresenta una parte fondamentale della sua storia sportiva e personale.
Basiletti, doppia medaglia e un successo da ricordare
Dal karate al tennis, dove Noemi Basiletti ha vissuto una delle giornate più importanti della sua carriera, conquistando l’oro nel singolare e l’argento nel doppio.
«È un’emozione veramente veramente forte, soprattutto perché condivisa con il pubblico italiano. Mi ricorda l’atmosfera del Foro Italico».
La tennista azzurra sta vivendo un periodo particolarmente positivo e attribuisce grande importanza anche al lavoro svolto lontano dai riflettori.
«Sto vivendo un periodo molto positivo, l’ho cercato tanto dentro e fuori dal campo e ci tengo a ringraziare chi mi supporta e lavora con me dietro le quinte».
Il percorso sui campi di Taranto non è stato immediato. «Ci ho messo qualche giorno ad adattarmi alle condizioni di gioco di Taranto, ho pensato a fare il mio e sono cresciuta match dopo match».
Poi la dedica più importante: «Dedico il successo alla mia famiglia».
Basiletti ammette di non aspettarsi un risultato di questo livello: «Non mi aspettavo di conquistare l’oro in singolare e l’argento in doppio: l’atmosfera mi ha spronato a dare il meglio di me».
E la conclusione riassume perfettamente il sentimento di una giornata speciale: «È stato tutto bellissimo».
Il filo comune: Taranto e il pubblico
Quattro storie differenti, quattro risultati diversi, ma un elemento comune: il pubblico e l’atmosfera dei Giochi di Taranto.
Per Tamberi è stato il motivo per esserci; per Tortu una componente capace di restituire l’essenza della manifestazione; per Semeraro l’energia della propria città e delle proprie radici; per Basiletti una spinta decisiva verso il doppio podio.
È anche attraverso le parole degli atleti che Taranto 2026 sta raccontando la propria storia: non soltanto medaglie e classifiche, ma emozioni, appartenenza e il rapporto diretto tra gli Azzurri e il pubblico italiano.














