Vanno bene i tre punti e vanno bene anche i quattro gol realizzati. Meno bene, invece, gli errori commessi e le occasioni sprecate dal Taranto nella gara disputata giovedì pomeriggio sul campo della Nuova Spinazzola.
Il successo dei rossoblù non è mai sembrato realmente in discussione, anche in considerazione dello spessore e della giovane età della formazione avversaria. Il Taranto ha comunque conquistato con pieno merito la vittoria, portando a casa un risultato importante nel cammino della stagione.
Ma proprio una partita apparentemente agevole avrebbe dovuto rappresentare l’occasione ideale per evidenziare una maggiore attenzione e una più elevata qualità nella gestione delle situazioni di gioco.
Le disattenzioni difensive
A destare qualche preoccupazione sono soprattutto gli errori commessi dai centrali rossoblù Guastamacchia e Morales. In alcune circostanze la retroguardia ha concesso spazi e situazioni che, contro avversari di maggiore qualità, potrebbero avere conseguenze ben più pesanti.
Una squadra che ambisce a recitare un ruolo da protagonista non può permettersi cali di concentrazione e leggerezze difensive, soprattutto nelle partite nelle quali ha il controllo del gioco e del risultato.
Troppe occasioni sprecate
Non sono mancate neppure le opportunità per rendere il successo ancora più largo. Massari e Silvestri non sono riusciti a concretizzare occasioni importanti, mentre a lasciare maggiormente perplessi sono stati gli errori sotto porta di Rajkovic.
Per l’attaccante rossoblù una serata decisamente da dimenticare, con conclusioni e opportunità che avrebbero meritato ben altra sorte.
Il paragone, inevitabilmente, corre a un’altra epoca del calcio italiano e a Marco Pacione. Chi ha qualche anno in più ricorderà gli incredibili gol falliti dall’ex attaccante di Atalanta, Juventus e Verona nella sfida tra Juventus e Real Madrid, disputata nel 1986 e valida per la Coppa dei Campioni. Episodi rimasti nella memoria collettiva del calcio italiano proprio per le clamorose occasioni dilapidate.
Un accostamento naturalmente legato soltanto alla particolare serata sotto porta e che nulla toglie al valore e al percorso dell’attaccante rossoblù.
Il pallone racconta
Il pallone, per dirla con una vecchia espressione giornalistica, racconta comunque di un Taranto che ha vinto con pieno merito a Spinazzola.
Viene alla mente la storica rubrica “Il pallone racconta” del compianto collega Rai Franco Zuccalà, che per anni presentava la giornata del campionato di Serie A attraverso il TG1 del sabato alle 13.30.
E il pallone, questa volta, racconta soprattutto di una squadra che ha fatto il proprio dovere, conquistando tre punti e mettendo a segno quattro reti. Il margine di crescita, però, resta evidente.
Poco tempo per recuperare
Il calendario non concede tregua. Il tempo a disposizione per recuperare energie e smaltire eventuali acciacchi è davvero esiguo.
La formazione allenata da Alberto Giuliatto è attesa infatti domenica alle ore 19 dalla trasferta sul campo neutro di Mola di Bari, dove affronterà il Polimnia.
Il tecnico rossoblù è alla ricerca di una migliore brillantezza atletica e, soprattutto, di una maggiore fluidità nella manovra. Il Taranto dovrà riuscire a trasformare il predominio tecnico in una gestione più ordinata e continua della partita, evitando quelle disattenzioni che potrebbero costare caro contro avversari maggiormente attrezzati.
Il popolo rossoblù resta fuori
A Mola, ancora una volta, il Taranto dovrà fare a meno del sostegno e del calore del proprio pubblico. Una situazione che inevitabilmente pesa sull’ambiente e sulla squadra, privata dell’apporto di una tifoseria che rappresenta da sempre uno dei patrimoni più importanti del calcio tarantino.
Ed è proprio su questo punto che dovrebbe concentrarsi l’attenzione della classe politica tarantina, a livello nazionale, regionale e locale.
È arrivato il momento di mettere da parte le casacche di partito e i colori politici. Le esigenze del Taranto e della sua tifoseria devono diventare una questione da affrontare concretamente e fattivamente, senza divisioni e senza strumentalizzazioni.
Taranto vuole tornare a sognare
Il popolo rossoblù ha dimostrato ancora una volta la propria passione, seguendo la squadra anche allo stadio Italia di Massafra e continuando a sostenere il Taranto nonostante le difficoltà.
La città ha appena salutato la conclusione dei Giochi del Mediterraneo, un evento che ha riportato Taranto al centro dell’attenzione nazionale e internazionale. Un’occasione che ha contribuito a riaccendere entusiasmo, orgoglio e ambizioni.
Adesso Taranto e i tarantini vogliono alzare l’asticella.
Lo stadio Erasmo Iacovone, appena ristrutturato, rappresenta un elemento fortemente motivante e dovrebbe diventare il simbolo di una nuova fase per il calcio rossoblù.
Per arrivare a questo, però, serve una condizione fondamentale: riportare il Taranto nella sua casa e restituire alla sua gente la possibilità di vivere il calcio nel proprio stadio.
Perché quattro gol e tre punti fanno classifica. Ma l’entusiasmo di una città intera può fare molto di più.














