di Maurizio Corvino
Un Taranto brutto, lento e soprattutto privo di idee. I rossoblù riescono a evitare la sconfitta contro il Polimnia soltanto al 92’, quando Rajkovic trova la rete del definitivo 2-2. Un punto che, per come è maturato e per le aspettative che accompagnano questa squadra, ha il sapore di una sconfitta.
È mancata quella determinazione necessaria per affrontare un campionato nel quale il Taranto dovrebbe essere protagonista assoluto. Nessuna voglia di “mangiarsi” l’avversario, poca qualità nella manovra e una squadra apparsa spesso incapace di trovare soluzioni.
Il pareggio riapre inevitabilmente il dibattito sulla costruzione della rosa e sulle scelte effettuate in estate. È evidente che questa squadra, oggi, non appare in grado di stravincere il campionato, ma c’è ancora tempo per intervenire e correggere gli errori commessi in fase di costruzione dell’organico.
LE PAGELLE
Baietti 6 – Evita altre marcature del Polimnia e si dimostra sempre attento quando viene chiamato in causa. Non ha particolari responsabilità sulle reti subite.
Hadžiosmanović 5,5 – Appare lontano dalla migliore condizione fisica. Le sue sgroppate sulla fascia, marchio di fabbrica del giocatore, oggi sono soltanto un ricordo.
Guastamacchia 5,5 – Dalla sua esperienza dovrebbe arrivare maggiore sicurezza al reparto. Fa quello che può, ma soffre la freschezza degli attaccanti rossoverdi.
Lanzolla 5 – Tanto mestiere e grande esperienza, ma questa volta non bastano. Come Guastamacchia, paga la maggiore brillantezza degli avversari.
Lenti 6 – Tutto sommato non dispiace. Corre, si propone e mostra una buona predisposizione alle sovrapposizioni. Tra i più positivi della linea difensiva.
Dal 66’ Soldani 5,5 – Prova a mettersi in moto e a dare il proprio contributo, ma incide poco sulla partita.
Monetti 5,5 – Meno in palla rispetto alla gara di giovedì. Non riesce a trovare continuità e a creare superiorità.
Dal 61’ Martano 5,5 – Entra in un momento complicato della gara e prova a dare il proprio contributo, senza però riuscire a incidere.
Di Paolantonio 5,5 – Gli manca qualcuno con cui palleggiare e costruire gioco in mezzo al campo. Finisce per soffrire l’assenza di riferimenti e di soluzioni.
Škorić 5,5 – Non è il solito mastino. Soffre la velocità e la freschezza degli avversari e non riesce a imporre la propria fisicità.
Corvino 5,5 – Segna il rigore che porta il Taranto in vantaggio, ma dopo la rete non riesce a trovare altri spunti importanti.
Dal 61’ Vukoja 6 – Prova a mettere esperienza e ordine in un centrocampo che avrebbe bisogno di maggiore qualità e organizzazione.
Oltremarini 5 – Davvero impalpabile. Fa fatica a entrare nel vivo della partita e non riesce a rappresentare un punto di riferimento per la squadra.
Dal 56’ Rajkovic 6 – Ha il grande merito di trovare il gol del pareggio quando ormai gli schemi sono saltati e il Taranto sembra destinato alla sconfitta. Un gol pesante, che salva almeno il risultato.
Losavio 5 – Irriconoscibile rispetto al Losavio devastante visto al suo arrivo a Taranto. Non riesce a incidere e resta lontano dal gioco per gran parte della gara.
Dal 47’ Saraniti 5,5 – Prova a mettere peso all’attacco, ma non trova guizzi per cambiare il volto della squadra.
ALL. GIULIATTO 4,5
Scelte iniziali discutibili, idee di gioco praticamente inesistenti e cambi che lasciano più di qualche interrogativo. Il Taranto non mostra una precisa identità e per lunghi tratti appare senza soluzioni. Al termine della partita arriva l’esonero insieme a tutto il suo staff.
Quella di affidargli la guida tecnica del Taranto sembrava un azzardo e, alla luce di queste prime gare, lo è stato. Ora la società dovrà voltare pagina rapidamente e individuare una nuova guida tecnica capace di dare identità, organizzazione e soprattutto mentalità a una squadra costruita con ambizioni ben diverse da quelle mostrate a Mola.














