Il Taranto in scena al “Degli Ulivi” vince, ma non convince. Guadagnare i tre punti è sicuramente il modo migliore per chiudere il girone d’andata e lo sfortunato duemiladiciannove, ma il match di Andria dà pochi spunti di riflessione, soprattutto in ottica futura. Il livello infimo della contesa ha lasciato trasparire il momento di crisi delle due compagini che a larghi tratti hanno faticato persino a tessere una trama di gioco. La cronaca del match, più scarna che mai, ne è la dimostrazione lampante.
Nella prima frazione di gioco i rossoblu tengono in mano le redini del gioco, rendendosi pericolosi in un paio di circostanze prima della rete. Il gol nasce da uno spunto di Guaita, bravo ad insinuarsi tra le maglie avversarie e nel consegnare un assist d’oro a D’Agostino che appena dentro l’area insacca, grazie ad un colpo da biliardo che trova l’angolino. I padroni di casa piombano ancor di più nello sconforto, non riuscendo a reagire. L’unica occasione andriese del match nasce da un “flipper” in area di rigore innescato da Palazzo direttamente su calcio di punizione, con la sferia di gioco che tuttavia non centra lo specchio.

Nella ripresa i rossoblu si divorano il raddoppio con un tiro ravvicinatissimo di Guaita servito alla perfezione da Oggiano, che si fa ipnotizzare dal portiere avversario Segantini. Il match prosegue senza alcun problema per gli ionici che si limiteranno a gestire il vantaggio, senza rendersi ulteriormente pericolosi.
In una gara del genere si può salvare esclusivamente la voglia di vincere di un Taranto che più che tornare a giocare come sa, aveva bisogno di ritrovare fiducia dopo un digiuno di vittorie durato un mese. A prevalere sono state le individualità dei rossoblu, grazie ad un organico palesemente più qualitativo rispetto agli avversari. Le trame di gioco, però, sono state pressochè assenti evidenziando una difficoltà psicologica, più che tecnica, di entrambe le squadre.
L’arduo compito che aspetterà Panarelli al rientro delle vacanze natalizie consisterà nel tenere compatto un gruppo che, salvo clamorosi colpi di scena, non ha già più nulla da chiedere al campionato. Bisognerà integrare al meglio gli innesti che sono già arrivati e quelli che approderanno in riva allo Ionio nel mercato dei professionisti, affinchè questo campionato fino ad ora deludente possa concludersi in maniera quantomeno degna.
Gabriele Campa













