Il futuro dello stadio Erasmo Iacovone e dell’area circostante entra al centro di un progetto di rigenerazione urbana destinato, nelle intenzioni dei promotori, a modificare profondamente il volto della zona Salinella e il rapporto della città con il proprio principale impianto sportivo.
È stata depositata la proposta di Partenariato Pubblico-Privato attraverso la quale la famiglia Ladisa, tramite Immolad e S.S. Taranto 2025, intende realizzare “L’Edicola Village”, un intervento dal valore complessivo di 81,9 milioni di euro.
L’obiettivo dichiarato è quello di realizzare un nuovo Distretto dello Sport, della Cultura e dell’Intrattenimento, capace di superare la tradizionale funzione dello stadio e di trasformare l’intera area in un luogo frequentato durante tutto l’anno.
Lo Iacovone come centro del progetto
Il cuore dell’intervento sarà rappresentato dallo Stadio Erasmo Iacovone, che verrebbe inserito all’interno di un sistema più ampio di strutture, servizi e attività.
Il progetto prevede infatti una vera e propria ricucitura urbana dell’area compresa tra il Parco Salinella, il Pala Ricciardi, lo Stadio Valente e gli spazi destinati alla sosta.
L’idea è quella di creare un polo capace di vivere non soltanto in occasione delle partite del Taranto, ma per 365 giorni all’anno, attraverso una pluralità di attività sportive, culturali, commerciali e di intrattenimento.
Una trasformazione che, secondo la proposta, punta quindi a fare dello stadio non più soltanto un luogo destinato al calcio, ma uno degli elementi centrali di un più ampio progetto urbano.
Quattrocentocinquanta nuovi posti di lavoro
Tra gli elementi di maggiore rilievo del piano figura anche l’impatto occupazionale.
La realizzazione e la successiva gestione del distretto vengono associate alla creazione di 450 nuovi posti di lavoro.
Il dato inserisce il progetto anche nel più ampio tema dello sviluppo economico della città, collegando la rigenerazione dell’area dello Iacovone alla possibilità di generare nuove attività e opportunità professionali.
Il modello immaginato dai promotori punta infatti sulla presenza contemporanea di sport, commercio, cultura, eventi e servizi, con l’obiettivo di creare un sistema capace di produrre attività economica durante l’intero arco dell’anno.
Un investimento da 81,9 milioni
Il valore complessivo dell’operazione ammonta a 81,9 milioni di euro.
Si tratta di un investimento di dimensioni rilevanti per il territorio tarantino, inserito all’interno di una proposta di Partenariato Pubblico-Privato che prevede una concessione di lunga durata.
Secondo quanto riportato nella proposta, la stabilità dell’operazione dovrebbe essere garantita per 30 anni attraverso il coinvolgimento finanziario degli istituti a partecipazione pubblica indicati nel progetto, MDPS, Mediobanca e Monte dei Paschi di Siena.
La struttura finanziaria prevista punta a garantire continuità all’investimento per l’intera durata della concessione.
La tutela degli asset e il rischio gestionale
Uno degli aspetti evidenziati nel progetto riguarda la gestione degli asset e delle proprietà immobiliari.
Secondo quanto riportato nella proposta, questi rimarrebbero sotto la tutela degli istituti finanziari per tutta la durata della concessione. L’impostazione viene presentata come una garanzia di continuità dell’investimento anche nell’eventualità di un eventuale disimpegno del soggetto privato.
Parallelamente, al privato verrebbero attribuiti i rischi legati alla costruzione e alla gestione dell’intervento.
È dunque previsto un modello nel quale il pubblico e il privato partecipano alla realizzazione dell’operazione attraverso ruoli distinti, con una concessione di lungo periodo destinata a sostenere la sostenibilità economica del progetto.
La sostenibilità al centro
Un altro elemento caratterizzante del progetto riguarda la sostenibilità ambientale.
Il nuovo distretto dovrebbe infatti poter contare su un impianto fotovoltaico da 2,5 megawatt, destinato alla produzione di energia.
L’inserimento di una struttura energetica di questa dimensione rappresenta uno degli elementi attraverso i quali il progetto intende ridurre l’impatto dei consumi e aumentare l’autosufficienza energetica del futuro polo.
La sostenibilità viene quindi inserita all’interno di una visione più ampia che comprende la rigenerazione urbana, le nuove funzioni dello stadio e la capacità dell’area di produrre attività economiche.
Commercio, cultura ed eventi
Il progetto non si limita tuttavia alla componente sportiva.
Tra gli elementi previsti figurano aree commerciali e spazi destinati agli eventi, anche attraverso un collegamento con le attività culturali del MArTA, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto.
L’obiettivo è creare una contaminazione tra sport, cultura e intrattenimento, ampliando le possibilità di utilizzo dell’area dello Iacovone.
La presenza di eventi e attività culturali dovrebbe contribuire a rendere il distretto attrattivo anche nei periodi nei quali non sono previste manifestazioni sportive.
Il brand Taranto Calcio
Un ulteriore capitolo riguarda il rapporto con il club rossoblù.
Il progetto prevede infatti un possibile rilancio del brand Taranto Calcio, anche attraverso il ricorso ai naming rights, cioè i diritti commerciali associati alla denominazione di strutture o spazi.
Il calcio diventerebbe così non soltanto l’attività sportiva principale ospitata dallo stadio, ma anche uno degli strumenti attraverso i quali costruire un sistema economico e commerciale più ampio.
Per il Taranto, in questa prospettiva, lo Iacovone potrebbe rappresentare il fulcro di un nuovo modello nel quale la componente sportiva dialoga con attività commerciali, culturali e di intrattenimento.
Parcheggi e mobilità
Il piano comprende inoltre una componente dedicata alla mobilità e alla sosta.
Tra gli interventi indicati figurano i parcheggi sotterranei Archita-Garibaldi, pensati per alleggerire il traffico e la pressione sulla sosta nel centro cittadino.
La mobilità rappresenta infatti uno degli aspetti fondamentali per un progetto destinato a concentrare nell’area un numero significativo di attività e visitatori durante tutto l’anno.
L’integrazione tra impianti sportivi, attività commerciali, eventi e infrastrutture per la sosta viene quindi presentata come parte di un unico disegno di rigenerazione.
Una nuova idea di stadio
“L’Edicola Village” nasce dunque con l’ambizione di andare oltre il concetto tradizionale di impianto sportivo.
Lo Iacovone, nella visione contenuta nella proposta, diventerebbe il cuore di un distretto nel quale il calcio rappresenta una delle componenti, ma non l’unica.
Sport, cultura, commercio, intrattenimento, sostenibilità energetica e occupazione vengono messi in relazione all’interno di un progetto che punta a restituire all’area una funzione permanente.
Il valore dell’investimento, 81,9 milioni di euro, e la previsione di 450 nuovi posti di lavoro delineano un’operazione di ampia portata per il territorio ionico.
Ora il progetto dovrà confrontarsi con il necessario percorso amministrativo e con le valutazioni previste per una proposta di Partenariato Pubblico-Privato.
Per Taranto si apre così una nuova fase nella quale il futuro dello Iacovone non riguarderà soltanto il calcio, ma potrebbe diventare parte integrante di una più ampia strategia di rigenerazione urbana ed economica della città.















