Il caso Giovanni Malagò entra nella sua fase decisiva. Sono infatti in arrivo al CONI i pareri giuridici richiesti sulla vicenda del mancato tesseramento dell’attuale presidente della FIGC al momento della sua candidatura alla guida della Federazione. Secondo le prime indiscrezioni riportate da fonti di stampa, uno degli orientamenti emersi sostiene che il tesseramento costituisse un requisito indispensabile per la candidatura.
La questione potrebbe avere conseguenze sull’attuale governance della Federcalcio, fino all’ipotesi di un eventuale commissariamento, ma una decisione definitiva non è stata ancora assunta. Sarà infatti la Giunta straordinaria del CONI a dover valutare la situazione alla luce dei pareri tecnici e del quadro normativo.
I quattro giuristi incaricati
Il presidente del CONI Luciano Buonfiglio ha chiesto una valutazione a quattro esperti: Franco Scoca, Massimo Coccia, Luigi Medugno e Alberto Angeletti. I loro pareri stanno progressivamente arrivando al Comitato olimpico e dovrebbero costituire uno degli elementi di valutazione della Giunta.
Secondo le indiscrezioni riportate da LaPresse e riprese da diverse testate, nei primi documenti arrivati al CONI sarebbe contenuta l’indicazione secondo cui il tesseramento rappresenterebbe un requisito necessario per poter presentare la candidatura.
La questione nasce dal fatto che Malagò non risultava tesserato per la FIGC al momento della candidatura. Il tema è stato sollevato nell’ambito della vicenda giudiziaria e istituzionale legata alle elezioni federali e viene ora sottoposto a una valutazione specifica da parte degli organi del CONI.
La decisione a ottobre
Il calendario indica una finestra temporale precisa per il prossimo passaggio. Secondo ANSA e SportMediaset, la riunione del CONI dedicata al caso Malagò dovrebbe essere fissata tra il 6 e il 10 ottobre.
La Giunta dovrà quindi esaminare i pareri degli esperti e valutare le eventuali conseguenze della vicenda sulla regolarità della candidatura e sulla governance della Federcalcio.
Tra le possibilità al centro del dibattito figura anche quella del commissariamento della FIGC, ma al momento si tratta di uno scenario eventuale, subordinato alla decisione dell’organo competente.
Una questione di regolarità federale
Il punto centrale della controversia riguarda dunque il rapporto tra i requisiti previsti dalle norme federali e la candidatura alla presidenza.
Secondo quanto riportato nelle prime indiscrezioni sui pareri, il requisito del tesseramento avrebbe avuto carattere indispensabile. Resta però alla Giunta del CONI il compito di stabilire quali conseguenze giuridiche e istituzionali possano derivare dalla posizione di Malagò e dalla sua elezione.
La vicenda presenta quindi ancora diversi passaggi da affrontare e potrebbe essere destinata a generare ulteriori ricorsi e valutazioni negli organi della giustizia sportiva e amministrativa.
Malagò a Bursa con la Nazionale
Nel frattempo, Malagò è arrivato a Bursa, in Turchia, per seguire la Nazionale italiana impegnata nella seconda sfida del ciclo di Roberto Mancini.
Il caso istituzionale, dunque, non interferirà con gli impegni della Nazionale durante questa finestra internazionale. L’attenzione sul futuro della presidenza FIGC tornerà però inevitabilmente al centro del dibattito con la ripresa dell’attività degli organi del CONI.
Il prossimo appuntamento sarà quindi quello della Giunta straordinaria di ottobre, chiamata a esaminare una vicenda che potrebbe avere ripercussioni sull’assetto della Federcalcio italiana.















