In una cornice da categorie superiori, con quasi 13mila spettatori a trasformare l’Erasmo Iacovone in un fattore ambientale determinante, il 3-0 con cui il Taranto supera il Novoli va interpretato ben oltre la solidità del risultato. La vittoria degli ionici non appare infatti come il semplice prodotto di episodi favorevoli, ma come il risultato di una prova di maturità tattica e caratteriale, condotta con rigore strategico e con una gestione lucida delle diverse fasi dell’incontro.
Lo scrive Giuseppe Di Cera su L’Edicola.
L’approccio perfetto
L’approccio del Taranto è impeccabile sia sotto il profilo dell’atteggiamento sia per quanto riguarda l’impostazione tattica. Il blocco squadra rimane compatto, le distanze tra i reparti sono ridotte e l’aggressione sui portatori di palla avversari è costante.
Il pressing alto mette in difficoltà la costruzione dal basso del Novoli, costretto spesso a rinunciare alla manovra ragionata e a cercare soluzioni più dirette. Una pressione organizzata che consente agli uomini di Tiozzo di mantenere il controllo territoriale e di impedire agli ospiti di sviluppare con continuità il proprio gioco.
L’unica vera sbavatura iniziale arriva sugli sviluppi di un calcio d’angolo, quando il Novoli colpisce la traversa. Un episodio isolato che, tuttavia, non scalfisce la struttura né la sicurezza del collettivo rossoblù.
Gli episodi che cambiano la partita
Il vero snodo emotivo dell’incontro si colloca intorno alla mezz’ora. Dopo il gol del vantaggio del Taranto, il Novoli costruisce infatti l’occasione per riportare immediatamente il risultato in equilibrio.
È in questo momento che emerge anche l’importanza della scelta effettuata tra i pali. L’avvicendamento che premia Lombardo trova la propria ragion d’essere nell’intervento del portiere sul centravanti avversario.
L’estremo difensore rimane in piedi fino all’ultimo istante e si oppone con i piedi, mostrando freddezza e capacità di lettura dell’azione. Un intervento tutt’altro che secondario, perché consente al Taranto di conservare il vantaggio e di arrivare all’intervallo con una condizione psicologica favorevole.
Una ripresa da squadra matura
La seconda frazione assume progressivamente i contorni di una vera e propria prova di maturità strategica.
Il Taranto protegge la propria metà campo, intasa sistematicamente le linee di passaggio del Novoli e riduce al minimo le possibilità concesse agli avversari. Gli ionici mostrano una gestione dei tempi di gioco che appare più consapevole rispetto alle precedenti uscite.
La squadra non ha bisogno di forzare continuamente la giocata, ma alterna pressione, possesso e ripartenze, scegliendo con maggiore attenzione quando accelerare e quando invece abbassare i ritmi.
Anche le letture dalla panchina risultano decisive. L’ingresso di Saraniti garantisce nuova densità fisica e maggiore peso specifico al reparto offensivo, consentendo al Taranto di risalire il campo con maggiore efficacia.
Pressing, compattezza e mentalità
È proprio nella gestione della partita che il Taranto offre i segnali più interessanti. La squadra di Luca Tiozzo non si limita a difendere il vantaggio, ma riesce a mantenere un’identità precisa anche quando il Novoli prova a cambiare l’inerzia dell’incontro.
La compattezza del blocco rossoblù permette di ridurre gli spazi tra i reparti, mentre l’intensità nel recupero della palla consente di ripartire con maggiore pericolosità.
Il raddoppio arriva così come conseguenza di una partita nella quale il Taranto ha progressivamente aumentato il proprio controllo. Nel finale, poi, la massima punizione trasformata da Taurino chiude definitivamente i conti e consegna allo Iacovone una serata di festa.
Non soltanto il risultato
La prestazione dello Iacovone non va quindi raccontata soltanto attraverso la successione dei gol. Il dato più significativo è rappresentato dalla capacità del Taranto di superare l’unico vero momento critico della gara senza perdere equilibrio e, successivamente, di imporre la propria organizzazione.
La squadra rossoblù ha mostrato intensità, compattezza, capacità di soffrire e tenuta mentale, elementi che assumono un valore ancora maggiore davanti a un pubblico capace di trasformare lo stadio in una spinta continua.
Il 3-0 al Novoli diventa così un esame superato non soltanto sul piano del risultato, ma soprattutto su quello della consapevolezza. In una stagione nella quale l’obiettivo è dichiaratamente quello di lasciare l’Eccellenza, il Taranto ha offerto allo Iacovone una prima risposta sul proprio livello di maturità.















