di Francesca Raguso
Dalla Serie B laziale all’esperienza in A2, fino alla nuova avventura con la De Florio Nuovi Orizzonti. Per Giovanna Marigliano questa stagione rappresenta una nuova tappa di un percorso di crescita costruito attraverso esperienze importanti nonostante la giovane età.
La giocatrice ha scelto Taranto anche per mettersi alla prova lontano da casa e da un ambiente che conosceva già, trovando nella società rossoblù un progetto orientato alla crescita delle atlete. Dopo l’esordio in campionato dello scorso 26 settembre sul campo del Gragnano, Marigliano ha raccontato le proprie sensazioni, soffermandosi anche sul rapporto con coach Gigi Delli Carri, sul gruppo squadra e sugli obiettivi di lavoro delle prossime settimane.
Giovanna, nonostante la tua giovane età hai già maturato importanti esperienze. La scorsa stagione hai affrontato la Serie B laziale. Che esperienza è stata?
«Sicuramente è stata un’esperienza molto impegnativa. Insieme ai tre campionati, Under 19, Serie C e Serie A2, ho dovuto affrontare anche il quinto anno di liceo, quindi ero molto impegnata. Però è stata un’esperienza bellissima, perché mi ha dato l’opportunità di confrontarmi con giocatrici molto importanti e soprattutto molto più grandi di me. Mi hanno dato la possibilità di crescere sia a livello cestistico, ma soprattutto a livello personale».
Oltre alla Serie B, hai vissuto anche l’esperienza dell’A2. Cosa ti porti dietro da questa esperienza e quanto ti ha fatto crescere?
«Mi porto sicuramente tante conoscenze nuove. Ho incontrato persone che mi hanno insegnato ad affrontare le cose in maniera diversa, magari con punti di vista differenti e soprattutto con un atteggiamento ottimista.
Essendo anche una delle più piccole del roster, insieme ad altre due o tre ragazze, avevo sempre un po’ di paura nel confrontarmi con persone molto più brave e soprattutto molto più grandi di me. Loro, invece, sono state in grado di mettermi a mio agio e di farmi capire che anche se avessi sbagliato una minima cosa sarebbe stato normale, perché ero lì per crescere.
Ho avuto la fortuna di incontrare persone meravigliose all’interno della squadra, che hanno creduto in me fin dal primo momento. È stata davvero una bellissima esperienza».
Quest’anno è arrivata la chiamata da parte della De Florio Nuovi Orizzonti. Qual è stato il fattore che ti ha spinto ad accettare?
«Sicuramente la chiacchierata che ho avuto con Massimiliano D’Errico, che mi ha dato subito fiducia. Mi ha mostrato un progetto che mi interessava molto, perché sono improntati sulla crescita delle giocatrici e soprattutto sullo stare al fianco delle giocatrici.
In più volevo allontanarmi dagli ambienti che avevo sempre vissuto. Tra Lazio e Umbria volevo cambiare, volevo capire cosa significasse veramente stare fuori casa, a sette ore di distanza. Volevo cambiare aria.
Il progetto che mi aveva presentato Massimiliano era molto interessante e quindi ho voluto accettare subito l’offerta che mi aveva fatto».
Conoscevi coach Delli Carri? Quali sono state le tue prime impressioni?
«No, non lo conoscevo. La prima sensazione che mi ha dato è stata quella di una persona molto umile e disponibile sotto ogni punto di vista.
Ho parlato molto con l’allenatore e mi è rimasta impressa una frase che mi disse durante un mio momento no: “Io prima di tutto sono un tuo amico, invece che il tuo allenatore. Quindi qualsiasi problema me lo devi dire”.
Perché qualsiasi problema, anche se non è legato al basket, vuoi o non vuoi si riflette sul campo. E lui, essendo il nostro coach, deve essere a conoscenza di tutto quello che ci passa per la testa.
Proprio per questa ragione è stata una persona super disponibile fin dal primo momento. È molto competente, soprattutto sul campo».
Come ti stai trovando con il gruppo squadra, con la società e con tutto lo staff?
«Con la squadra mi trovo benissimo. Abbiamo legato fin da subito. Si è creato immediatamente un ambiente sano, molto bello, nel quale stare. Un ambiente che ti fa venire voglia di dire: “Che bello, oggi ci vediamo, facciamo allenamento e stiamo insieme per due ore”.
Per quanto riguarda lo staff, anche loro sono molto disponibili. Qualsiasi cosa tu chieda, se hai un problema, ci sono subito. Ti rispondono immediatamente al telefono, provano a risolvere qualsiasi tipo di problema e, soprattutto, come abbiamo detto prima, sono molto umani.
E questa è la base di ogni cosa.
Per esempio, all’inizio della stagione ho avuto un lieve infortunio dovuto alla scorsa stagione e subito si sono mossi tra fisioterapista, preparatore e qualsiasi persona possibile e immaginabile per farmi tornare in campo il prima possibile.
Da quel momento ho capito veramente che persone sono: soprattutto persone serie, che hanno voglia di stare all’interno di questo ambiente e di far stare bene le proprie giocatrici».
Lo scorso 26 settembre è arrivato il debutto in campionato in trasferta a Gragnano. Dopo una buona partenza, cosa non è andato? Può aver influito anche l’emozione del debutto?
«Indubbiamente sì, perché era la prima partita che giocavamo veramente insieme come squadra. Purtroppo non abbiamo fatto nessuna amichevole prima, quindi quello era il primo momento nel quale ci ritrovavamo cinque contro cinque, con una squadra avversaria vera e propria.
La prima di campionato alla fine va sempre così, perché capisci come si muove la tua compagna, come magari devi atteggiarti nei suoi confronti. Anche l’atteggiamento è molto importante all’interno del campo.
Siamo partite molto bene, però una serie di fattori, magari la stanchezza sia fisica sia mentale e il fatto di non avere tanti cambi, ci ha portato a far scendere la nostra prestazione.
Nonostante questo, l’allenatore è stato contento e questa è la cosa più importante. Noi sappiamo già dove dobbiamo lavorare maggiormente durante gli allenamenti e dove invece possiamo concentrarci meno.
Quindi è stata semplicemente una prova per capire come migliorarci il più possibile nelle due settimane che abbiamo prima della prossima partita».
Su cosa vi concentrerete maggiormente durante la settimana?
«Sicuramente sul miglioramento degli schemi, questo indubbiamente. Lavoreremo anche sulla prestazione fisica, soprattutto a livello di fiato, attraverso una serie di esercizi con il preparatore.
Ci concentreremo molto anche sulla difesa. Per esempio, la zona non l’avevamo mai fatta prima, se non in partita, il giorno prima dell’allenamento, e basta.
Credo quindi che lavoreremo molto di più sia sull’attacco sia sulla difesa, cercando di migliorare tutti quegli aspetti che nella prima partita ci hanno messo maggiormente in difficoltà».















