di Luca Chianura
Dalla pietanza insipida dell’andata a una portata ricca di sapore e gusto al ritorno. Il doppio confronto tra Taranto e Ostuni, valido per la Coppa Italia Regionale di Eccellenza, si è concluso con il passaggio del turno della formazione rossoblù, capace di imporsi per 3-1 allo stadio Nino Laveneziana della Città Bianca, dopo l’1-1 maturato il 17 settembre allo stadio Italia di Massafra, in una gara disputata a porte chiuse.
Divagazioni culinarie a parte, il Taranto è tornato da Ostuni con una vittoria netta e meritata, accompagnata da una prestazione che ha evidenziato la crescita psicofisica del gruppo e una rinnovata voglia di lottare. Un risultato mai realmente messo in discussione, nonostante il gol della bandiera dei padroni di casa arrivato quando la partita era ormai saldamente nelle mani degli ospiti.
In vista della delicata trasferta di domenica a Canosa, con calcio d’inizio posticipato alle 17.30, il tecnico Luca Tiozzo ha optato per un robusto turnover, concedendo spazio a diversi elementi della rosa e gestendo le energie in vista del prossimo impegno di campionato.
Davanti a Baietti, il reparto arretrato è stato composto da Delvino, Lanzolla e Perretta. A centrocampo Monetti e Potenza hanno agito sulle corsie esterne, con Angiulli e Skoric nella zona nevralgica. In attacco, spazio al tridente formato da Soldani, Rajkovic e Taurino.
Nel corso della gara sono entrati Odia, il nuovo acquisto Falzerano, Vukoja, Losavio e Lupo, con Tiozzo che ha progressivamente ridisegnato l’assetto della squadra. Sono usciti Soldani, Taurino, Skoric e Rajkovic.
La difesa rossoblù ha avuto la meglio sugli attaccanti gialloblù, apparsi poco incisivi e incapaci di creare reali pericoli con continuità. La rete dell’Ostuni è arrivata quando il Taranto aveva già messo al sicuro il risultato, ma resta un campanello d’allarme: i cali di concentrazione non sono ammessi, soprattutto in un campionato nel quale ogni distrazione può costare cara.
Il centrocampo ha beneficiato della spinta sulle fasce di Monetti e Potenza, capaci di garantire dinamismo e sostegno alla manovra. Al centro, Angiulli ha sostituito adeguatamente Di Paolantonio, mentre Skoric ha mostrato grande impegno, pur senza trovare sempre la necessaria precisione nelle giocate.
In avanti, Soldani e Taurino hanno trovato la via del gol, sfruttando anche errori evidenti del portiere e della retroguardia brindisina. Rajkovic, invece, si è sacrificato molto per la squadra, ma ha sprecato una nitida occasione da rete, ricordando per dinamica il celebre errore di Marco Pacione.
Il successo di Ostuni rappresenta un primo test superato con esito positivo. La squadra ha dimostrato di avere energie, alternative e una condizione in crescita. Il passaggio del turno restituisce fiducia all’ambiente e consente di affrontare con maggiore serenità il prossimo appuntamento.
Intanto, il mercato ha portato nuovi innesti come Marcello Falzerano e Angelo Bonavolontà, ulteriori elementi a disposizione dello staff tecnico per ampliare le soluzioni a centrocampo e nella costruzione della squadra.
Il Taranto è tornato ad allenarsi nel pomeriggio e domani mattina sosterrà la consueta seduta di rifinitura. Nel pomeriggio è prevista la partenza per il ritiro in una località nei pressi di Canosa.
Se il primo esame, quello di Ostuni, è stato superato con una prova convincente, il secondo si annuncia decisamente più impegnativo. Al San Sabino servirà una prestazione di grande intensità e concentrazione, con la consapevolezza di dover profondere il massimo delle energie per uscire indenni dalla trasferta.
La gara si giocherà senza il sostegno dei tifosi rossoblù, ai quali è stata vietata la trasferta. Un’ulteriore difficoltà per una squadra chiamata a confermare sul campo i progressi mostrati in Coppa.















