di Maurizio Corvino
La conclusione dei Giochi del Mediterraneo 2026 apre per Taranto una nuova fase, nella quale la riqualificazione degli impianti sportivi dovrà tradursi in opportunità concrete per la città. Tra le proposte in campo c’è il progetto di partenariato pubblico-privato da 81,9 milioni di euro presentato dalla famiglia Ladisa, attraverso Immolad e la S.S. Taranto 2025. L’iniziativa, denominata “L’Edicola Village”, punta alla realizzazione di un distretto dello sport, della cultura e dell’intrattenimento, con attività distribuite durante tutto l’anno.
Il piano, attualmente all’esame degli uffici comunali, prevede una concessione trentennale e un intervento che non si limita allo stadio Erasmo Iacovone. Il progetto comprende anche il PalaRicciardi, lo stadio di atletica Giuseppe Valente, il Parco urbano della Salinella e alcune aree di sosta strategiche, con l’obiettivo di creare un polo funzionale capace di integrare attività sportive, commerciali, culturali e di intrattenimento.
Un investimento da 81,9 milioni e 450 posti di lavoro
Secondo quanto illustrato dai promotori, il progetto potrebbe generare circa 450 nuovi posti di lavoro e contribuire alla sostenibilità economica delle strutture. Tra gli interventi previsti figura un impianto fotovoltaico da 2,5 megawatt, insieme alla realizzazione di spazi commerciali e aree dedicate a eventi e iniziative culturali.
La proposta mira a rendere gli impianti fruibili per 365 giorni all’anno, superando una gestione legata esclusivamente agli appuntamenti sportivi. L’obiettivo dichiarato è quello di coniugare la valorizzazione delle infrastrutture con nuove occasioni di sviluppo economico per il territorio ionico.
Comune, Legends Global e Fidal: il quadro delle proposte
La partita si gioca ora sul piano amministrativo. Il Comune di Taranto, guidato dal sindaco Piero Bitetti, ha confermato che sono in corso le istruttorie e le procedure per l’affidamento degli impianti, sottolineando la necessità di tutelarne la destinazione pubblica e la specificità sportiva.
Accanto alla proposta della famiglia Ladisa, è presente la manifestazione d’interesse di Legends Global, che riguarda un insieme più ampio di strutture, tra cui il PalaRicciardi, lo stadio Valente, il PalaMazzola e lo Stadio del Nuoto. L’amministrazione ha precisato che con la società è in corso un’interlocuzione, ma che, allo stato attuale, non è stata presentata una proposta di project financing.
Per il PalaRicciardi e lo stadio Valente è inoltre al vaglio degli uffici la proposta della Federazione Italiana di Atletica Leggera (Fidal), interessata a valorizzare le strutture in chiave sportiva e a sviluppare un possibile centro di preparazione di livello nazionale. Un percorso che si inserisce nel più ampio confronto sul futuro degli impianti e sulle modalità per garantirne un utilizzo continuativo.
La sfida tra interesse pubblico e sostenibilità gestionale
Il nodo centrale resta quello di conciliare le diverse proposte con l’interesse della comunità. Da una parte, l’iniziativa privata punta a sostenere gli investimenti e la manutenzione delle infrastrutture; dall’altra, l’amministrazione è chiamata a garantire che le strutture conservino la propria funzione pubblica e sportiva.
Il dibattito riguarda anche i tempi delle procedure. La valutazione di un partenariato di questa portata richiede verifiche tecniche, economiche e amministrative, ma la città attende indicazioni sul percorso che porterà all’affidamento degli impianti. La presenza di più manifestazioni d’interesse rende necessario un confronto trasparente, fondato sui contenuti delle proposte e sui benefici che ciascuna può offrire.
La gestione privata, se compatibile con le condizioni stabilite dall’ente pubblico, non esclude necessariamente l’utilizzo degli impianti da parte delle società sportive locali, degli atleti e delle federazioni. Saranno tuttavia gli accordi, i vincoli di utilizzo e gli obblighi gestionali a determinare concretamente gli spazi riservati alle diverse attività.
L’eredità dei Giochi come occasione di sviluppo
Per Taranto, la sfida è trasformare le infrastrutture realizzate o riqualificate in occasione dei Giochi del Mediterraneo in un patrimonio realmente fruibile e sostenibile nel tempo. Il progetto “L’Edicola Village” rappresenta una delle ipotesi sul tavolo, con una dimensione economica significativa e una visione che punta a estendere la funzione degli impianti oltre il calendario agonistico.
La decisione spetta ora agli organi competenti, chiamati a esaminare le proposte, verificarne la sostenibilità e individuare le soluzioni più coerenti con l’interesse pubblico. Il futuro dello Iacovone e delle altre strutture sportive sarà uno dei passaggi decisivi per definire quale eredità i Giochi lasceranno alla città.
Taranto dispone di infrastrutture rinnovate e di progetti che prospettano investimenti e nuove opportunità occupazionali. La fase che si apre richiede tempi amministrativi certi, trasparenza e una programmazione capace di tenere insieme sviluppo economico, accessibilità e centralità dello sport.















