di Simone Pulpito
Tanto palleggio, poca sostanza. È probabilmente questa la sintesi più efficace della prestazione del Taranto al cospetto del Canosa. I rossoblù tornano a casa con un pesante 3-0 nello scontro diretto e vedono allontanarsi ulteriormente la vetta della classifica.
La squadra di Luca Tiozzo mantiene per larghi tratti il possesso del pallone, ma lo fa senza riuscire a trasformare la manovra in occasioni da rete. Il problema principale emerso al termine dei novanta minuti è proprio questo: il Taranto palleggia, ma tira pochissimo.
Il Canosa, al contrario, è più concreto e soprattutto nella ripresa riesce a capitalizzare gli episodi. Il rigore trasformato da Lavopa apre la partita, lo splendido gol di Bernaola indirizza definitivamente la sfida e il secondo penalty, realizzato da Castro, mette il punto esclamativo sul pomeriggio dei padroni di casa.
Una sconfitta che pesa anche in classifica. Il Canosa stacca infatti i rossoblù, mentre il Taranto si ritrova ora a sette punti dalla prima posizione, occupata momentaneamente dallo Squinzano.
Il problema è negli ultimi metri
Il dato che deve far riflettere maggiormente Tiozzo non è soltanto il risultato, ma la difficoltà della squadra nel produrre occasioni.
Il Taranto riesce a muovere il pallone, prova a costruire dal basso e cerca di coinvolgere i propri centrocampisti nella manovra, ma quando arriva nella zona decisiva del campo manca quasi sempre la giocata capace di rompere gli equilibri.
Taurino prova a creare superiorità, Losavio rimane troppo spesso fuori dalla partita, Soldani non riesce a incidere e gli inserimenti dalle fasce non producono la pericolosità necessaria.
Il Canosa, invece, aspetta, soffre quando necessario e poi colpisce nei momenti decisivi.
Una gara dai due volti
Il primo tempo si chiude sullo 0-0 e lascia l’impressione di una partita ancora completamente aperta. Il Taranto non rischia particolarmente e riesce a contenere le iniziative degli avversari.
Dopo l’intervallo, però, tutto cambia.
L’episodio del rigore indirizza la sfida, mentre il raddoppio di Bernaola arriva quando i rossoblù sembrano incapaci di reagire. Da quel momento il Taranto prova a riorganizzarsi, ma senza trovare la necessaria qualità negli ultimi venti metri.
Gli ingressi di Falzerano e Saraniti danno maggiore vivacità, ma non bastano. Il secondo rigore trasformato da Castro chiude definitivamente la partita.
Le pagelle del Taranto
LOMBARDO 5,5
Non è esente da colpe sul primo gol. Il passaggio che innesca la situazione dalla quale nasce il rigore mette in difficoltà Morales e finisce per condizionare l’intera azione. Per il resto non ha particolari responsabilità sulle altre due reti.
GUASTAMACCHIA 5
Spesso piantato sul posto e lasciato lì dagli avversari. Non riesce a garantire la consueta solidità e vive una delle sue giornate meno brillanti.
LANZOLLA 6,5
Nonostante il risultato, disputa ancora una volta una partita da leader. Tiene in piedi la retroguardia, combatte e prova a guidare i compagni anche nei momenti più complicati. Tra i migliori dei rossoblù.
MORALES 4,5
Una gara condizionata dall’episodio che apre la partita. Sbaglia la direzione dello stop e si fa rubare il pallone, concedendo al Canosa l’azione che porta al calcio di rigore. Un errore pesante.
Dal 59′ FALZERANO 6: porta freschezza e rapidità alla manovra. Prova a creare qualche problema alla difesa di casa e dà maggiore vivacità alla squadra.
HADZIOSMANOVIC 5
Nervoso e inconcludente. Non riesce quasi mai a rendersi realmente pericoloso e fatica a trovare continuità nella propria azione.
SKORIC 5
La sua partita dura appena mezz’ora. Un’ammonizione rimediata nelle prime battute, dopo un’entrata pericolosa a gamba tesa, condiziona inevitabilmente la sua prestazione e porta Tiozzo a sostituirlo.
Dal 34′ BONAVOLONTÀ 6: esordio non negativo. Lotta in mezzo al campo, prova a dare equilibrio e non si risparmia.
VUKOJA 5
Contribuisce a un possesso di palla troppo sterile. Il pallone circola, ma senza trasformarsi in occasioni concrete. Nel finale commette anche qualche errore di troppo.
LUPO 6
Gioca una buona partita nel marasma generale. Prova a garantire spinta e presenza sulla corsia e risulta tra gli elementi più continui del centrocampo rossoblù.
SOLDANI 4,5
Praticamente inesistente. Una vera e propria ombra per tutta la partita. Non riesce a trovare spazio né a incidere nella costruzione offensiva.
Dal 77′ ODÌA s.v.
Troppo poco tempo a disposizione per poter incidere sulla partita.
LOSAVIO 4,5
Tocca una quantità davvero misera di palloni. Fatica a entrare nel gioco e non riesce a incidere in fase offensiva. Probabilmente la sua peggiore prestazione con la maglia rossoblù.
Dal 59′ SARANITI 5,5: il suo ingresso non riesce a cambiare la situazione. Viene gestito con relativa facilità dalla difesa del Canosa e non trova gli spazi necessari per incidere.
TAURINO 5
Gira spesso con il pallone tra i piedi, ma non trova mai il varco per superare la schermaglia difensiva rossoblù. Tanta volontà, poca concretezza.
Dall’83’ RAJKOVIC s.v.
Pochi minuti per lasciare il segno.
TIOZZO 5,5
La preparazione tattica della partita, ancora una volta, appare curata. Il problema è che la squadra fa una grandissima fatica ad arrivare al tiro e a trasformare il possesso in occasioni. Il tecnico dovrà lavorare immediatamente per trovare la quadra offensiva e dare maggiore incisività a una squadra che, al momento, costruisce troppo poco negli ultimi metri.
Ora serve una risposta
Il 3-0 di Canosa non può essere archiviato soltanto come una giornata storta. Il campionato è ancora lungo, ma il distacco dalla vetta comincia a diventare significativo e soprattutto la prestazione offensiva deve rappresentare un campanello d’allarme.
Il Taranto ha dimostrato di saper gestire il pallone, ma nel calcio il possesso fine a se stesso serve a poco se non viene accompagnato da verticalizzazioni, conclusioni e occasioni.
A Tiozzo il compito di trovare rapidamente la soluzione. Perché il tempo per recuperare terreno c’è, ma servono gol, concretezza e soprattutto una reazione immediata.















