di Domenico Ciquera
Il rapporto tra la S.S. Taranto e l’Amministrazione comunale è cambiato. È questa la lettura proposta dall’avvocato Erminio Fabio Riezzo, direttore editoriale di GiornaleRossoBlu.it, intervenuto ai microfoni della nostra redazione per analizzare le recenti tensioni legate allo stadio Erasmo Iacovone e, più in generale, alla gestione dell’impiantistica sportiva cittadina.
Un tema già affrontato durante la trasmissione Football Club, nel corso della quale Riezzo ha evidenziato quello che considera un primo segnale del mutamento dei rapporti: l’assenza del sindaco in occasione della gara disputata dal Taranto contro il Novoli.
Secondo il direttore editoriale, tuttavia, la contrapposizione tra amministrazioni comunali e società sportive non rappresenterebbe una novità nella storia recente del calcio tarantino.
Un copione che si ripete
Riezzo richiama le precedenti gestioni societarie, ricordando come anche durante le epoche Blasi e Giove i rapporti tra club e istituzioni non siano stati sempre semplici.
«Qualunque società ci sia, invisa o meno alla tifoseria, si ripropongono sempre problematiche», osserva Riezzo, ponendo quindi una domanda più ampia sul rapporto tra il calcio e la città.
Il punto, nella sua analisi, non riguarda soltanto l’attuale proprietà, ma un meccanismo che si sarebbe riproposto nel tempo. Da qui l’interrogativo sul peso che queste dinamiche possano aver avuto nel percorso delle diverse società e sulla capacità del Taranto di raggiungere obiettivi sportivi di lungo periodo.
«Perché Taranto, una città così grande, non raggiunge la Serie B da quasi quarant’anni? Forse è proprio questo che dobbiamo finalmente iniziare a chiederci», sottolinea.
Dal dialogo di inizio stagione alle tensioni attuali
La situazione assume particolare rilevanza perché il confronto tra Comune e società riguarda oggi lo Iacovone, la gestione dell’impianto e i progetti legati alla sua futura valorizzazione, nel quadro delle opere realizzate e programmate in relazione ai Giochi del Mediterraneo.
Secondo Riezzo, proprio la rilevanza degli interventi rende ancora più necessario un confronto diretto tra le parti.
«Adesso è arrivato il momento del dialogo e della chiarezza da parte di tutti», sostiene.
Il direttore editoriale ricorda quindi la conferenza stampa di inizio stagione nella quale, a suo giudizio, sembrava essere stato raggiunto un punto di equilibrio nei rapporti tra Amministrazione e società.
In quella circostanza, secondo la ricostruzione proposta da Riezzo, era stato prospettato un quadro nel quale il Taranto avrebbe potuto occuparsi della gestione ordinaria e straordinaria dello stadio, senza il pagamento di un corrispettivo al Comune proprietario dell’impianto, almeno fino alla conclusione delle procedure amministrative relative alla futura gestione.
Oggi, osserva Riezzo, lo scenario appare differente. Il club dovrebbe sostenere un canone per l’utilizzo dello Iacovone in occasione delle partite e per gli allenamenti sul campo Di Molfetta.
«Cosa è successo? Perché, dopo quell’accordo che era stato raggiunto e che alcuni esponenti dell’Amministrazione avevano illustrato, oggi le carte in tavola sono cambiate?», è la domanda posta dal direttore editoriale.
Il nodo del campo Di Molfetta
Nel ragionamento di Riezzo rientra anche la situazione dello Iacovone B “Francesco Di Molfetta”, la cui disponibilità per l’attività agonistica del settore giovanile è ancora oggetto di problematiche legate all’agibilità.
La questione ha già prodotto conseguenze sul calendario delle formazioni giovanili del Taranto, costrette a chiedere il rinvio delle proprie gare.
«Anche questi sono problemi che abbiamo evidenziato da sempre, non soltanto ieri, ma anche nelle trasmissioni precedenti», sottolinea Riezzo.
Secondo il direttore editoriale, però, sarebbe necessario fare chiarezza anche sulla suddivisione delle competenze relative ai diversi spazi dell’impianto, considerando la presenza della struttura commissariale impegnata nelle opere e le aree già nella disponibilità dell’Amministrazione comunale.
Non solo lo Iacovone: l’impiantistica sportiva
La riflessione si allarga quindi all’intero sistema degli impianti sportivi cittadini.
Per Riezzo, le difficoltà non riguardano esclusivamente il Taranto calcio. Il riferimento è anche ad altre realtà sportive che, a causa della mancata disponibilità o agibilità delle strutture, stanno affrontando difficoltà nella programmazione delle proprie attività.
«Non è un problema soltanto riferito allo Iacovone, ma a tutta l’impiantistica sportiva», evidenzia.
Tra gli interrogativi posti anche quelli relativi alla disponibilità del PalaMazzola e alla situazione dello Iacovone B.
Il tema assume particolare rilevanza perché le strutture sportive cittadine sono state interessate da interventi legati ai Giochi del Mediterraneo e rappresentano una delle principali eredità infrastrutturali dell’evento.
Secondo Riezzo, la sfida ora consiste nel trasformare questi investimenti in una disponibilità effettiva e ordinata degli impianti per le società sportive.
Le manifestazioni di interesse sullo Iacovone
Nel corso dell’intervento Riezzo affronta anche il tema delle possibili manifestazioni di interesse per la gestione futura dello stadio.
Si tratta, precisa lo stesso direttore editoriale, di manifestazioni di interesse e non di progetti definitivi. Nella sua ricostruzione, l’unico progetto formalmente presentato sarebbe quello riconducibile alla famiglia Ladisa.
Da qui la richiesta all’Amministrazione comunale di fornire informazioni chiare qualora fossero in corso altre interlocuzioni.
«Se l’Amministrazione comunale sta avendo altre interlocuzioni, lo dicesse e invitasse tali interlocutori a manifestarsi. La città ha bisogno di chiarezza e non di avvenimenti che portano alle divisioni», sostiene Riezzo.
Si tratta, dunque, di un tema sul quale eventuali ulteriori manifestazioni di interesse dovranno tener conto dei progetti già formalmente presentati e seguire procedure amministrative previste.
«Non dividiamoci tra chi sta con il Taranto e chi con il Comune»
Uno dei passaggi centrali dell’intervento riguarda però il rischio di una nuova contrapposizione all’interno della tifoseria.
Riezzo invita infatti a non trasformare il confronto istituzionale e societario in una divisione tra sostenitori della proprietà e sostenitori dell’Amministrazione.
«Non bisogna dividersi in due tifoserie, tra chi tifa per i Ladisa e chi tifa per il Comune. In questo momento bisogna fare gli interessi del Taranto e della città», afferma.
L’obiettivo, secondo il direttore editoriale, dovrebbe essere quello di comprendere cosa abbia determinato il deterioramento dei rapporti e quali siano le intenzioni delle parti sul futuro dello stadio.
Il timore per il percorso sportivo
Resta infine una preoccupazione: che le vicende amministrative e quelle relative all’impiantistica possano finire per influenzare il lavoro della squadra.
«Non vorrei che tutto quello che succede di contorno dal punto di vista amministrativo e dell’impiantistica vada a influenzare il cammino del Taranto calcio, domenicale e infrasettimanale», sottolinea Riezzo.
Il messaggio è quindi quello di mantenere separati i due piani: da una parte il confronto sulle strutture, sulla gestione e sui rapporti istituzionali; dall’altra il lavoro della squadra sul campo.
«Facciamo in modo che il Taranto faccia il meglio possibile e che tutto questo non influenzi il cammino della squadra», è l’appello.
«La città ha bisogno di chiarezza»
Riezzo lega infine la vicenda attuale a una riflessione più generale sul calcio tarantino e sulle difficoltà che hanno accompagnato negli anni i rapporti tra società, istituzioni e territorio.
Il riferimento anche alle recenti considerazioni del direttore sportivo Francesco Montervino, che aveva evidenziato problematiche considerate ricorrenti nel contesto cittadino.
«Queste divisioni che ci sono in città da tempo immemore hanno portato ad una unica conseguenza: nel 2026 il Taranto calcio è in Eccellenza regionale», conclude Riezzo.
Una posizione che lascia sul tavolo una richiesta precisa: chiarezza. Chiarezza sui rapporti tra Comune e società, sulle competenze relative allo Iacovone, sul futuro degli impianti sportivi e sulle procedure che dovranno accompagnare i prossimi mesi.
Il confronto, nella lettura del direttore editoriale di GiornaleRossoBlu.it, non può essere sostituito da una sequenza di comunicati e dichiarazioni a distanza. Per il futuro dello stadio e, più in generale, dello sport tarantino, servirà invece un confronto diretto tra tutti i soggetti coinvolti.















