Un 35enne è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione di San Giorgio Ionico nella notte del 5 ottobre 2026, perché presunto responsabile del reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
L’intervento è scattato durante un servizio di controllo del territorio. I militari dell’Arma hanno fermato un’autovettura condotta dall’uomo e, insospettiti dal suo comportamento, hanno proceduto a un controllo più approfondito.
La successiva perquisizione personale e veicolare ha consentito di rinvenire un borsello contenente 12 dosi di sostanza stupefacente, verosimilmente cocaina, per un peso complessivo di circa 13 grammi. Nel corso delle operazioni è stata inoltre trovata un’ingente somma di denaro, ritenuta dagli investigatori potenzialmente riconducibile all’attività illecita.
La perquisizione domiciliare e il sequestro delle munizioni
Gli accertamenti sono proseguiti nell’abitazione del 35enne. Qui i Carabinieri hanno riscontrato la presenza di armi e munizioni regolarmente denunciate, ma anche di 60 proiettili calibro 7,65 per i quali, secondo quanto contestato, non risultava effettuata la regolare denuncia.
Le munizioni sono state sequestrate e l’uomo è stato inoltre denunciato in stato di libertà per l’ipotesi di detenzione abusiva di munizioni.
Il quantitativo di sostanza stupefacente sequestrato sarà sottoposto ad analisi tecniche e di laboratorio da parte degli specialisti del L.A.S.S. del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Taranto. Gli esami dovranno stabilire con precisione la natura della sostanza, il principio attivo e il peso netto.
Disposti gli arresti domiciliari
Al termine delle formalità di rito, su disposizione dell’Autorità giudiziaria, il 35enne è stato condotto presso la propria abitazione per essere sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.
L’operazione si inserisce nell’ambito dei servizi di controllo del territorio svolti dai Carabinieri nella provincia di Taranto, finalizzati al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti e delle condotte illecite connesse alla detenzione di armi e munizioni.
Come previsto dalla legge, la posizione dell’uomo resta soggetta agli accertamenti dell’autorità giudiziaria. Il 35enne è da considerarsi innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.















