Si ferma il progetto “L’Edicola Village”, il distretto dello sport, della cultura e dell’intrattenimento proposto dalla famiglia Ladisa, proprietaria della SS Taranto. Il Comune di Taranto, come riporta Antenna Sud, ha respinto la proposta di partenariato pubblico-privato che prevedeva un investimento complessivo di 81,9 milioni di euro e una concessione della durata di trent’anni.
La decisione riguarda un piano ambizioso, concepito per trasformare lo stadio Erasmo Iacovone e diverse strutture cittadine in un sistema integrato di servizi sportivi, commerciali, culturali e ricreativi. Al momento, tuttavia, non sono ancora note le motivazioni ufficiali del rigetto. Non è quindi possibile stabilire quali elementi abbiano determinato la scelta dell’Amministrazione comunale.
Un investimento da quasi 82 milioni per riqualificare l’area dello Iacovone
Il progetto puntava a superare il tradizionale utilizzo dello stadio limitato alle giornate delle partite, trasformando l’area in un polo frequentato durante tutto l’anno da cittadini, studenti e visitatori.
Il piano prevedeva interventi sullo Iacovone e sulle zone circostanti, con una riqualificazione estesa a circa 28mila metri quadrati, di cui 20mila destinati a negozi e attività commerciali di prossimità.
L’iniziativa avrebbe coinvolto anche Parco Salinella, PalaRicciardi, stadio Valente e il sistema dei parcheggi Archita-Garibaldi. Tra gli obiettivi figuravano inoltre la promozione di eventi culturali, anche in collegamento con il MArTA, e la valorizzazione commerciale del marchio Taranto Calcio, attraverso possibili operazioni di naming rights.
Campus universitario, alloggi e nuove strutture sportive
Tra gli interventi più significativi inseriti nella proposta figurava la realizzazione di un campus universitario, con 85 camere doppie destinate agli studenti, 16 miniappartamenti per ricercatori e docenti e altre 20 camere riservate alla prima squadra del Taranto.
Il complesso avrebbe ospitato anche una mensa collettiva, una multisala, aule, librerie, lavanderie e locali destinati alle attività del terzo settore.
Per quanto riguarda le strutture sportive, il piano comprendeva due campi da calcio a cinque, uno skate park e ulteriori attrezzature nell’area della curva Sud dello Iacovone. Per il PalaRicciardi era stato ipotizzato un ampliamento della capienza fino a circa 2mila spettatori.
Parcheggi, sostenibilità e 450 posti di lavoro stimati
Un capitolo importante riguardava la mobilità. La proposta contemplava 1.200 posti auto, un parcheggio multipiano con copertura verde e l’integrazione con il sistema Archita-Garibaldi, per il quale erano indicati circa 1.800 posti auto sotterranei. Il progetto prevedeva inoltre navette e servizi di interscambio.
Sul fronte ambientale erano inclusi un impianto fotovoltaico da circa 2,5 megawatt, sistemi per il recupero delle acque meteoriche e tecnologie per la gestione dei flussi e la manutenzione delle strutture.
I proponenti avevano stimato anche la possibilità di generare circa 450 nuovi posti di lavoro. Si trattava, tuttavia, di una previsione legata all’eventuale realizzazione e gestione del distretto, non di un impegno occupazionale garantito.
Il nodo degli impianti e delle procedure già avviate
Tra gli aspetti più delicati dell’iniziativa figurava il coinvolgimento di strutture sportive interessate da altri percorsi amministrativi.
Per Parco Salinella era stato indicato un procedimento di assegnazione, mentre per il PalaRicciardi e il campo Valente era stata segnalata una trattativa avanzata con la Federazione di atletica.
La presenza di procedure già avviate avrebbe richiesto una verifica della compatibilità del progetto con le destinazioni previste per gli impianti e con gli eventuali impegni assunti dall’Amministrazione.
Il Comune aveva inoltre richiamato la necessità di salvaguardare la vocazione pubblica e sportiva delle strutture, garantendo la priorità dell’interesse collettivo. Non è però possibile affermare, in assenza delle motivazioni ufficiali, che questi elementi abbiano determinato il rigetto della proposta.
Concessione trentennale: quale futuro per il progetto Ladisa?
L’operazione era stata strutturata attraverso la formula del partenariato pubblico-privato, con una concessione prevista per trent’anni. Secondo quanto illustrato dai proponenti, il finanziamento sarebbe stato sostenuto da istituti bancari, mentre al soggetto privato sarebbero spettati i rischi legati alla costruzione e alla gestione delle opere.
Con il rigetto della proposta si arresta, almeno nella forma presentata al Comune, l’iter di “L’Edicola Village”. Resta da capire se saranno rese note le ragioni della decisione e se, sulla base di eventuali indicazioni dell’Amministrazione, potranno emergere le condizioni per una nuova formulazione del progetto.
Per Taranto si tratta di una partita rilevante non soltanto per il futuro dello Iacovone, ma anche per la riqualificazione degli impianti sportivi, i servizi alla cittadinanza e le prospettive di investimento nell’area della Salinella.















