Il Taranto perde a Bisceglie contro l’Unione Calcio e, ancora una volta, sceglie di non parlare. Al termine della gara, la società rossoblù ha deciso di ricorrere nuovamente al silenzio stampa, evitando dichiarazioni e confronti con gli organi di informazione in un momento particolarmente delicato della stagione.
Una decisione che arriva dopo una sconfitta che inevitabilmente apre nuovi interrogativi sul percorso della squadra e sulla gestione complessiva del progetto tecnico. A rendere ancora più significativo il pomeriggio di Bisceglie è quanto accaduto subito dopo il fischio finale: i vertici societari si sono infatti riuniti per un confronto, lontano dai riflettori e senza rilasciare comunicazioni ufficiali.
Una riunione che potrebbe preludere a decisioni di rilievo. Sul tavolo ci sarebbero valutazioni relative agli assetti di guida e alla gestione tecnica, con le diverse posizioni che potrebbero essere oggetto di un’attenta riflessione da parte della dirigenza. Al momento, tuttavia, non ci sono comunicazioni ufficiali che confermino eventuali provvedimenti.
Resta però un dato che non può passare inosservato: il Taranto sembra rifugiarsi con eccessiva facilità nel silenzio stampa ogni volta che i risultati non sono quelli attesi. Una scelta che può essere comprensibile nell’immediatezza di una sconfitta, ma che non può diventare una consuetudine, soprattutto in una piazza che vive di calcio, passione e aspettative.
Il silenzio, infatti, non risolve i problemi e non cancella le responsabilità. Al contrario, in momenti come questo, servirebbero chiarezza, comunicazione e soprattutto risposte. La tifoseria merita di conoscere quali siano le intenzioni della società, quali valutazioni siano in corso e quale direzione si intenda intraprendere.
Dopo Bisceglie, dunque, oltre alla sconfitta, resta il punto interrogativo sul futuro. La riunione dei dirigenti potrebbe rappresentare un passaggio importante per il prosieguo della stagione. Adesso, però, sarebbe auspicabile che alle porte chiuse e al silenzio seguissero parole chiare e decisioni concrete.















