di Maurizio Mazzarella
Il salto dalla Serie C alla Serie B rappresenta una sfida importante per la De Florio Nuovi Orizzonti, non soltanto sotto il profilo tecnico e agonistico, ma anche sul piano organizzativo ed economico. La formazione tarantina, reduce dalla vittoria dello scorso campionato, si è ritrovata ad affrontare una stagione caratterizzata da numerose difficoltà logistiche, prima fra tutte l’indisponibilità del PalaMazzola, impianto che avrebbe dovuto rappresentare il principale punto di riferimento per l’attività societaria.
Una situazione che ha costretto la dirigenza a riorganizzare quotidianamente allenamenti e partite, ricorrendo a strutture alternative e sostenendo ulteriori costi. Nonostante tutto, la società sta portando avanti il proprio progetto sportivo, potendo contare sull’impegno delle atlete, dello staff tecnico e di una dirigenza che sta affrontando con determinazione le criticità.
A tracciare un bilancio di questo primo scorcio di stagione è il presidente Roberto Anelli, che nell’intervista sottolinea soprattutto il lavoro svolto da tutte le componenti della società, senza nascondere le difficoltà ma guardando con fiducia alle prospettive future.
Un avvio positivo, nonostante le difficoltà
Presidente, la stagione è iniziata con la partecipazione al campionato di Serie B, dopo la promozione conquistata lo scorso anno. Qual è il suo bilancio di questo primo scorcio di stagione?
«Lo definirei positivo. Già al termine della scorsa stagione, culminata con la vittoria del campionato di Serie C, eravamo consapevoli di dover affrontare una competizione completamente diversa. La Serie B presenta differenze abissali rispetto alla categoria precedente, sia dal punto di vista tecnico sia, conseguentemente, sotto il profilo economico. Eravamo preparati a questa nuova sfida, mentre ci ha colto meno pronti l’indisponibilità del PalaMazzola. Già nella passata stagione avevamo disputato tutte le nostre gare nelle strutture della provincia e, nei mesi primaverili, confidavamo di poter finalmente utilizzare il palazzetto cittadino una volta terminati i Giochi del Mediterraneo, che sono stati un evento bellissimo e hanno dato lustro alla nostra splendida città. Purtroppo, non è stato così. L’impianto non è stato immediatamente restituito alle associazioni sportive perché erano ancora necessari alcuni lavori che non erano stati completati prima dell’inizio della manifestazione. L’assenza di una vera e propria casa sportiva, nella quale poter svolgere allenamenti e partite, sta incidendo negativamente sulla nostra organizzazione quotidiana, comportando un notevole dispendio di energie mentali, fisiche e soprattutto economiche. Bisogna considerare che utilizzare un impianto pubblico comporta determinati costi, mentre rivolgersi a una struttura privata significa affrontarne altri, spesso differenti e più impegnativi».
La necessità di una struttura stabile
Quanto sta incidendo questa situazione sul lavoro quotidiano della squadra, sotto il profilo tecnico, atletico e mentale?
«La mancanza di una struttura di riferimento rappresenta sicuramente un problema. Dover organizzare continuamente gli spostamenti e individuare impianti disponibili per allenarsi e disputare le partite rende tutto più complicato. Non si tratta soltanto di una questione tecnica o atletica, ma anche di energie mentali e di organizzazione. La continuità del lavoro quotidiano è fondamentale per qualsiasi squadra, soprattutto quando si affronta un campionato impegnativo come la Serie B. A tutto questo si aggiunge l’aspetto economico, perché ogni soluzione alternativa comporta inevitabilmente ulteriori spese. La società sta facendo il possibile per garantire alle atlete e allo staff tecnico le condizioni migliori per lavorare, ma è evidente che avere una struttura stabile permetterebbe di programmare tutto con maggiore serenità».
Le difficoltà coinvolgono tutta la società
L’assenza di un impianto fisso condiziona anche l’organizzazione societaria e la programmazione delle attività, compreso il settore giovanile?
«Certamente. Quando manca una casa sportiva, le difficoltà non riguardano soltanto la prima squadra, ma coinvolgono l’intera associazione. La dirigenza è costretta a confrontarsi quotidianamente con problematiche logistiche che sottraggono tempo ed energie alla programmazione e alla gestione delle attività. Anche il settore giovanile ha bisogno di riferimenti stabili, di spazi adeguati e di una pianificazione che possa svilupparsi nel tempo. Una società sportiva non può limitarsi a organizzare le partite della prima squadra: deve poter costruire un progetto più ampio, coinvolgendo le giovani atlete e garantendo continuità a tutto il movimento. Per questo motivo ritengo fondamentale riuscire a individuare quanto prima una soluzione definitiva».
Il PalaMazzola, una risorsa fondamentale per lo sport tarantino
Vi ha sorpreso l’impossibilità di utilizzare il PalaMazzola in questa prima parte della stagione? Quanto sarebbe importante poter tornare a disporre dell’impianto?
«Personalmente considero il PalaMazzola il migliore impianto sportivo che la città possa mettere a disposizione delle associazioni. In questo caso parla anche il cuore, perché quel palazzetto è stato teatro, nel recente passato, di importanti vittorie di squadre di eccellenza a livello nazionale. È una struttura straordinaria, che non riguarda soltanto la pallacanestro, ma può ospitare anche pallavolo, calcio a cinque e numerose altre discipline. Penso alle quattro splendide palestre situate sul lato di via Cesare Battisti, nelle quali possono trovare spazio associazioni che praticano arti marziali, danza, hip-hop, aerobica e tante altre attività. Sono realtà che, proprio come noi, attendono con grande desiderio di poter usufruire nuovamente dell’impianto. Il PalaMazzola rappresenta una risorsa fondamentale per tutto lo sport tarantino e sarebbe importante restituirlo pienamente alla comunità sportiva cittadina».
Il confronto con l’Amministrazione comunale
Sono in corso interlocuzioni con l’Amministrazione comunale? Ci sono prospettive concrete per arrivare a una soluzione?
«Siamo in continuo contatto con l’Amministrazione comunale. Ci sono stati numerosi colloqui e devo riconoscere che l’Amministrazione si sta dimostrando sensibile rispetto alla nostra problematica, che peraltro riguarda anche altre realtà sportive, soprattutto quelle più piccole. Il nostro obiettivo è formalizzare quanto prima la convenzione per l’utilizzo dell’impianto. Proprio in questi giorni abbiamo ricevuto una notizia importante: la ditta incaricata dei lavori che non erano stati completati prima dei Giochi del Mediterraneo ha terminato gli interventi alcune settimane fa. Nel corso di questa settimana il palazzetto è stato riconsegnato all’Amministrazione comunale, che ha nuovamente ricevuto le chiavi della struttura. Questo passaggio dovrebbe consentire adesso di procedere con le convenzioni di utilizzo. Siamo fiduciosi e auspichiamo che si possa arrivare presto alla formalizzazione degli accordi, così da garantire alla nostra società e alle altre associazioni sportive una maggiore stabilità».
Orgoglio per la dirigenza, lo staff tecnico e le atlete
Nonostante le difficoltà logistiche e organizzative, la squadra continua a lottare in campionato. Quanto è orgoglioso del lavoro svolto dalla società, dallo staff tecnico e dalle atlete?
«Sono certamente orgoglioso dell’operato dello staff tecnico e delle nostre atlete, ma vorrei soffermarmi innanzitutto su un aspetto che ritengo particolarmente importante: l’orgoglio di poter contare su uno staff dirigenziale di altissimo livello, dotato di uno spirito di resilienza smisurato. Stiamo incontrando tante difficoltà in questo avvio di stagione e la capacità della nostra dirigenza di affrontarle, cercando quotidianamente soluzioni, merita un riconoscimento particolare. Mi ritengo inoltre fortunato perché nel percorso della De Florio abbiamo incontrato un main sponsor come Nuovi Orizzonti, nella persona di Michele Riondino. Nonostante i suoi numerosi impegni lavorativi, dimostra una vicinanza quotidiana alla vita dell’associazione, partecipando anche attivamente alle nostre attività. È un sostegno importante, che va ben oltre il semplice rapporto di sponsorizzazione. Naturalmente sono altrettanto orgoglioso dello staff tecnico e delle atlete per quello che stanno dimostrando sul campo. Voglio però essere anche obiettivo: la mancanza di un impianto sportivo stabile non deve diventare un alibi per il rendimento della squadra, che finora ha avuto un andamento un po’ altalenante. Siamo una neopromossa e dobbiamo ricordare sempre da dove siamo partiti e quale sia il nostro obiettivo».
L’obiettivo è la permanenza in Serie B
Qual è, dunque, il traguardo che la De Florio Nuovi Orizzonti si è prefissata per questa stagione?
«Il nostro obiettivo principale è mantenere la categoria. Siamo consapevoli delle difficoltà che comporta affrontare un campionato di Serie B, soprattutto per una società neopromossa che deve contemporaneamente gestire problematiche organizzative ed economiche. Dobbiamo continuare a lavorare, sostenere il gruppo e cercare di migliorare sotto ogni aspetto. Se poi riuscissimo a raggiungere la salvezza senza dover arrivare alle ultime giornate con il fiato sospeso e con tanti patemi d’animo, sarebbe naturalmente ancora meglio».
La De Florio Nuovi Orizzonti prosegue dunque il proprio cammino in Serie B con la consapevolezza di dover affrontare una stagione complessa, nella quale il risultato sportivo si intreccia inevitabilmente con le difficoltà strutturali. Le parole di Roberto Anelli restituiscono l’immagine di una società che, pur tra ostacoli e sacrifici, non intende arretrare rispetto al progetto intrapreso. Il ritorno al PalaMazzola potrebbe rappresentare un passaggio decisivo per ritrovare stabilità, programmare il futuro e consentire alla squadra di concentrarsi esclusivamente sul parquet.















