Ore 19,56 di lunedì 10 febbraio. Giunge alla nostra redazione attraverso Facebook un messaggio che recita: “Nei pressi del Nautilus penso sia riferito al direttore del Taranto De Santis”. In allegato due foto, una delle quali riportata nello stesso articolo. L’account è ovviamente un fake, scomparso dalla rete qualche ora dopo.
La foto come si può vedere, ritrae una testa mozzata e ancora sanguinante di un animale privo di pelle, probabilmente un capretto o un coniglio, assieme ad una busta imballata da lettera con un chiaro messaggio offensivo con su scritto: “DS SPORCO BARESE”.
Avvisiamo prontamente la società del Taranto FC 1927 vista la gravità del gesto e del messaggio. Decidiamo in accordo con il nostro ufficio legale di non pubblicare nulla per non dare troppa visibilità a gesti così vili da condannare e che non meritano alcuna menzione.
Da cronisti, un nostro inviato si reca sul luogo per verificare che il tutto sia vero e scatta un’ulteriore foto che riportiamo per dovere di cronaca. Avendo notato che le stesse immagini sono state inviate e pubblicate su altri media, abbiamo deciso di tornare sui nostri passi e pubblicare il tutto, ma con un intento preciso, ovvero quello di condannare fermamente il gesto, che nulla centra e deve centrare con uno sport come il calcio.
Non è la prima volta che accade qualcosa di una simile gravità. Accadde con Zelatore e Bongiovanni con il manichino in viale Magna Grecia e con degli adesivi di una volgarità atroce. E’ accaduto con l’ex direttore generale Montella con un altro manichino nei pressi di Viale Venezia se non erriamo ed ora accade qualcosa di ancora più grave nei confronti dell’attuale direttore sportivo De Santis.
Abbiamo più volte, senza rimarcare colpe specifiche, invitato tutto l’ambiente ad abbassare i toni, a rendere anche la protesta più civile e corretta, da ogni punto di vista, su ogni mezzo anche di comunicazione. Un appello mai accolto. Anzi, i toni sono diventati sempre più elevati. La rabbia, il linguaggio eccessivamente duro, condito da volgarità, soprattutto sui social, genera violenza.
Lo abbiamo sempre condannato. Riteniamo che si sia andato ora oltre ogni limite e non comprendiamo dove si voglia arrivare con questi gesti, che ribadiamo, sono lontani dalla civiltà e dal senso dello sport. Oltre a condannare il vile gesto, invitiamo tutti a moderare i toni nel bene della comunità tarantina. Porgiamo infine la nostra solidarietà nei confronti del direttore sportivo De Santis da parte di tutta la nostra redazione e del nostro staff, affinché tali gesti non accadano più.
Redazione e Staff GiornaleRossoBlu.it













