Attaccante classe ’98 scovato e voluto dallo staff di Mister Ragno per rimpinguare una batteria offensiva che a inizio anno rappresentava il fiore all’occhiello di un Taranto che avrebbe dovuto competere fino alla fine per vincere questo campionato. L’ex attaccante della Palmese, però, colleziona solo un paio di presenze da titolare in rossoblu entrambe in coppa Italia contro Cerignola, match in cui è andato anche in rete e contro il Fasano. Poi tanta tribuna, che sta stretta a un ragazzo dalle qualità tecniche e morali indiscusse. Adam si trasferisce a titolo definitivo all’Acireale e sino a questo momento sono tre le reti in campionato per lui nelle fila amaranto.
Come va Adam? Come state vivendo voi calciatori questo momento di sospensione del calcio giocato a causa del Corona virus che ha decretato uno stato di emergenza in tutta Italia?
Stiamo vivendo questa situazione come la vivono tutti, con apprensione ma anche con grande serenità; stiamo rispettando le regole e le disposizioni emanate dal Governo. Per noi atleti certo non è semplice stare senza giocare e fino ad Aprile sarà difficile mantenere anche la concentrazione psico-fisica ma sappiamo che queste precauzioni sono da rispettare per la nostra salute e per chi ci sta intorno.
Sei arrivato a Taranto l’estate scorsa con ottime credenziali e referenze e nove gol alla Palmese lo scorso anno. In riva allo Ionio hai trovato poco spazio, sia con Mister Ragno che con Mister Panarelli. Hai giocato due volte in coppa Italia segnando anche contro il Cerignola, poi cosa è successo? Ti sei chiesto il perché di queste poche opportunità che hai avuto?
Veramente vorrei capirlo anche io. So che mister Ragno voleva preservarmi almeno inizialmente considerando la piazza di Taranto come una piazza “calda” per un giovane come me. Mi ha provato in Coppa Italia e dopo quei 20′ col Cerignola in cui ho fatto il gol mi dava l’opportunità di andare in panchina. Sarei dovuto entrare anche quando Ferrara si fece male in campionato. Lui mi ha considerato, non mi ha mai detto che non mi avrebbe dato spazio, mi incitava ad allenarmi sempre bene dicendomi che sarebbe arrivato il mio turno. Poi è arrivato il suo esonero. Invece con mister Panarelli dopo la prova in campionato non mi aspettavo di non andare neanche in panchina. Mi mise in tribuna e ci rimasi male. A Fasano avevo segnato anche un assist. Nella settimana successiva, negli spogliatoi il mister Panarelli mi fece chiaramente capire che a suo avviso avevo bisogno di giocare in qualche altra squadra con più continuità per esprimermi meglio. A Taranto c’erano cinque attaccanti e mi disse che non poteva garantirmi di farmi giocare. A questo punto ho dovuto fare una scelta.
Ma la società ha provato a mandarti via solo in prestito?
Si, la società mi voleva dare in prestito sfruttando l’interesse dell’Acireale a farmi giocare più spesso per poi farmi rientrare a Taranto. Io però mi sentivo deluso, perché mi sono sentito solo come un calciatore da mandare in prestito. La società per me è seria ma avrebbero potuto farmi crescere a Taranto, facendomi giocare li. Non pretendevo di essere titolare o giocare per forza, prima veniva la squadra.
Ad Acireale ti sei subito integrato con un grande partita disputata a Palermo contro i rosanero. Sino ad ora hai messo a segno tre reti e stai dimostrando il tuo valore. Come ti trovi in Sicilia? Qual’è il vostro obiettivo?
L’obiettivo era quello di giocarci il campionato fino alla fine. Quando sono arrivato a Dicembre, la società voleva arrivare nei play-off e io sin da subito ho pensato che invece potevamo vincere il campionato. Dopo la vittoria a Palermo ci hanno tolto sette punti; senza questa penalizzazione ce lo potevamo giocare fino alla fine perché le ultime partite le giocheremo in casa contro Palermo e Savoia che sono dirette concorrenti. Purtroppo delle pendenze di due anni fa e dell’anno scorso dicono siano state pagate in ritardo; la penalizzazione ha stravolto la nostra classifica.
Sappiamo che il Taranto lo segui sempre. Purtroppo le cose non sono andate come ci si aspettava, che idea ti sei fatto? Di chi sono le responsabilità?
A me dispiace tanto perché conosco i miei ex compagni e il gruppo.Ho lasciato quei compagni con tanta amarezza e mi dispiace che il campionato sia andato così, soprattutto per città e tifosi. In estate se mi avessero detto che il Taranto non avrebbe vinto il campionato non ci avrei mai creduto. Vedendo la classifica del Taranto con gli ionici fuori dai play-off stento a crederci.Purtroppo è stato un anno storto. Posso dire che la società è davvero seria. Il Presidente Giove ha messo tutti calciatori e staff nelle condizioni di rendere al meglio. Non ci è mai mancato nulla, tutti i dirigenti si mettevano a disposizione. Non penso che lui mollerà e credo che faccia la cosa giusta.
Torneresti un giorno a Taranto per esultare con un tuo gol sotto la curva?
Con tutta la gioia del mondo. Certo che lo farei; se la società e i tifosi mi vorranno per me sarebbe un grande onore.
Andrea Loiacono













