In questi lunghi giorni di stop di tutti i campionati e in particolare del girone H di serie D stiamo raccogliendo pareri e opinioni su quello che dovrebbe essere il da farsi, sulle decisioni da adottare nel mondo dello sport. A tal proposito circa una settimana fa si era espresso il presidente della LND Cosimo Sibilia che oltre a sottolineare il concreto rischio fallimento per il 30 % delle società dilettantistiche ponendo l’accento sulla possibilità di scomparsa del calcio giovanile, ha anche auspicato una ripresa dei campionati non appena la situazione legata alla pandemia del Coronavirus, che allo stato attuale in Italia ha provocato oltre diciassettemila morti, si possa riprendere a giocare per far emettere al rettangolo verde, unico giudice supremo, i verdetti della stagione in corso, compresi promozioni e retrocessioni. Abbiamo dunque contattato il presidente del Grumentum Val D’Agri, formazione lucana che quest’anno ha preso parte al suo primo campionato di serie D. Parliamo dell’avvocato Antonio Petraglia, il quale già nei giorni passati si era detto scettico sulla possibilità di tornare a giocare. Lui stesso ci ha suggerito un’alternativa.
Tutela della salute, annulliamo il campionato:”A mio avviso non è possibile in questo periodo pensare ai campionati. La tutela della salute deve essere prioritaria, non credo realisticamente che si possa riprendere. Noi ad esempio abbiamo i giocatori che sono rientrati alle loro abitazioni e li abbiamo dispensati ovviamente dagli allenamenti. Chiaramente stanno facendo degli allenamenti a casa ma non sono paragonabili al lavoro sul campo, il concetto di allenamento non può prescindere dal lavoro di gruppo e vivere la squadra. In una situazione del genere, in cui ci troviamo ancora a contare migliaia di decessi, penso che anche il professionismo dovrebbe fermarsi definitivamente. Purtroppo dalla Lega Pro in giù come detto dal presidente Ghirelli non si può ripartire. In questo momento anche chi finanzia il calcio è concentrato su altro, sulle proprie aziende. Ci saranno delle ricadute finanziarie fortissime che a piramide coinvolgeranno il calcio. Io sono presidente ma allo stesso tempo fungo da padre per ragazzi anche di 18-20 anni. Come farei a mandarli in campo, con quale coscienza? Da giurista dico che la decisione più coerente sarebbe l’annullamento del campionato e in questo caso potremmo premiare la società che è arrivata per prima al momento del fermo del campionato, non facendo retrocedere nessuno con un ripescaggio del Foggia in questo caso. E il prossimo anno si potrebbe fare un campionato a 20 squadre. Anche se bisognerà vedere quante squadre si iscriveranno il prossimo anno.”
Campionato Taranto: “Già quando venimmo a giocare noi il match di ritorno la curva ahimè era vuota. Mi sarebbe piaciuto molto giocare davanti a uno stadio storico come quello tarantino con la sua bellissima tifoseria. Schierammo apposta un il nostro secondo portiere Alex Russo che è tarantino. La stessa cosa abbiamo fatto anche a Foggia con un nostro giocatore Manuel Pisani. La contestazione a Giove non so spiegarmela, le cose vanno sempre contestualizzate. Senza entrare nelle dinamiche tra la tifoseria e il presidente Giove devo dire che ai nastri di partenza il Taranto era tra le formazioni favorite; era una super squadra con un grande allenatore, tra l’altro Ragno mi è sempre piaciuto. A Villa D’Agri il Taranto giocò una grande partita, eppure noi siamo una bella squadra che punta molto sulla politica giovanile. All’andata giocammo una grande gara così come il Taranto mentre allo Iacovone forse non eravamo messi bene in campo e il Taranto meritò la vittoria. Quando una società allestisce una squadra del genere con investimenti, allenatore e organizzazione credo che alla volontà di questo presidente non si possa imputare niente. Il tifoso Tarantino ha il palato fino e ad esempio col Grumntum si aspetta di vincere senza giocare.”
Orgoglio Grumentum: “Io quest’anno il mio campionato posso dire di averlo vinto. La mia piccola realtà l’ho portata a giocare allo Iacovone, allo Zaccheria. In certi frangenti ci siamo anche giocati la partita. Anche con il Cerignola pareggiamo fuori casa, ma devo dire che con tutte le squadre ci siamo fatti rispettare. Per noi venire giocare allo Iacovone significa aver già vinto, tutto il resto è esperienza che ci servirà per il prossimo anno. Credo ripeto che si premieranno le prime due e in più ci potrebbero essere tanti ripescaggi.
ripescaggi:Non è detto che lo stesso Taranto non possa ambire a salire tramite ripescaggio. In primis vedo favorito il Foggia per la posizione di classifica, ma anche lo stesso Cerignola. Queste tre sono squadre con blasone e una certa storia e forza finanziaria.
Sorpresa: “ Mi ha molto impressionato il Sorrento che ha allestito la squadra con un budget simile al nostro. Mi ha molto impressionato, credo che abbia influito molto la mano dell’allenatore Maiuri. Un tecnico preparato che sa allenare e tenere la squadra compatta. Il Bitonto i giocatori ce li ha, è una squadra fatta da giocatori di cifra tecnica.
Salvezza all’esordio: “Devo sottolineare anche il lavoro della mia squadra, un lavoro molto positivo se pensiamo che si tratta della prima squadra lucana che probabilmente si sarebbe salvata all’esordio in D. Delle restanti 8 partite molte sono abbastanza abbordabili. Avremmo dovuto giocare solo con Cerignola e Foggia in casa ma noi con le grosse squadre ce le giochiamo bene e a viso aperto le gare. Noi cinque anni fa eravamo in prima categoria, Grumentum Val D’Agri è nato tre anni fa in Eccellenza. Lo scorso anno abbiamo vinto tutto, compresa la Coppa Italia, supercoppa e Campionato con otto punti di vantaggio. Quest’anno per noi era un esordio in quarta serie nazionale in un girone di ferro e sono fiero di come sia finita.
Feeling con la città di Taranto: “In casa all’andata perdemmo 4-1 contro un Taranto che con tanti giocatori forti mi impressionò per la sua concretezza in un campo molto piccolo dove tante altre avevano faticato. E per me il Taranto era la candidata numero uno alla vittoria finale. Tra la Lucania e la Puglia in particolare Taranto c’è sempre stata stima. Molti tarantini negli anni 60′ popolavano la Basilicata anche per ragioni extra calcistici. Siamo onorati di poter portare avanti questo rapporto di stima reciproca.”
Andrea Loiacono













