Ciao Vittorio, ben ritrovato. Ti manca la città di Taranto dopo un bel periodo trascorso in riva allo Ionio? E il calore dei tifosi rossoblu?
Mi manca tanto, sono stati sei mesi bellissimi con alti e bassi, ho giocato quattro mesi con il dito rotto e nessuno se n’è accorto… La tifoseria è da serie A, un uomo in più. Tutte le domeniche però devono capire che non si può vincere ogni partita e anche quando si perde non devono mai abbandonare la squadra. Capisco che si sono stancati della Serie D e che ogni anno gli promettono la promozione, però non è facile… Di certo sono dei grandissimi tifosi.
Che stagione è stata per te con la maglia della Vastese dopo aver superato il tuo fastidioso infortunio?
Con la Vastese è nato tutto grazie a mister Amelia. Dopo l’operazione mi ha fatto allenare e curare con loro. Ho iniziato un po’ tardi, però più giocavo e più mi sentivo meglio. Quest’ultimo periodo stavo bene, peccato si sia fermato tutto.
Come hai visto il Taranto da fuori? Che idea ti sei fatto di questa stagione partita con i favori dei pronostici e mai andata per il verso giusto?
Ho seguito tante partite, anche se parti con i favori dei pronostici, nel Girone H non ha nessun significato. Sono davvero 34 finali, anche l’ultima in classifica non ti regala niente. Poi ci sono squadre fortissime vedi Cerignola, Bitonto, Foggia e altre, quindi non e per niente facile… Dispiace come sia andata.
Mantieni ancora contatti con la tua vecchia squadra? Ti senti ancora con il presidente Giove?
Si certamente. Ci siamo sentiti con il presidente nel corso del mese di dicembre, ma sono rimasto male per l’esclusione di inizio campionato, perché a conti fatti a metà settembre ero pronto per giocare. Nel mercato invernale la Vastese non mi lasciava andare, inoltre non mi sembrava giusto perché avevano creduto in me nonostante venivo da un’operazione, se pur semplice era però sempre un’operazione. Mi sento con quasi tutti i miei vecchi compagni, ho conservato un buon rapporto perché a Taranto mi sono trovato bene. Anche con mister Panarelli ho conservato un ottimo rapporto, per me è un grande allenatore che mi ha dato la possibilità di trovarmi a mio agio.
Da un punto di vista tattico in che ruolo sei stato prevalentemente utilizzato in questa stagione?
In questa stagione ho fatto più il trequartista o la punta, però a me piace defilarmi sull’esterno quindi mi defilavo spesso.
Ti è dispiaciuto non rimanere a Taranto l’anno scorso?
Si come o già detto prima mi è dispiaciuto tanto perché mi sono trovato veramente bene con tutto e tutti.
Il presidente Giove è da sempre stato comunque un tuo estimatore. Se ti dovesse chiedere di tornare a indossare la maglia del Taranto, cosa gli risponderesti?
Ho conosciuto pochi presidenti come Giove, una grande persona, ci tiene tanto al Taranto e vuole portarlo a tutti i costi in alto, ci mette il cuore. Le porte sono sempre aperte per il Taranto.
Che idea ti sei fatto di questo campionato in Serie D/H?
Il più difficile dei gironi in assoluto, è quasi una Serie C, quasi tutte le squadre sono preparate e forti…
Come chiuderesti questa stagione in Serie D in virtù della pandemia?
Io penso che sia già chiusa. E’ impossibile ricominciare, la salute viene prima di tutto. Poi in Serie D non siamo tanto tutelati e non ci sono mezzi per andare avanti. Dispiace che tantissimi giocatori a livelli di ingaggio non siano tutelati e quindi perderanno 4 oppure 5 mesi di stipendio se non di più.
Maurizio Mazzarella
N.B. Tutti coloro che volessero riprendere le dichiarazioni gentilmente fornite nella presente intervista al nostro giornale multimediale, in parte o nella loro totalità, sono pregati di riportarle fedelmente, inserendo inoltre a corredo il nome dell’autore e della testata giornalistica stessa come fonte.













