Abbiamo chiesto un parere sulla situazione che l’Italia intera e il mondo dello sport stanno vivendo ad un ex calciatore che ha militato tra le altre in Foggia, Napoli, Bologna, Salernitana sino a giungere all’apice della sua carriera a vincere e giocare con le maglie di Inter e Juventus, anticipate dal primo successo importante, quello agli Europei under 21 nel successo in finale ai calci di rigore (4-2) contro le furie rosse guidate da Raul. Parliamo di Salvatore Fresi calciatore duttile, da difensore centrale, ruolo rivestito nella Salernitana, fu utilizzato anche a centrocampo una volta approdato a San Siro, la scala del calcio. Con lui abbiamo parlato delle problematiche attuali e dei suoi ricordi calcistici oltre che della sua scuola calcio e dell’importanza del calcio giovanile.
Priorità alla salute: “Come tutti gli italiani in questo periodo moto complesso a livello sanitario e sociale mi sono attenuto alle restrizioni del governo. A Salerno possiedo e dirigo una scuola calcio che ho realizzato quando ho smesso di giocare. Non mi piace fare polemica ma sedevo dire la mia sulla situazione attuale dello sport italiano e del calcio devo dire che non tutte le società si sono dimostrate unite e collaborative verso un unico obiettivo che a mio avviso deve essere in primis quello della tutela della salute collettiva. Bisogna prendere atto che in queste condizioni una ripresa del campionato di calcio è impossibile. Ci sono troppi interrogativi, non si sa ad esempio quale sia il rischio che gli atleti potrebbero correre in campo; il calcio è uno sport di contatto. In più siamo ancora in attesa del risultato del tampone di Dybala che era risultato positivo al Coronavirus. Capisco che gli interessi, anche economici sono altissimi ma prima viene la salute. Io per esempio ho chiuso la mia scuola calcio, dal giorno 18 se mi dessero il consenso potrei far svolgere allenamenti separati ai miei bambini e ragazzi, il centro è completo di tutto, dai campi ai preparatori. Però non lo farò perché non rischio la salute dei miei ragazzi, il calcio può attendere. Per quanto rigaurda le decisioni da prendere vedremo cosa deciderà il governo a cui spetta l’ultima parola ma fosse per me non ripartirei, piuttosto penserei a sfruttare questi due mesi per riprogrammare bene e con criteri definiti la prossima stagione.”
Dagli inizi al Foggia ai successi con Ronaldo e Del Piero: “ Dopo le prime esperienze a Firenze e Foggia andai alla Salernitana e da lì mi misi in evidenza, tant’è che mi tesserò l’ Inter. Quello del biennio che va dal 96′ al 98′ fu sicuramente quello che ricordo affetto. Feci parte della nazionale under 21 che in Spagna nel 96′ battè proprio i padroni di casa per la conquista del titolo Europeo. Eravamo un grande gruppo composto da grandi giocatori diversi dei quali nel 2006 sono diventati campioni del Mondo. Eravamo guidati da mister Cesare Maldini e tra di noi vi erano calciatori come Totti, Del Piero, Cannavaro, Buffon, Ambrosini per citarne alcuni. Con quella Spagna fu dura vincere e anche la Francia era praticamente la stessa che due anni dopo avrebbe vinto i mondiali. All’inter ho giocato con grandi atleti ma il più rande di tutti è stato ovviamente Ronaldo. Se ripenso alla finale di Parigi di coppa Uefa contro la Lazio o altri momenti vissuti assieme a certi giocatori quasi sembra surreale. Quando certe situazioni le vivi non ci pensi, te ne rendi conto spesso quando smetti di giocare e rivedi video e filmati di alcune partite. All’inter ho avuto modo di conoscere e apprezzare una persona straordinaria come il presidente Moratti. Anche alla Juve ho vissuto in un ambiente ai massimi livelli, ho avuto come capitano Alex Del Piero un giocatore dallo spessore tecnico e umano unico. Ho vinto in bianconero uno scudetto e due supercoppe italiane, mi sono tolto le mie soddisfazioni.
Taranto e calcio del sud: “Sono stato a Taranto diversi anni fa quando giocava contro la Salernitana, fui invitato a commentare la partita. Rimasi colpito dallo stadio, è un bell’impianto con gente passionale. É vero, negli ultimi anni ci sono state diverse realtà grosse del sud che hanno fatto fatica a riaffermarsi in serie B o serie A. Credo che principalmente si tratti di una questione di programmazione e inoltre ci vuole una presidenza solida e con i soldi che abbia voglia da investire. Penso al Palermo che negli ultimi anni sta facendo bene anche perché la dirigenza sta facendo le cose seriamente. Al sud in serie A restano Cagliari e Napoli. A Napoli le cose vanno bene grazie alla competenza e alle risorse di De Laurentis. Per vincere occorrono entrambe le cose. Altro punto fondamentale sono i giovani e il vivaio. Ci vogliono le strutture e i campi per crescere i ragazzi in casa propria, il Taranto dovrebbe continuare a seguire questa strada. Ad esempio nella nostra scuola calcio stiamo molto attenti a ogni aspetto del giovane calciatore, da quello atletico a quello formativo. L’inter ha una sorta di precedenza, in quanto siamo affiliati con questa grossa società però i calciatori sono attenzionati da tutta Italia.”
Andrea Loiacono













