Tecnico preparato e giovane, se si considera il rapporto tra l’età e i campionati sin qui alla guida di formazioni e piazze di serie D di un certo blasone, dal Marcianise al Campobasso passando per il Matera, passando per ben due volte dalla panchina granata del Nardò, dove alla sua prima avventura nel salento nella stagione 2015-2016 conquistò il quinto posto valido per disputare i play-off. Allenatore moderno che spesso predilige il 3-5-2 ma che sa far rendere al meglio gli uomini a sua disposizione, con un occhio particolare per i giovani di cui ne esalta le caratteristiche. A proposito di Nardò, il Consiglio Federale riunitosi la scorsa settimana ha proposto la cristallizzazione della classifica chiedendo la retrocessione per le ultime quattro squadre di ogni girone di serie D. Per il Nardò, che al momento dei campionati per la pandemia da Covid-19 si trovava a otto giornate dalla fine al terz’ultimo posto per scontri diretti insieme al Grumentum e la Nocerina, questa richiesta è giunta come un fulmine a ciel sereno; non solo per la società, la più longeva per militanza in serie D ma per una tifoseria intera che ha sempre creduto nella rincorsa alla salvezza. Abbiamo chiesto al tecnico campano quale sia lo stato d’animo di società, squadra e anche il suo.
C’è delusione ma non resa:” In questo momento il nostro stato d’animo è immaginabile. Le prime ore sono state uno shock per tutti, adesso dopo qualche giorno, riflettendo a freddo ci rimane una profonda delusione per quello che comunque è sola una proposta. Io resto fiducioso che in questi giorni che ci separano dalla proposta del Consiglio Federale ai verdetti definitivi della F.I.G.C, con una ratifica eventuale del Cosiglio Federale, ero e rimango fiducioso che possano cambiare parere. Probabilmente queste proposte fatte dalla Lega Dilettanti erano un atto dovuto perché la proposta fatta da Ghirelli per la Lega Pro, cioè il blocco delle retrocessioni sono state rigettate e quindi probabilmente la Lega ha voluto fare la cosa diametralmente opposta congelando la classifica attuale di D.
Sforzi societari e della squadra: Fatta questa premessa, c’è delusione perché è chiaro che vengono subito in mente i tantissimi sforzi fatti dalla società, dallo staff, dei ragazzi e dei tifosi che nonostante la nostra partenza ad handicap ci hanno sempre sostenuto. E noi dal canto nostro eravamo riusciti a tirarci fuori dai bassissimi fondi della classifica. Il campionato sembrava compromesso, ci siamo tirati fuori anche dalla zona play-out e ci siamo rientrati prima dello stop forzato solo a causa di un calendario che nelle prime undici partite ci ha visto affrontare le migliori del girone. Nel momento in cui avremmo dovuto affrontare squadre più alla nostra portata che ci avrebbero a mio avviso garantito la salvezza, ci siamo dovuti fermare. É stata davvero una beffa clamorosa e siamo molto giù di morale, però voglio rimanere fiducioso.
Comitato “Salviamoci”: So che è stato creato questo comitato da parte del presidente del Grumentum, speriamo di sovvertire il pronostico insieme alle squadre penalizzate come noi da questa situazione. Noi avevamo collezionato nove sconfitte nelle prime dodici gare, avevamo cinque punti su trentasei all’inizio, cinque punti su trentasei. Non so quante squadre con un piede e mezzo in eccellenza come eravamo noi si sarebbero tirate su. Noi invece con società, tifosi e squadra ci abbiamo sempre creduto e ci saremmo tirati fuori. Noi eravamo terzultimi con gli scontri diretti, ma quintultimi nella differenza reti. La squadra che mi aveva messo a disposizione il direttore sportivo era una squadra molto forte però troppo giovane, per cui nel girone di andata abbiamo pagato dazio. Nel girone di ritorno con l’esperienza i valori sono valori fuori, ma noi e la società ci abbiamo sempre creduto. Noi puntavamo tantissimo nel finale di campionato dove la giovane età e l’esperienza accumulata ci avrebbero portato alla salvezza.
Orgoglio e rammarico: “ Se a mente fredda riguardo un poco il film del campionato ci sono partite per le quali sono rammaricato per come sono andate e altre che mi hanno reso orgoglioso. Sono orgoglioso per quella di andata disputata a Casarano, dove perdemmo 1-0 a cinque minuti dalla fine ma uscimmo dal campo fra gli applausi di tutti i tifosi del Casarano che erano in piedi. Per quanto concerne invece quella che mi lascia tanto rammarico, vista la situazione in cui ci troviamo ora e aver perso a due giornate dalla fine a Cerignola al 91′. Quella gara mi lascia tanto rammarico, con quel punto ci saremmo tenuti fuori da questa situazione che non meritavamo.
Complimenti al Bitonto, Sorrento e Fasano le sorprese: A prescindere da quanto accaduto in seguito alla pandemia, appena si è ipotizzato di blocco del campionato dissi che il Bitonto avrebbe meritato di essere premiato per quello che aveva fatto per quel momento sul campo e anche perché era in testa, seppur di un solo punto. Detto questo per completare il discorso, dico che il Bitonto forse stava un poco tirando il fiato mentre il Foggia da noi addetti ai lavori era visto in fase di ascesa. Forse in queste ultime otto giornate ci poteva stare il sorpasso, ma il campionato è finito adesso e non abbiamo la sfera di cristallo. Finendo adesso il campionato bisogna premiare il Bitonto. Per quanto riguarda le sorprese il Sorrento ha disputato un campionato da incorniciare; il Fasano anche è stato artefice di un ottima stagione sino a quando la Coppa Italia non gli ha fatto perdere qualche punto per strada.
Da Taranto nessuna chiamata: “Non conosco personalmente il presidente Giove e non ho avuto chiamate da Taranto. In passato ci furono contatti ma adesso no. Dall’esterno, avendo visto qualche partita ed avendolo affrontato, posso dire che è mancata la continuità. Ci sono stati troppi cambi, a mio avviso bisogna partire con un progetto e portarlo avanti anche se 2-3 risultati vengono meno. La storia dice che cambiare allenatore non sempre è una cosa positiva. Ricordo la partita che il Taranto avrebbe meritato di vincere con il Brindisi e poi perse. Cominciarono i malumori e le critiche al mister. A Taranto bisogna andare d’accordo anche quando si perde e remare dalla stessa parte. Mi rendo conto che la piazza preme ma sono convinto che nel momento in cui il Taranto partirà e terminerà un campionato con lo stesso allenatore, vincerà il campionato. La pressione non è una scusa, in questi campionati ci sono la metà di calciatori che sono under. Non è facile giocare quando devi dare conto a una città importante. Lo stesso accade a Nardò che vive di calcio, al terzo stop sbagliato di fila i ragazzi avvertono la tensione.”
Avvantaggiato: “Dal punto di vista qualitativo è un ragazzo che ha una cifra tecnica superiore a questa categoria. Il problema è che come tutti i ragazzi che non hanno mai giocato in prima squadra, i primi mesi devono abituarsi a giocare con i grandi. In allenamento a Nardò era il più talentuoso ma la domenica avvertiva le aspettative che avevamo su di lui e tentava di strafare. A Taranto l’ho visto come un ragazzo che aveva più esperienza. Ma è un ragazzo che ha tanta qualità, bisogna crederci, sono convinto che verrà fuori definitivamente.”
Andrea Loiacono













