Sono da poco passate le diciannove di un pomeriggio di inizio estate, con il calcio che da qui a una settimana si appresta a ripartire dopo tre mesi di stop forzato a causa della pandemia da Coronvirus che ha afflitto il paese. Ma questa per i tifosi del Taranto, è una data, una ricorrenza importante che coincide si con una ferita sportiva che ancora stenta a rimarginarsi ma allo stesso tempo con la consapevolezza che quella domenica pomeriggio allo stadio “Flaminio” di Roma nella semifinale di ritorno dei play-off per la promozione in serie B tutti, ma proprio tutti diedero il massimo. Lo fecero gli oltre quattromila supporters ionici giunti per l’occasione nella capitale, lo fece la squadra intera che diede battaglia sotto una pioggia torrenziale dall’inizio alla fine come del resto fece per tutto il girone di ritorno tra mille difficoltà e vicissitudini avverse, lo fece il suo capitano e il gruppo intero. A dare il massimo fu anche e soprattutto il condottiero di quella squadra, mister Davide Dionigi. Squilla il telefono e dall’altra parte c’è lui pronto a rispondere alle nostre domande con la solita cordialità.
Cinque giugno 2011: “Si trattò di una partita davvero bellissima ma credo che le emozioni che quella giornata regalò a chi le ha vissute dal campo, dagli spalti, da casa siano i ricordi che rimarranno per sempre. Le emozioni anche contrastanti provate in quei minuti sono il ricordo positivo con cui dobbiamo ricordare quella giornata. Poi purtroppo sportivamente le cose sono andate così; nel calcio può succedere di tutto, poi nel calcio non sempre vince chi gioca meglio. Resta la consapevolezza anche a distanza di tempo che la squadra diede il massimo fino all’ultimo istante. A ripensarci adesso penso che con quegli stati d’animo provati e quei capovolgimenti di fronte, esultanze e lacrime si sarebbe potuto girare un film. Al gol del 1-3 di Guazzo ero un attimo in estasi, i ragazzi mi abbracciarono per ed esultammo tutti insieme, sono questi i momenti per cui vale la pena aver vissuto quella gara, a prescindere dal risultato.”
Ripartenza: “Ho vissuto questi mesi come tutti ma adesso le cose stanno tornando alla normalità e possiamo nuovamente uscire di casa, la nazione sta gradatamente ripartendo quindi va bene così. Per quanto riguarda la ripresa dello sport e del calcio credo che spesso è stato messo da parte il problema sanitario del Covid-19, bisogna sempre tenere presente quello come priorità. Io dico che se si può ripartire in totale in sicurezza è giusto che lo si faccia. Va anche aggiunto che se si è deciso di far ripartire la serie A e la serie B non vedo perché non debba ripartire anche la C. Io addirittura in C ripartirei con il campionato intero perché mancavano 9 partite che si possono finire tranquillamente compreso gli spareggi. Ma se così non dovesse essere ritengo che almeno si debbano giocare play-off e play-out. Il consiglio Federale del giorno otto credo che deciderà di far disputare direttamente gli spareggi. Credo che per quanto riguarda ad esempio il girone C nei play-out devono essere ammesse anche Rieti, Bisceglie e Rende che con le nove partite ancora da giocare avevano ancora buone possibilità di raggiungerli e salvarsi. Per quanto riguarda invece la serie D abbiano fatto bene a bloccare il campionato perché in diverse realtà non c’erano le condizioni logistiche e strutturali per riprendere.”
Taranto e futuro: “Ho dei contatti con alcune squadre con le quali sto parlando, poi vedremo se andranno a buon fine. Bisogna dire che i contatti ci sono ma è anche un po’ prematuro parlarne perché devono ancora finire i campionati. Del Taranto non ho sentito nessuno, in questi anni fra tutte le società che si sono susseguite nessuna mi ha contattato. Ho un buon rapporto con la società attuale ma credo che le scelte siano indirizzate verso altri profili. Il discorso di tornare deve avere dei presupposti. É chiaro che per il legame che ho con la città e la tifoseria direi si ma poi bisognerebbe capire con quali presupposti, dove, con quali giocatori. La mia disponibilità sarebbe a prescindere, poi ci sarebbero gli aspetti lavorativi e organizzativi da vagliare. Per raggiungere gli obiettivi ci vuole la programmazione; ma non è una questione di categoria, le condizioni andrebbero valutate a tavolino. Quando parlo di capire le condizioni in cui si deve operare è necessario che ci sia chiarezza sull’organigramma societario ad esempio. Stimo molto il direttore Galigani, che anche se non è stato ufficializzato so che collabora con l’attuale società.
Pagni conoscitore di calcio: “Danilo è un amico, era il mio direttore quando giocavo a Taranto e posso dire che è un conoscitore di calcio. I risultati importanti che ha ottenuto parlano per lui. Se sarà lui il nuovo responsabile dell’area tecnica non lo so ma a sarebbe sicuramente la figura giusta di riportare il Taranto tra i professionisti. Conosce il mestiere e soprattutto la realtà di Taranto.”
Collante con la tifoseria: “A volte si riportano gli allenatori dove hanno fatto bene, credo di essere stato insieme a mister Papagni l’allenatore che ha fatto meglio negli ultimi anni. Non credo che questo sia solo un discorso legato al raggiungimento dei risultati ma all’empatia che con alcuni tecnici scatta e con altri no. A Taranto è nata però è anche vero che la D ha bisogno di allenatori che la conoscano. Io non l’ho mai fatta e ci potrebbero essere allenatori più propensi. Questa è una mia valutazione a tutto tondo. L’affetto è una cosa, poi ci sono le valutazioni complessive.”
Andrea Loiacono











