Come mai hai scelto la pallavolo come sport?
Devo dire che il mio è stato un percorso abbastanza casuale, perché fin da piccolo ho sempre giocato a calcio.
Un mio insegnante di motoria aveva un amico che aveva una squadra di pallavolo e, essendo io già alto rispetto agli altri bambini della mia età, mi propose di provare a giocare; in più mia madre giocava a pallavolo e lo fa ancora adesso. Per un anno ho giocato sia a calcio che a pallavolo, poi la squadra di Segrate mi ha fatto fare un provino e a quel punto ho dovuto fare una scelta.
Essendo un ragazzo giovane, quali sono le ambizioni per la tua carriera?
Sicuramente ho tanti sogni nel cassetto, però sono un ragazzo che si concentra solo sul presente e quindi per ora voglio solo fare bene qui a Taranto ponendo attenzione e sudando tanto.
Perché hai scelto di sposare il progetto della Prima Taranto Volley?
Durante il periodo di pandemia mi sono sentito con l’allenatore, mi ha parlato del progetto e puntava molto su di me. La squadra è costruita per vincere e tutti i giocatori sono forti ed esperti; ho scelto Taranto anche perché questo è un anno in cui mi dovrò prendere delle responsabilità.
Quali sono le tue sensazioni sul nuovo gruppo?
All’inizio non conoscevo nessuno a parte Nicolò Hoffer con il quale ho giocato a Milano, ma i ragazzi sono fantastici e mi trovo veramente bene. Sono a mio agio e ci sentiamo spesso anche sul nostro gruppo.
Marco Mannino














