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Casarano-Taranto 1-1, la fotogallery

Serie D/H, Picerno: che vittoria a Casarano! La Fidelis supera il Team Altamura

Il Lavello fresco del rinnovo di Burzio fino al 2023 frantuma il Fasano. Stracqualursi parte dalla panchina

Nella 13^ giornata di andata del girone H di serie D, al netto degli incontri Brindisi – Sorrento, Real Agro Aversa – Bitonto e Taranto – Molfetta, rinviate per l’emergenza sanitaria Covid – 19, non sono mancati dei risultati a sorpresa che, per il quarto turno consecutivo, sono stati pro – Taranto, purtroppo ancora spettatore di questo campionato, più che falsato, come erroneamente classificato da alcuni addetti ai lavori, “azzoppato” per i continui rinvii di gare per i noti motivi.

I riflettori erano puntati allo Stadio “Capozza” di Casarano, dove i rossoblu locali di mister Feola affrontavano il Picerno diretto da Ginestra, per un match di alta classifica, quello clou della giornata, con il valore dei punti, qualunque essi fossero, doppi.

La gara, fin dalle prime battute, ha visto un Casarano intento ad attaccare la arcigna e ferrea difesa dei melandrini che, contrariamente alle previsioni, recuperavano e ripartivano creando apprensione alla difesa casaranese, in quelle sporadiche occasioni.

In effetti, nel primo tempo, i padroni di casa erano amareggiati per aver condotto il match, almeno per i 3/4, contrariamente agli ospiti che al motto: “prima non prenderle!” riuscivano ad imbrigliare, Mincica, Rodriguez e Sansone, soprattutto non c’era filtro a centrocampo che appariva lento.

Il momento della possibile svolta per i padroni di casa si aveva al 34° della prima frazione quando il centrocampo del Casarano recuperava una palla e lanciava Sansone, proiettato verso l’area picernese e il difensore, ex salentino, Girasole commetteva fallo da ultimo uomo e veniva espulso dall’arbitro Diop di Treviglio.

La superiorità numerica doveva essere una vantaggio per i rossoblu di casa, invece, come detto, nella ripresa il cliché dell’incontro non mutava e, come in un assalto a Forte Apache, si arrivava al 43°, quando Ginestra sostituiva uno Iadaresta in ombra con il classe 99, Origlia, nuovo acquisto del Picerno, svincolato ed ex Casertana, e dopo pochi secondi il neo entrato si proponeva in un’azione, dove riprendeva una palla, ribattuta dalla difesa locale (su lungo lancio del portiere melandrino), di destro batteva un tiro folgorante che si infilava nell’angolino basso, sulla destra del portiere Guido.

Era il vantaggio che tramortiva i rossoblu salentini che, nei sei minuti di recupero, non riuscivano ad essere pericolosi così, al fischio finale, grande esultanza tra gli ospiti e grande mestizia tra gli uomini di Feola che non si spiegavano come mai, in superiorità numerica per oltre un’ora, non fossero riusciti a prevalere nei confronti di una formazione attenta, ma cinica nello sfruttare una delle rare disattenzioni del reparto arretrato casaranese.

Il risultato conseguito dai potentini, accorciava ulteriormente la classifica e si incastrava con un altro big match.

Ad Andria, la locale formazione dei tanti ex Taranto, ovvero il tecnico Panarelli e i giocatori Manzo ed Avantaggiato, batteva l’Altamura dell’ex calciatore, ora tecnico murgiano, Monticciolo, del bomber Antonio Croce e Lanzolla.

La gara vedeva, inizialmente, l’Altamura più pericoloso, poi l’incontro aveva il suo momento di svolta, al 31°, quando Cerone, subiva un fallo al limite dell’area e, sulla punizione pennellata, di sinistro, superava il portiere ospite, Anatrella che vedeva la palla entrare in rete e adagiarsi, dopo aver percorso larghezza e buona parte della sua lunghezza, in fondo alla porta.

Da quel momento in poi, non accadeva nulla di rilevante e, nella ripresa, i locali erano bravi a controllare gli ospiti che, nel finale, vedevano tributare gli applausi a Cerone, l’uomo della Provvidenza, mentre con l’allenatore Monticciolo, in tribuna perché squalificato, l’amarezza per i murgiani era grande ed evidente.

A Fasano si disputava un testa coda, veramente drammatico, più per i bianco azzurri di Costantini che per gli uomini di Karel Zeman, giunto in riva all’Adriatico con l’unico obbiettivo possibile ovvero vincere.

In realtà, il match, nel primo tempo, vedeva un Lavello (fresco del rinnovo di Burzio fino al 2023) proiettato in avanti, ma un Fasano abile a difendersi abbastanza agevolmente, ma essere scarsamente incisivo, fino al 44° del primo tempo, quando i lucani passavano in vantaggio.

Dalla rimessa laterale, dal centrocampo si aveva un’apertura per Mercuri che si trovava solo davanti al portiere e lo superava, con un tiro preciso, alla sinistra del portiere dei padroni di casa.

Finiva così il primo tempo, nonostante i fasanesi, fino allora non meritevoli dello svantaggio, cercassero di riportarsi in avanti, ma nella ripresa, gli ospiti innestavano una marcia superiore, ed al 4°, i lucani si riproponevano in avanti, sulla fascia con Tuttisanti, quindi crossava per Longo in area che smistava per l’accorrente Liurni che trafiggeva il portiere Suma, impotente sulla forte e precisa conclusione.

Il 2 a 0 per i giallo verdi di Zeman, formalmente chiudeva l’incontro, anche se il Fasano, pur avendo subito un contraccolpo, ma Dellino era tra i pochi ad arrendersi, continuava a proiettarsi in avanti, fino a quando all’8°, il tris era servito.

Da calcio d’angolo battuto magistralmente, Burzio, anticipando i difensori bianco azzurri, in girata di testa depositava la palla nell’angolo destro, superando Suma, ancora una volta, incolpevole della situazione.

Sul 3 a 0, il Lavello decideva di amministrare la gara, in considerazione che il Fasano non si rendeva mai pericoloso in avanti, nonostante Costantini decidesse la carta Stracqualursi, almeno per segnare la rete della bandiera, ma nonostante il grande impegno dei bianco azzurri, il reparto avanzato cozzava contro il muro giallo verde.

Finiva con un successo che combinato con la sconfitta interna del Casarano, posizionava i lucani di Zeman al terzo posto (al netto dei tanti recuperi), a due punti dai salentini e ad uno dai corregionali del Lavello.

Al Giovanni Paolo II di Nardò, la formazione neretina di Danucci, giocava un match abbastanza interessante contro la squadra di Lazic ed in effetti, l’incontro risultava abbastanza equilibrato e quando si appalesava il pareggio, a reti inviolate, al 32° del secondo tempo, improvvisamente, i lucani, in inferiorità numerica per l’espulsione di Caponero, causa doppia ammonizione, passavano in vantaggio.

Galdean lavorava una bella palla e vedeva l’inserimento di un compagno che, dalla fascia destra, solo, sparava verso la porta dove Milli, il portiere neretino, respingeva, ma Petruccetti, con una mezza girata, ribadiva in porta con una rete inevitabile per l’estremo difensore neretino.

La partita, a questo punto, diveniva molto nervosa, con il Francavilla intento a difendersi, quindi il Nardò crescendo d’intensità, a cinque minuti dal 90°, aveva la forza e sfruttava un’occasione impossibile da gettare alle ortiche.

Mengoli riceveva una palla da un compagno, posizionato in area ospite e veniva atterrato.

Sostituzione tra i neretini tra gli under Gallo per Lamacchia e sulla punizione da fuori area, quasi centrale, si formava la barriera, mentre sulla palla si portava Caputo, specialista nei calci franchi.

Tiro chirurgico sulla destra del portiere ospite e palla che si infilava in rete per l’1 a 1.

Punteggio che non si schiodava più fino al termine dell’ultimo minuto dei supplementari, ma la gioia manifestata dopo il goal si aveva anche al termine, frammista alla grande fatica mostrata, comunque era un pareggio che lasciava l’amaro in bocca più ai neretini, per la superiorità numerica, non sfruttata adeguatamente che non ai sinnici, in inferiorità numerica che dopo aver accarezzato l’idea dei tre punti, tornavano a casa con un punto, utile a muovere la classifica.

A Gravina, giungeva un Cerignola intento in questa gara a conquistare punti utili alla risalita in graduatoria, mentre i murgiani cercavano di conquistare altri tre punti (dopo quelli arpionati, nel recupero con il Fasano), ma alla fine la paura di rimanere a mani vuote, non consentiva alle due formazioni di superarsi e terminava con un salomonico 0 a 0 che andava bene agli ospiti, mentre il Gravina, si trova ancora alla ricerca di punti per uscire dalla zona play out.

Ultimo match di giornata si giocava sul neutro di Cardito, allo stadio “Papa”, dove i flegrei affrontavano i partenopei del Portici, in netta fase ascendente.

Su un campo pesantissimo per la pioggia abbondantemente caduta per tutta la gara, al limite della praticabilità per le innumerevoli pozzanghere formatesi, le squadre cercavano di superarsi e di giocare al calcio e fino al 34°, nulla di rilevante da segnalare.

Dunque c’era una rimessa laterale di Savarise, per il Portici, palla verso il cuore dell’area puteolana, due difensori allontanavano la palla che veniva recuperata da Arpino, il quale anticipando tutti, dopo un goffo intervento difensivo, di destro, spediva in rete la palla dell’1 a 0 per i partenopei.

Nella ripresa, tutta una tirata per i padroni di casa, ma l’imprecisione, la paura di fallire la conclusione, l’incombenza di una sconfitta non del tutto meritata, dava la possibilità al Portici di controllare le sfuriate della squadra di Grimaldi.

Quando ormai i locali, entravano negli ultimi minuti, con il dramma di un insuccesso che sarebbe stato molto letale, al 42°, la Puteolana acciuffava per i capelli il risultato, fino ad allora negativo.

Punizione a centrocampo battuta da Armeno, lunga per Festa e deviata dalla difesa del Portici, in corner.

Dall’angolo, la palla in area, veniva colpita di testa dall’ex rossoblu Scalzone che segnava un goal, tanto atteso da tutti, che impattava la gara con i napoletani.

Non succedeva null’altro ed alla fine, la paura della Puteolana per una sconfitta dai toni drammatici, faceva da contro altare, ai ragazzi di Panico, il gran rammarico per non essere stati attenti in occasione del goal subito ed una vittoria sfumata al foto finish.

Alle ore 16. 40, quindi la classifica, dopo questo turno, era la seguente:

Casarano 23, Az Picerno 22 (*), Lavello 21 (*), Team Altamura 20, Sorrento 19 (**), Fidelis Andria 19 (*), Taranto 18 (****), Molfetta 18 (*), Nardò 18, Audace Cerignola 16, Brindisi 15 (-2) (*), Portici 14 (*), Real Agro Aversa 14 (*), Francavilla in Sinni 14, Gravina 13, Bitonto 12 (**), Puteolana 7 (**), Fasano 6 (*).

(*) una gara in meno

(**) due gare in meno

(****) quattro gare in meno

(-2) due punti di penalizzazione

Quindi si evinceva dalla graduatoria che la situazione rimaneva fluida, ma che la stessa si accorciava ulteriormente visto che dal Casarano (23 punti), al terzetto Taranto, Molfetta e Nardò (18), quindi in cinque punti, ci sono 9 squadre ovvero la metà delle partecipanti al girone H.

Attendiamo quindi cosa succederà domenica prossima e quali sorprese ci potranno essere.

Fabrizio Di Leo

Tags: Serie D/H
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