La 21^ giornata, “orfana” degli incontri Bitonto – Team Altamura e Casarano – Gravina, rinviati per l’emergenza Covid- 19, é stata articolata in “spezzatino”, ovvero con tre match disputati sabato e, i restanti quattro, giocati domenica pomeriggio.
Sabato, le attenzioni erano rivolte al Taranto che, allo Stadio Italia, di Sorrento, si presentava, rivoluzionato nello schema e rivisito negli uomini. In effetti, Laterza, costretto a vincere l’incontro per non perdere terreno dal Nardò, Casarano ed Andria, approcciava la gara con i rossoneri costieri, convinto di poter tornare in riva allo Ionio, con l’intera posta in palio e, già dalle prime battute, i rossoblù facevano vedere di che pasta fossero. C’era in realtà, un conto da saldare, che si riferiva alla gara d’andata, vinta dai costieri grazie ad un euro goal di Liccardi che bruciò i presenti al match, costringendo il Taranto alla prima sconfitta, in assoluto, e stagionale allo Iacovone. Ci pensava Santarpia che raccoglieva un cross proveniente da destra e batteva con una bordata di destro, il portiere locale, per l’1 a 0. In pratica era il crollo dei costieri che rimanevano intontiti dalla botta ricevuta, mentre la squadra rossoblù continuava a macinare gioco in una di queste sgroppate, un cross dalla fascia, dava la possibilità al neo attaccante ionico, Corado, di colpire di testa, in semi torsione, dando la possibilità, alla palla, di avere una traiettoria, velenosissima. Sul 2 a 0, in pratica a due minuti, dal 45°, la gara poteva considerarsi conclusa, ed in effetti, il Taranto nella ripresa sciorinava una solidità difensiva imperniata sulla linea a quattro oltre alla sicurezza acquisita dal portiere Cziekowski che per la seconda volta consecutiva manteneva inviolata la propria porta. Al 22° poi, anche Diaz si sbloccava e, da un cross dalla sinistra, piazzava la deviazione vincente sotto porta per il tre a zero, risultato finale del match. In realtà, successivamente, l’esordio di Corvino poteva essere bagnato con una marcatura, ma il portiere sorrentino, impediva la gioia all’esterno ionico, per una rete che, sicuramente, avrebbe meritato, ma evento non avvenuto. Finiva così con la momentanea testa della classifica, in attesa dei match che si sarebbero disputati la domenica.
A San Gregorio Magno, il Picerno diretto dal neo tecnico, Antonio Palo, ospitava l’enigmatica Fidelis Andria di Gigi Panarelli, allenatore che finora aveva condotto i federiciani nelle zone di vertice della classifica. Il match contro i melandrini, si presentava molto complesso, vista la qualità, esperienza e tecnica dei componenti la rosa picernese, ma gli ospiti pugliesi avevano l’obbligo di affrontarli e portare, a casa, il maggior numero di punti. Il match è stato in realtà quasi un monologo dei padroni di casa, soprattutto, con la punta di diamante, Albadoro che, già dopo sei minuti di gara, sbloccava il risultato e gli ospiti, dopo un periodo di smarrimento per la botta presa, pur con atteggiamento volenteroso per raggiungere almeno la parità , vedevano questa possibilità molto difficile, visto il gioco espresso dai lucani e l’incisività del reparto offensivo. Infatti, all’intervallo i melandrini andavano in vantaggio per 1 a 0, e nella ripresa per 28 minuti. si aveva il pressing locale e la ordinata resistenza del reparto difensivo schierato da Panarelli che, però, doveva cedere il passo ad Albadoro che piazzava la botta del 2 a 0 e chiusura, virtuale, del match. Gli ospiti non riuscivano ad imbastire una valida reazione e la parte finale non presentava alcuna emozione e si andava, in tranquillità, in chiusura del match. Finiva con il Picerno rilanciato in classifica (e mercoledì, nell’infrasettimanale di recupero, quando si recherà a Gravina), intanto un buon esordio sulla panchina di mister Palo.
Ad Aversa invece andava in scena un derby casertano – napoletano, quello tra il Real Agro Aversa ed il Portici, quest’ultimo in difficoltà nelle ultime settimane. I casertani impiegavano solo 32 minuti per poter chiudere la contesa ed in effetti il risultato si sbloccava al 14°, quando Messina trovava una conclusione che superava il portiere ospite. Quindi gli aversani, approfittando di un momento di smarrimento che non aiutava gli ospiti ad imbastire azioni di gioco pericolose, preoccupati fondamentalmente a non subire troppo, passavano nuovamente. Al 32° Ndaye, trovava la giocata ideale per battere il portiere partenopeo e fissare sul 2 a 0 il punteggio. All’intervallo con il Portici impotente nell’organizzare una degna reazione, con la testa bloccata dopo l’1 – 2 pesante, rientrando cercava almeno il goal per ridurre il gap con i padroni dai casa. Erano però i ragazzi di De Stefano a triplicare, al 16°, ancora con Messina (alla sua doppietta personale di giornata), poi la difesa ospite si sbracava e Guglielmo, al 30°, trovava il 4 a 0, risultato pesante per il Portici, ma giusto per quello visto in campo, per tutto l’arco del match, meritatissimo per gli aversani.
La domenica, i riflettori erano puntati su due match, ovvero Puteolana – Nardò e Lavello – Francavilla in Sinni.
A Pozzuoli, la squadra neretina giungeva con i favori del pronostico, visto il classico testa coda, tra la prima in classifica e l’ultima della graduatoria, ma la squadra di mister Ciaramella, dopo la bella prestazione di Taranto, almeno sul piano dell’intensità e della voglia di fare gioco, era intenzionata , come sempre, a vendere cara la pelle soprattutto sul campo amico. Gara con una lunga fase di studio, fino a quando, poco prima della mezzora del primo tempo, il flegreo Ruggiero, trovava la giocata giusta per superare il portiere neretino, impotente sulla conclusione. Gli ospiti, subito cercavano di raggiungere il pareggio, ma i puteolani erano molto attenti in fase difensiva ed attendevano, con pazienza, di colpire, al momento giusto, nell’occasione propizia. Era però Romeo, a pochi minuti dall’intervallo, ad essere abile nel trovare la zampata giusta, per spedire la palla in rete e fissare il punteggio sul 2 a 0. Nella ripresa non accadeva nulla d’importante per i padroni di casa, mentre il Nardò dopo la rete segnata dal solito Caputo, quasi si fosse svuotato, non riusciva ad arpionare il pareggio e , la sconfitta maturata, lasciava grande rammarico e rimpianto per un approccio al match, non proprio consono ad una formazione nell’elite del campionato.
A Venosa, il Lavello di Zeman era impegnato in un derby dai toni forti contro il Francavilla di Lazic, quasi all’insegna del dramma per i sinnici, in quanto lo scivolamento, in zona play out, sta portando la squadra rossoblù, a retrocedere verso le posizioni di coda della classifica. In realtà la gara iniziava con una forcing imposto dai giallo verdi locali che, dopo tre minuti, erano già in vantaggio con il rapace Burzio, abile a sbloccare la partita e metterla in discesa. La reazione ospite non era efficace come si sarebbe potuto attendere e l’1 a 0, poteva stare bene ai padroni di casa, almeno nella prima frazione, ma negli ultimi due minuti, l’uno – due di Marotta prima e di Burzio (al secondo goal domenicale) dopo, chiudevano di fatto la partita e gli schemi del Francavilla saltavano pericolosamente. Infatti, nella ripresa, gli ospiti, dopo cinque minuti, trovavano l’ 1 a 3 grazie al neo arrivato Leonetti, ma questo era il preludio alla grandinata che si stava abbattendo sui sinnici. L’argentino Burzio, scatenato in questo match, dopo tre minuti, realizzava il quarto goal (e la sua personale tripletta) poi. al 19°, una vecchia conoscenza dei rossoblù tarantini, El Ouazni (proveniente da Casarano) piazzava la rete del 5 a 1, poi nell’ultimo quarto d’ora, era sempre Leonetti che realizzava il 2 a 5 e la ciliegina sulla torta dei padroni di casa la piazzava l’ex Sorrento, Liurni che siglava il 6 a 2 finale, accolto con tantissima soddisfazione, non tanto per il risultato (abbastanza mortificante per i ragazzi di Lazic), ma per aver agganciato, in vetta alla classifica, Taranto e Nardò.
A Brindisi, intanto, era previsto un derby, vietato ai deboli di cuore, dai toni drammatici per i bianco azzurri di De Luca, opposti al Fasano, rinvigorito dal calcio mercato invernale, che ha consentito ai ragazzi di mister Convertini di abbandonare le ultime posizioni scomode, ad appannaggio di altre formazioni. La squadra adriatica di De Luca, nel primo tempo, riusciva a sciorinare un gioco accettabile, ma redditizio, tanto che la 25°, Iaia, segnava il goal del vantaggio e quando tre minuti più tardi Palumbo andava in rete, per il raddoppio, i giochi, per i padroni di casa, sembravano fatti. In effetti, nella ripresa, il Brindisi pareva potesse amministrare il punteggio, almeno rassicurante nei numeri, ma i bianco azzurri non facevano i conti con la voglia degli ospiti di non arrendersi e con due errori clamorosi del portiere Pizzolato, che permettevano al Fasano prima di dimezzare lo svantaggio con Losavio, al 15° poi, addirittura, di pareggiare con Lopez, al 34° , e nei minuti finali, lo stesso Fasano, rischiava anche di vincere il sentito derby della provincia adriatica. Post gara amaro per i brindisini, in silenzio stampa, ora il percorso per la permanenza comincia a complicarsi, ma dovrà ottenerla, la salvezza, nei tanti scontri diretti che dovranno portare punti utili alla causa.
A Cerignola, al Monterisi, in un incontro, classico di centro classifica, il risultato è stato pirotecnico con gli attacchi che hanno nettamente battuto le difese, sembrate svagate, disattente, quasi fossero di burro e gli avversari, lame taglienti. Iniziavano gli ofantini a menare le danze, con Malcore che, dopo sette minuti, portava in vantaggio la formazione di Pazienza e sembrava che potesse essere una domenica di gloria. Invece, gli ospiti di Bartoli, come sempre in trasferta, reagivano in meno di un quarto d’ora, con Di Bari che ribadiva in rete una palla vagante. Ristabilita la parità, i padroni di casa, si rimboccavano le maniche e ritornavano a martellare la difesa ospite, tanto che, al 25°, trovavano il raddoppio, per merito del sempre presente De Cristofaro abile a dare l’illusione che la gara fosse ritornata in discesa. I molfettesi, ancora una volta non si perdevano d’animo e ci credevano nel recupero del risultato tanto che al 39°, Lacarra piazzava la botta che portava, all’intervallo, le due squadre sul 2 a 2. Nella ripresa, con le squadre che tentavano di superarsi, sembrava che il pareggio fosse il risultato più giusto, ma al 20°, Achik, l’uomo della Provvidenza dei cerignolani, nelle ultime uscite dei giallo blu, piazzava la palla in rete per il 3 a 2. Trascorrevano sei minuti e Acosta realizzava la rete del 3 a 3 , ma le sorprese non finivano, anzi, i ragazzi di Pazienza raddoppiavano le forze, anche nervose, e raggiungevano, ancora una volta il vantaggio al 31°, quando un grintoso Malcore (sua la doppietta domenicale) portava gli ofantini sul 4 a 3. Gara chiusa? Neanche a parlarne, infatti trascorrevano cinque minuti e gli ospiti, protesi in avanti alla ricerca di un’occasione decisiva, riuscivano a trovare il goal del 4 a 4 con un’invenzione di Varriale che, di fatto, chiudeva il match, visto che nei minuti conclusivi, e nel recupero, con le formazioni svuotate dopo un intenso match, le stesse si accontentavano della salomonica spartizione di punti.
Una domenica, assolutamente pro Taranto, in questo anomalo campionato, dove in ogni turno un risultato o più di essi, imprevisti, rimescolano la classifica tanto in testa che in coda, ma i rossoblù, ora, nel recupero di mercoledì allo Iacovone, alle ore 14.30, contro la Fidelis Andria, avranno l’obbligo della massima concentrazione, attenzione, affinché con un pizzico di cinismo, si possano realizzare le reti per portare a casa, necessariamente, i tre punti che sono fondamentali per staccare le concorrenti, a cominciare da Gravina – Picerno, ma interessanti per altri motivi, Sorrento – Puteolana e Molfetta Portici.
Questi però faranno parte di un altro capitolo che narreremo nella serata di mercoledì.
Fabrizio Di Leo














