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Lavello-Brindisi 1-0, la fotogallery

Serie D/H, il Lavello si impone di misura sul Brindisi

Vittoria rocambolesca del Picerno. Un lampo di Mincica regata i tre punti al Casarano

Il 26° turno di campionato, come nelle previsioni, si è manifestato come interlocutorio in quanto, al netto dei rinvii sommati a quelli già in calendario, recuperabili nella settimana dal 21 aprile al 1° maggio. Tutte le prime squadre (dalla capolista Taranto alla Team Altamura, attuale 7^, in classifica) hanno rispettato in pronostici, nonostante avessero gare in cui si trovavano squadre impelagate nella lotta alla permanenza e griglia play out, ma anche squadre ai limiti della stessa. In questo quadro, veramente come fosse disegnato da un mago dei thriller, sono scaturiti tutti i risultati di misura (ben sei), due nette e con due esterni.

Il Taranto, capolista del girone H, dopo la sosta imposta dal Covid, ritornava sul green dello Iacovone per affrontare un match contro i neretini di Danucci, in formazione rimaneggiata, causa assenze nella rifinitura del martedì di Marsili e Ferrara. Questi imprevisti non stravolgevano l’assetto tattico dei rossoblù che sulla linea difensiva schieravano Boccia, Guastamacchia, Sivestri e Versienti, a centrocampo, le chiavi del settore nevralgico affidate a Tissone al cui fianco agiva Diaby, sulle fasce gli esterni Nicolas Rizzo e Falcone, in avanti, il tandem Serafino e Diaz. I neretini, impostati sulla linea verde, facevano affidamento sull’ex Potenza, ma dovevano fare a meno del marcatore principe, Caputo (squalificato) e con l’attaccante svedese Tornros. La gara, nel primo tempo, vedeva una supremazia territoriale del Taranto che dalle fasce tentava di superare la linea difensiva ospite che imbrigliava l’attacco ionico. Spesso, dalle rimesse dal fondo, Cziekoswki rilanciava, con palle lunghe, allo scopo di saltare il centrocampo neretino e fare agire Serafino e Diaz per tentare di superare gli arcigni difensori avversari che cercavano di contenere l’offensiva rossoblù. Nella prima frazione, comunque, a parte un paio di tentativi dei salentini di impensierire il portiere rossoblù, non comportava emozioni di sorta. Nella ripresa, Laterza decideva di effettuare due cambi, che si sarebbero rilevati fondamentali nella svolta della gara, ovvero l’entrata di Alfageme e Mastromonaco per Nicolas Rizzo e Serafino, mosse che davano più brio alla formazione di Laterza abile a pressare la squadra di Danucci, tanto che si aveva una serie di corner e, su uno di questi, battuto da Falcone, una respinta del portiere Milli, veniva ribattuta in rete dal piatto di Guastamacchia con vantaggio assicurato. Questa marcatura, metteva le ali ai piedi dei rossoblù i quali insistevano e c’erano ulteriori occasioni per il raddoppio, ma il portiere neretino si opponeva. Il Nardò aveva un’occasione per pareggiare , ma su un cross di Potenza, Granado non era preciso nella conclusione e la palla si spegneva sul fondo. Quindi dopo l’occasionissima capitata a Mastromonaco (forse altruista nella circostanza) che solo davanti all’estremo avversario, passava la palla verso Alfageme, anticipato, quando avrebbe potuto concludere a rete, nel recupero, a parte i crampi cui veniva colto uno stremato Diaby, vedeva l’espulsione di Alfageme, provocato, in precedenza dall’ex De Giorgi e, in pratica i nove negli ultimi minuti di recupero, consentivano di conseguire un’importante vittoria.

A Francavilla si recava il Casarano che, dopo il match casalingo di Andria pareggiato con risultato ad occhiali, voglioso di riscattare la prova incolore mostrata al Capozza. Il Francavilla di Lazic, ovviamente, non poteva lasciare ulteriori punti in chiave permanenza, considerando già l’attuale inserimento nella griglia play out, pertanto affrontava i quotati avversari con una tattica attendista. Il leit motiv della gara, in realtà, dava i frutti sperati, infatti nella prima frazione prevalenza nel gioco per gli ospiti, padroni di casa mai pericolosi, ma nessuna azione di rilievo per non giustificare il risultato di parità all’intervallo. Nella ripresa, gli uomini di Orlandi, ricalcando il copione della prima frazione, tentavano il tutto per tutto, ma i sinnici riuscivano ad impedire agli attaccanti salentini di passare, in una circostanza il palo diceva di no, e ci riuscivano ad una manciata di minuti dal termine, quando Mincica, ricevuta una palla dalla fascia sinistra, di sinistro, disegnava una parabola che faceva finire la palla in rete. Era il goal della liberazione per gli ospiti (sempre inseguitori della capolista Taranto) che spezzava le gambe, definitivamente, alle speranze dei rossoblù di Lazic di conquistare almeno un punto.

A Venosa, intanto, il Lavello di Zeman, ospitava il Brindisi, sempre alla ricerca di un risultato positivo per raccogliere quei punti che potessero permettergli di uscire dalla zona play out o, in alternativa, conquistare la miglior posizione della griglia. Gli ospiti, in effetti, giocavano una bella gara che impediva, all’attacco locale, di perforare la difesa adriatica, attenta a limitare le bocche da fuoco giallo verde. Questa tattica consentiva ai brindisini di andare, all’intervallo, sullo 0 a 0, ma il match era ancora lungo per definire l’esito dello stesso. Infatti, nella ripresa, il Lavello iniziava di gran carriera e dopo dieci minuti sbloccava il risultato. Liurni sfuggiva alla marcatura della difesa adriatica ed insaccava alle spalle di Pizzolato. Poi, mentre i lucani controllavano il match, i brindisini cercavano di rendersi pericolosi, ma la gara terminava con il vantaggio dei potentini e la rincorsa al primo posto, ancora in atto.

L’Andria, dopo il match di Casarano, ritornava sul terreno amico per affrontare un Fasano, cliente sempre scomodo, negli ultimi mesi, teso chiaramente alla ricerca di risultati e punti per tentare l’impresa di uscire dalla zona play out. I federiciani di Panarelli, in casa molto propositivi e concreti nei risultati, già dall’inizio tentavano di superare gli ospiti che non disdegnavano di impensierire i locali con qualche incursione. Nonostante tutto il risultato sembrava essere bloccato, poi Panarelli cercava di cambiare uomini, con alcune sostituzioni, ma il primo tempo rimaneva ancorato sul pari. Nella ripresa, ospiti intraprendenti e pericolosi, ma Panarelli si cautelava e con delle rotazioni cambiava la partita. Alla mezz’ora, l’episodio che cambiava le sorti del match. Un atterramento di un centrocampista andriese consentiva a Cerone di battere il conseguente penalty e portare in vantaggio gli andriesi. Da quel momento in poi, il Fasano, pur tentando di realizzare il goal del pareggio, non riusciva nell’intento e la vittoria dei padroni di casa consentiva di rimanere in scia del Casarano.

Portici – Picerno, risultava, alla vigilia, un match da “ultima spiaggia” per i padroni di casa, ma anche gli ospiti avevano grandi motivazioni per voler portare a casa i tre punti. L’incontro iniziava a spron battuto da parte dei padroni di casa per cercare di sorprendere i melandrini di Palo e già, al 9°, locali in vantaggio. Donnarumma riusciva ad anticipare i difensori ospiti e battere imparabilmente il portiere avversario per l’1 a 0. Il Picerno, punto sul vivo, da quel momento impostava una gara in maniera molto aggressiva e la difesa partenopea aveva serie di difficoltà ad arginare la forza d’urto dei lucani. Dopo quattro minuti dallo svantaggio subito, Konè riportava in parità il Picerno, poi sulla scia dell’onda rossoblù, al 21° era Kosovan a colpire in modo quasi ferale, la difesa dei padroni di casa, disorientati da tanta veemenza. Il Portici cercava di riordinare le idee per ripartire, ma Iadaresta dopo sei minuti dal raddoppio, metteva la sua firma nel match e per i locali scendeva il buio pesto. Nonostante tutto, i locali cercavano prima dell’intervallo di riaprire il match e ci riuscivano con Elefante, ad approfittare di un’amnesia della difesa ospite. Si andava, alla ripresa, con i potentini convinti di dover battagliare per portare a casa con i tre punti, mentre i napoletani avevano necessità di capire quale svolta, se possibile, dare al match, magari impattando quanto prima il risultato. La maggior grinta del Portici, all’inizio della ripresa, era premiata dal goal di Elefante, dopo due minuti di gioco, che fissava il risultato sul 3 a 3. Ospiti che non ci stavano e per tutta la ripresa tentativi dei melandrini, ben arginati dagli azzurri di casa. Quando sembrava ormai che l’inerzia scivolasse sul pirotecnico pareggio, a due minuti dal termine un discusso intervento del portiere Cappa sull’attaccante picernese, costringeva l’arbitro, la signora Ilaria Bianchini di Terni, al fischio del calcio di rigore che Esposito realizzava e consentiva di conquistare tre punti importanti in ottica corsa alla promozione.

Il Bitonto di Valeriano Loseto era atteso dal match casalingo, con il sempre più discontinuo Sorrento di La Scala, gara tra due formazioni assetate di punti per opposti motivi. L’incontro iniziava subito con i padroni di casa alla ricerca dell’immediato vantaggio che l’otteneva dopo quattro minuti, quando Lattanzio incornava un cross proveniente dalla destra e battuto da Taurino, superando il portiere sorrentino Scarano. Quindi diventava un monologo nei minuti successivi e super impegno per il portiere costiero, quindi, a metà frazione prendeva la via dei nero verdi, quando il rossonero Lamonica, in area colpiva la palla con una mano, a seguito di un cross proveniente dal corner e l’arbitro decretava il conseguente penalty. Lattanzio dal dischetto realizzava il goal del 2 a 0 e la partita poteva ritenersi virtualmente chiusa. L’infortunio di Cacace, eliminava uno degli avversari più incisivi ed il Bitonto arrivava alla fine della frazione con la massima tranquillità. Nella ripresa, i padroni di casa impostavano l’incontro in maniera tale da essere pungenti e controllori dello svolgimento del match, gli ospiti erano impotenti di fronte al gioco dei bitontini e si arrivava alla fine dell’incontro, con i padroni di casa al quarto successo consecutivo e la continua scalata alle posizioni di vertice. Sorrento, invece, da rivedere e conscio che la concentrazione nonché la forza di volontà l’aiuterà a raggranellare i punti utili alla conquista della permanenza.

Al Tonino D’Angelo di Altamura era di scena il derby della Murgia barese, tra i padroni di casa di mister Monticciolo e i giallo blù del neo tecnico De Candia (subentrato a Gaburro). Incontro chiaramente sentito e voluto, alla vigilia, nel risultato per le opposte motivazioni, che vedevano i bianco rossi impegnati nella scalata alla classifica e gli ospiti alla disperata ricerca di punti utili ad evitare, al momento, la retrocessione diretta, pur con dei jolly (recuperi) da disputare. Primo tempo che stentava a decollare, probabilmente causa gli opposti obbiettivi ed il timore di scoprirsi all’avversario. Altamura con qualche tentativo di passare, ma anche gli ospiti quando potevano si affacciavano in area dei padroni di casa. Al 33° svolta della gara e incidente sul risultato finale. Un cross da corner, battuto da Logoluso, veniva raccolto dal difensore Russo che con una gran battuta superava il portiere ospite. Marcatura pesante che non scomponeva il Gravina che però falliva alcune occasioni per poter pareggiare. Finiva così il primo tempo e nella ripresa erano i padroni di casa che cercavano il raddoppio, fino quando alla mezzora, entrambe le formazioni cercavano di superarsi, poi l’occasionissima per il pareggio, ma veniva sciupato con un mancato colpo di testa, poi non accadeva più nulla e mentre per l’Altamura si rafforza la rincorsa alla zona play off, gli ospiti di De Candia dovranno fare e dare di più, almeno per evitare la retrocessione diretta.

Cerignola – Puteolana, rappresentava per gli ospiti, un’ennesima occasione per tentare, in casa dei tranquilli ofantini, la conquista di punti utili alla ricerca della zona play out, distante cinque punti. Gara che iniziava con gli ospiti che non avendo nulla da perdere mettevano sotto pressione i cerignolani ed infatti dopo meno di dieci minuti, era Celiento, l’uomo più rappresentativo dei flegrei che, facendo tutto da solo, veniva atterrato ai limiti dell’arfea ofantina. Sulla battuta, diretta, dello stesso Celiento, la palla aveva una traiettoria beffarda per il portiere locale e Puteolana in vantaggio per 1 a 0. I ragazzi di Pazienza, come ovvio, non avevano intenzione di sottovalutare lo svantaggio ed imprimevano un ritmo più elevato che nei cinque minuti successivi alla marcatura ospite, vedeva Malcore, infilarsi in area flegrea e battere, imparabilmente il portiere ospite. Raggiunto il pari, la squadra di casa continuava ad elevare il ritmo gara e cercava di procurarsi altre occasioni da rete, tra cui un palo colpito, a seguito di angolo, prima del riposo c’era il sorpasso cerignolano. Prima del riposo i cerignolani trovavano il goal del raddoppio. De Cristofaro era abile a sfruttare un corridoio di Marcon e superare il portiere puteolano per il 2 a 1, risultato con cui si andava al riposo. Il secondo tempo gli ofantini lo iniziavano in fase di sprint, come in chiusura del periodo precedente, creando qualche apprensione per gli ospiti, i quali, a loro volta, si procuravano due giocate che impegnavano il portiere locale. Nel successivo tambureggiante forcing del Cerignola, i padroni di casa trovavano il terzo goal, quando un lancio per Malcore (in fuori gioco, ma in questo caso si disinteressava) era preda di Achik che come un tiro a giro superava l’estremo ospite. Finiva qui il match, in quanto la Puteolana non ne aveva più, mentre il Cerignola, con questo ennesimo successo si avvicinava sempre più alla tranquillità assoluta, ovvero la permanenza in serie D.

Turno pertanto interlocutorio, ma le giornate rimanenti si assottigliano sempre più e, quando siamo alla vigilia dello stop del 25 aprile, nella settimana dei recuperi, le posizioni in classifica sono ancora immutate e stanno diventando nette, tanto al vertice che in coda.

Fabrizio Di Leo

Tags: Serie D/H
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