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Taranto-Portici 2-3, la fotogallery

Serie D/H, crolla il Taranto contro il Portici. Avanza il Picerno corsaro a Sorrento

Perde ancora il Casarano, al Capozza vince il Lavello. Finisce in parità il derby tra Nardò e Fidelis Andria

La 29^ giornata, che in teoria sarebbe dovuta essere interlocutoria per il vertice della classifica, si è contraddistinta per una serie di clamorosi risultati che, almeno parzialmente, ha riaperto la lotta al primato, quella per l’ultimo posto nella griglia play off, soprattutto ha scombussolato le posizioni dei club intenti ad evitare la retrocessione diretta ed in corsa per la griglia play out.

Il turno, sempre “zoppo”, per l’ennesima gara rinviata causa Covid (Brindisi – Cerignola), vedeva la capolista Taranto ospitare il Portici che dal cambio di allenatore ( Condemi, domenica scorsa vincente contro il Sorrento) nonché corroborato dal recupero di alcuni big, reduci da varie indisponibilità, aveva iniziato ad avere dei benefici.

La squadra di Laterza, ancora con problemi di infortunati e squalifiche, approcciava bene il match e nei primi venti minuti, un paio di occasione erano nella testa e nei piedi di Alfageme. Al 26°, la gara si sbloccava. Marsili, su punizione, dalla sinistra, crossava in area e Gonzalez, avventandosi di testa, anticipava tutti e piazzava la palla in rete per l’1 a 0. Il Portici non si disuniva e dopo una decina di minuti, a seguito di un angolo, Prisco incornava la palla e la piazzava in rete, per l’ 1 a 1. I campani insistevano ed al 44°, D’Acunto, di testa, deviava in rete la palla su cross proveniente dalla corsia di destra. Nel minuto di recupero del primo tempo, gli ionici pareggiavano. La sfera lavorata sulla destra da Guaita, portava al cross in area dove Diaz, di piatto, la collocava in rete. Immediatamente dopo si aveva un parapiglia che sortiva l’espulsione del portiere Cappa (ex rossoblù) ed partenopei, in dieci, per tutto il secondo tempo. Alla ripresa del gioco il Taranto, dopo trenta secondi andava in svantaggio. Boccia effettuava un maldestro retropassaggio, intercettato da Prisco che batteva Cziekoswski, nel vano tentativo di uscire. Era il 3 a 2 ospite e per il Taranto iniziava il tentativo di scalata al risultato. Erano almeno un paio, ma che risultavano gli ionici imprecisi e sfortunati, come nell’ultimo minuto di gioco, quando il palo negava il pareggio. Finiva con una sconfitta imprevedibile e clamorosa, tale da poter essere archiviata come incidente di percorso, ma ora i bonus sono terminati e già, dopo aver riordinato le idee, bisognerà preparare con molta cura ed attenzione la delicata trasferta di Molfetta, per ritornare rinvigoriti, in questa ultima parte della stagione.

Sorrento – Picerno era la classica gara che vedeva i costieri tesi alla conquista di punti utili a distanziare la griglia play out, lotteria post season pericolosa da affrontare e quindi evitare ad ogni costo. Il Picerno, nella prima frazione lasciava l’iniziativa ai padroni di casa, poi al 36°, un presunto fallo di mano (molto contestato dai costieri) di Cacace dava la possibilità ai lucani di battere il rigore con Esposito per l’1 a 0. I padroni di casa non ci stavano e cercavano la via della rete per il pareggio, ma i melandrini nella ripresa alzavano il baricentro per evitare di subire la pressione dei costieri. Rossoneri che avevano un pizzico di sfortuna con un palo ed una respinta miracolosa, tali da impedire ai campani di pareggiare ed ora, la lotta per la permanenza, rischia di farsi molto concreta. Gli ospiti invece soddisfatti di aver conquistato tre punti con il minimo sforzo, concentrati alla nuova lotta per il primato, complice lo stop casalingo della capolista Taranto.

Al Capozza di Casarano, i rosso azzurri erano chiamati a riscattare la bruttissima sconfitta di Cerignola e Orlandi decideva, pur contro un avversario di livello, di schierare una formazione altamente offensiva con i terminali Rodriguez e Sansone. Zeman, giungendo a Casarano con il fiato sul collo del Bitonto, pensava di risolvere la contesa facendo affidamento sul trio Longo, Burzio e Liurni, garanzia soprattutto nei match da affrontare con spada anziché fioretto. Nel primo tempo, le due squadre temendosi e, soprattutto timorose di scoprirsi sulle fasce, adottavano una fase di studio, poi era il Casarano a cercare di fare la partita tenendo sotto pressione la difesa lucana, abile a sventare le possibili insidie dell’attacco rosso azzurro. Lo 0 a 0, all’intervallo, era l’esatto specchio dell’andamento dell’incontro, chiaramente gradito più dagli ospiti che dai salentini. Nella ripresa, subito padroni di casa in vantaggio. Sansone veniva atterrato in area ed il rigore veniva realizzato con freddezza da Rodriguez. Il vantaggio sembrava potesse essere il segnale per i padroni di casa per conquistare il sospirato successo, invece il Lavello non subiva il colpo e si portava all’immediato pareggio. Su un cross dalla fascia sinistra, un colpo di testa di Longhi, finiva nella rete dei casaranesi e si andava all’ 1 a 1. I padroni di casa sembravano intontiti ed i lucani, dopo qualche minuto, operavano il sorpasso. Cross dalla sinistra di Liurni che trovava la testa di Burzio che anticipando i difensori, batteva il portiere locale e l’ 1 a 2 era servito. Il Casarano aveva una scossa da questa seconda marcatura e ritornava ad essere minaccioso in area giallo verde, ma non riusciva a bucare l’estremo difensore lucano. Poi era Sansone, con un tiro di destro, su punizione a trovare l’angolo più lontano e riportare i padroni di casa sul 2 a 2. A questo punto entrambe le squadre provavano a vincere l’incontro e quando ormai sembrava concludersi in parità, a tre minuti dal novantesimo, gli ospiti usufruivano di un calcio di punizione. Calcio di punizione di Herrera e colpo di testa preciso di Burzio che infilava l’angolo alla sinistra del portiere casaranese. Era l’epilogo, in pratica del match che condannava il Casarano alla terza sconfitta consecutiva e con essa anche il concreto rischio di uscire dalla zona play off. Il Lavello ed il suo mentore, Zeman, incassava tre punti dal valore doppio, ma rafforzava la sua posizione nella griglia play off.

L’Andria di Panarelli, in questo turno, si recava a Nardò per affrontare la formazione neretina, molto temibile in casa. Nonostante le insidie celate, in questo match, Panarelli cercava nel Salento punti preziosi per poter arpionare la miglior posizione in ottica play off, guardandosi alle spalle dalla risalita delle immediate competitors per un posto al sole. La gara risultava essere bellissima con emozioni da entrambe le parti ed alla fine un salomonico pareggio accontentava tutti. Erano gli ospiti a passare con Benvenga l’ex di turno. Scaringella lavorava una palla sulla destra e sul cross, Benvenga appoggiava in rete la palla del vantaggio. I padroni di casa non si arrendevano e subito, in pressing, arrivavano al pareggio. Su cross dalla fascia destra di Mengoli, Anatarella, portiere ospite, respingeva, ma Scialpi, appostato ribatteva nella rete per il più facile dei goal. Non succedeva più niente nel primo tempo e la ripresa vedeva un gioco molto frammentato, qualche giocata per il Nardò, ma anche l’Andria aveva un paio di clamorose occasioni, sciupate per un non nulla ed anche neutralizzate dal portiere Milli, pertanto si arrivava al pareggio come risultato finale ed un punto tale da permettere ad entrambe le formazioni di muovere la classifica e continuare a perseguire i rispettivi obbiettivi.

A Pozzuoli saliva il Bitonto, per affrontare la formazione flegrea intenta a tentare di guadagnare punti sulle dirette avversarie per la lotta alla griglia play out ed abbandonare l’ultima scomoda posizione della classifica, condanna alla retrocessione diretta in Eccellenza. La gara vedeva il Bitonto molto propositivo, fin dalle prime battute, ma gli attaccanti sprecavano tante occasioni per poter passare in vantaggio e arrotondare il punteggio. Alla fine del primo tempo, poi, erano i flegrei a trovare il vantaggio. Punizione pennellata di Cigliano e Granata, incornava di testa, realizzando il goal dell’ 1 a 0. I nero verdi da questo momento in poi, cercavano di impensierire la difesa locale, ma si abbozzavano solo delle velleitarie conclusioni finite fuori dal campo o tra le braccia del portiere, Il secondo tempo risultava ancora molto più deludente per gli ospiti ed i padroni di casa si limitavano a controllare il match per portarlo alla conclusione con la conquista di tre punti preziosissimi, in ottica salvezza, pur rimanendo ancora in ultima posizione. Loseto e i suoi ragazzi risultavano molto amareggiati perché a tre punti dalla coppia Andria e Casarano, con meno giornate alla fine della stagione regolare, evidente è la difficoltà di poter arpionare la quinta posizione, ultima utile per i play off.

Fasano – Altamura era un test importante per gli adriatici ancora in corsa per distanziare, ulteriormente la prima posizione della griglia play out, mentre i murgiani, a parte i ricorsi presentati, erano ancora in corsa, seppur ipoteticamente per la zona play off. Gara avvincente fin dalle prime battute con i padroni di casa intenti a cercare di superare la difesa ospite che controllava gli attacchi adriatici. Erano però gli altamurani a passare in vantaggio, al quarto d’ora, quando Tedesco effettuava una giocata con sfera difesa bene, poi la passava all’accorrente Tedesco che infilava il portiere Suma per l’ 1 a 0. La reazione dei padroni di casa tardava ad arrivare ed ospiti sempre avanti e difesa locale sempre in apprensione. All’intervallo Altamura in vantaggio e, nella ripresa, i biancorossi di Monticciolo in proiezione offensiva. Terminata questa fase, come ci fosse stato un black out, il Fasano iniziava un forcing offensivo che veniva quasi subito premiato. Una ripartenza letale consentiva a Dellino di piazzare una bordata che si infilava nella porta ospite e si andava sull’ 1 a 1. L’inerzia del match in mano ai padroni di casa, continuava con Dellino scatenato che prima non concludeva efficacemente verso la porta dei bianco rossi, poi dopo un bel dialogo con D’Ambros, di sinistro, fulminava l’estremo ospite. Sul 2 a 1, l’Altamura aumentava la sua intensità di gioco, ma erano gli adriatici a fallire di poco il tris. Fino a quando i ragazzi di Costantini non trovavano finalmente la terza rete, di fatto, quasi il sigillo dell’incontro. A sette minuti dal novantesimo, l’asse Melillo – D’Ambros, quest’ultimo ricevuta la sfera la collocava in rete, per il 3 a 1. In pieno recupero gli ospiti tentavano di riaprirla grazie a Spano che con una bordata di parabola micidiale, infilava la porta di Suma per il 3 a 2 finale. Ora per l’Altamura con i cinque punti di svantaggio dalla quinta posizione e a due dal Bitonto, primo immediato inseguitore, appare realisticamente difficile inserirsi in griglia play off.

Aversa – Francavilla, classica gara fra due compagini a rischio di retrocessione diretta o partecipazione alla griglia play out nella posizione peggiore, si affrontavano in terra campana con la speranza, più che la certezza di poter aspirare all’intera posta in palio. In effetti, la squadra di Lazic non entrava con la giusta mentalità per arpionare dei punti utili alla causa, anzi, dopo essere stati in doppio svantaggio, nell’ora di gioco, avevano un sussulto di orgoglio e cominciavano a macinare gioco, riaprendo il match con la rete della bandiera che potava dare, con maggior convinzione la spinta a tentare, quanto meno, il pareggio sicuramente risultato che sarebbe stato fondamentale per evitare lo scivolamento verso le due ultime posizioni in classifica. Nel primo tempo grande pressione dei padroni di casa che colpivano due legni, poi al 34°, la gara si sbloccava. Punizione, diretto da oltre trenta metri, di Ziello e una parabola tanto infida quanto precisa si infilava alla sinistra del portiere sinnico e l’ 1 a 0 era fissato, punteggio con il quale le due squadre entravano negli spogliatoi per l’intervallo lungo. Nel secondo tempo, pressing dei padroni di casa e raddoppio, quando dopo una respinta dell’estremo sinnico, la palla da fuori area veniva raccolta da un aversano e sul nuovo cross, Faiella, decentrato in area, effettuava un tiro con parabola insidiosa che faceva terminare la palla in rete. Sul 2 a 0 i campani avevano qualche altra occasione per andare sul tre a zero, ma l’incontro si riapriva quando Nolè da angolo permetteva di far incornare Leonetti che collocava la palla sull’angolo più lontano del portiere locale e l’ 1 a 2 dava l’impressione che gli ospiti potessero giungere la pareggio. Non accadeva più nulla perché la difesa normanna faceva buona guardia, al termine, si contrapponeva la grande soddisfazione dei padroni di casa e l’enorme delusione di Lazic e squadra per aver perso un match in cui erano riposte grandi aspettative in termine di punti.

Il Gravina di De Candia era opposto al Molfetta, formazione enigmatica, ma diretta sempre egregiamente da Strambelli. I murgiani avevano comunque bisogno di punti, perché, nonostante l’inversione di tendenza, nell’era dell’ex tecnico casaranese, la classifica era e rimaneva precaria. Gara che si sviluppava in grande equilibrio nella prima parte di tempo, ma nonostante una leggera supremazia locale il punteggio non si schiodava, Nella ripresa era Abayian che, incornando di testa, la sfera, a seguito di punizione battuta da Chiaradia, siglava l’1 a 0. Quindi la pressione murgiana continuava e dopo la mezzora, il solito Chiaradia, questa volta su punizione battuta direttamente in porta, trovava il raddoppio che chiudeva il match definitivamente ed i padroni di casa continuavano nella loro scalata alla migliore posizione in ottica play out.

Turno in cui la caduta della capolista ha fatto rumore, ma non troppo considerando anche gli stop, nell’ordine del Casarano, Bitonto, Altamura e Molfetta, dove solo il Picerno continua con la sua striscia di continuità, mentre l’Andria, con fare sornione, prende l’ennesimo risultato positivo che le permette di rimanere in orbita griglia play off. In coda invece, quasi fosse la “rivolta dei poveri”, tutte le squadre in griglia play off e quelle in posizione di retrocessione diretta hanno fatto punti ad eccezione del Brindisi, fermo per l’emergenza Covid e il Francavilla caduto nello scontro diretto di Aversa. Le attenzioni adesso andranno rivolte alla prossima giornata, quart’ultima dove si potrebbero intravedere alcuni orizzonti leggermente più chiari rispetto agli attuali.

Fabrizio Di Leo

Tags: Serie D/H
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