La 30^ giornata, alla vigilia con caratteristiche di importanza per le squadre al fine di stabilire una definitiva scala dei valori tecnici per il raggiungimento degli obbiettivi prefissati, è stata ad appannaggio del Taranto capolista, sotto osservazione dopo l’imprevisto K.O. casalingo, subito dal corsaro Portici.
A Molfetta, la capolista rossoblù giungeva con la solita lunga serie di indisponibili (tra infortuni e squalifiche) che costringeva mister Laterza, nella riconferma della struttura di base della squadra, ad immettere uomini, alcuni meno impegnati finora, altri utilizzati con il contagocce, visti i numerosi impegni, spesso infrasettimanali nei mesi scorsi, comunque che non avevano molto scalfito la compattezza della rosa ionica, tant’é che lo stop bruciante veniva classificato, dagli addetti ai lavori, come il classico incidente di percorso. Gli ionici, al Poli, contro la formazione di Bartoli, iniziavano di gran carriera per intimorire la formazione adriatica tesa a conquistare punti per rimpinguare, ulteriormente, il bottino buono per aver ottenuto, in tutta la tranquillità la permanenza in serie D. Dopo alcune incursioni verso l’area dei padroni di casa, al 23°, il primo squillo rossoblù, utile a spaccare il risultato. Dopo una traversa di Matute, la palla arrivava a Nicolas Rizzo il quale calciava in porta dal limite, trovando la deviazione di Diaz. Il Molfetta non aveva neanche il tempo di riordinare le idee per lo svantaggio che gli ionici colpivano ancora. Al 26°, cross in mezzo di Ferrara, Nicolas Rizzo non ci arrivava di testa, velo involontario per Diaby che batteva Rollo con il piattone destro. Micidiale uno/due rossoblù in 3 minuti. I padroni di casa ricevevano una botta che gli stordiva parzialmente, mentre il Taranto controllava il match fino all’intervallo. Nella ripresa, Strambelli, per i padroni di casa, cercava di mettere scompiglio nella difesa ionica, sempre attenta nelle chiusure e nell’ermeticità del portiere Ciezkowski, abile negli interventi più pericolosi e risultando come in molte occasioni, precedenti a questo match, tra i migliori. Dopo alcuni interventi interessanti dei due portieri e l’inizio della girandola delle sostituzioni, l’arbitro cercava di mantenere sotto controllo la gara, continuando a sventolare cartellini gialli (se ne conteranno tre a carico degli ionici a Diaby, Matute e Nicolas Rizzo, quest’ultimo per un venialissimo fallo per gioco pericoloso, cartellino che poi è risultato decisivo per l’espulsione rimediata nel secondo tempo), ma nonostante l’inferiorità numerica, il Taranto manteneva viva e desta l’attenzione al match, nonostante la rotazione delle sostituzioni che portava in campo, tra l’altro, Mastromonaco. Proprio quest’ultimo, all’86°, vedeva Versienti lanciato, dalla sinistra, in attacco lo serviva e, una volta entrato nell’area molfettese batteva il portiere Rollo, in uscita, facendogli passare la palla sotto le gambe. Era il 3 a 0 e la gara chiusa, anche se i padroni di casa, ancora una volta punti sull’orgoglio, si spingevano in avanti e, nel terzo minuto di recupero, Strambelli, realizzava un eurogol, battendo Ciezkowski con un sinistro al volo. Terminava così la trasferta in terra adriatica, ma nell’immediato dopo gara, mentre ci si accingeva a rientrare negli spogliatoi, le scene di entusiasmo per il risultato proveniente da Picerno, scatenava la gioia e la soddisfazione grande per aver allungato in classifica ed aver fatto scorrere un’altra giornata (meno quattro, al termine) con più certezze di mantenere le distanze sul Picerno.
Picerno – Casarano, come nelle previsioni, assumeva un’importanza drammatica nel risultato, soprattutto per i salentini, provenienti da tre sconfitte brucianti (due per di più, casalinghe) in ottica griglia play off, altamente a rischio. L’approccio della formazione di Orlandi era quello giusto ed infatti dopo le prime schermaglie, al 13° la formazione salentina passava in vantaggio. Azione di Sansone che trovava l’inserimento con un rimpallo fortuito, per Feola che con un sinistro trovava l’incrocio dei pali, per l’ 1 a 0 degli ospiti. I padroni di casa, punti nell’orgoglio e vogliosi in questa prima nel Curcio, ristrutturato, iniziavano a pressare la squadra ospite che si difendeva in maniera ordinata nonchè precisa e, nonostante tutto, al 38°, i melandrini giungevano al pareggio. Su un traversone di Stasi, Albadoro veniva messo giù e l’arbitro indicava il calcio di rigore. Dal dischetto era Esposito che trovava la sua 11 ^ rete personale stagionale. Le squadre andavano al riposo in parità e nel secondo tempo erano i padroni di casa a dettare tempi e ritmi, tanto che al 17°, la formazione di Palo, passava in vantaggio. Punizione del solito Esposito, pennellata di testa di Albadoro che trovava la rete del 2 a 1. A questo punto ospiti in disperata azione di controffensiva per tentare il pareggio, ma il tempo era tiranno nei confronti dei rosso azzurri salentini e Sansone impegnava severamente il portiere Giuliani che impediva alla sua rete di capitolare. Nel terzo minuto di recupero accadeva quello che nessuno, obbiettivamente, più si aspettava. Calcio d’angolo di Sansone, Giuliani non era assolutamente impeccabile e la palla, sfuggita dalle mani del numero uno, entrava in porta con il misto di meraviglia e gioia degli ospiti, per un pareggio a cui non credevano più, salvando la quinta posizione in classifica (ultima della griglia play off), ed evitando le critiche dell’ambiente casaranese, già pronto ad ogni sorta di mugugno. Distrutti erano i padroni di casa perchè le notizie provenienti da Molfetta li vedeva nuovamente allungare lo svantaggio dai 4 punti (sempre ipotetici per una gara in meno disputata) ai 6, contabilizzati al termine della gara odierna, ma la rincorsa continua, nei riguardi della lepre Taranto.
Altamura – Andria era il classico scontro tra due squadre abbastanza radicate nelle loro posizioni di classifica. I ragazzi di Monticciolo, distanti dalla griglia play off e la formazione di Panarelli si affrontavano per rafforzare le loro posizioni in classifica, ma soprattutto tentare di accrescere il loro bottino di punti per evitare sorprese in questo “anomalo” campionato, molto corto nei distacchi tra tutte le formazioni impegnate nel centrare i loro obbiettivi. Il primo tempo vedeva le due squadre inizialmente studiarsi, ma poi erano gli ospiti a prendere l’iniziativa e rimanere in pressione per tutta la prima frazione con l’Altamura che molto raramente si affacciava in area federiciana. Nella ripresa, la squadra di Panarelli, in questa occasione assente perché convalescente, aumentava il ritmo nonchè la pressione e passava in vantaggio. Dopo un batti e ribatti tra le due formazioni, Acosta, riprendeva un errato disimpegno difensivo murgiano e di destro dal limite, sferrava un tiro che si insaccava nell’angolo alla destra del portiere Donini. Altre occasioni erano a portata degli ospiti, ma il portiere locale chiudeva a due mandate la rete altamurana, fino a quando proprio allo scadere, la formazione della BAT andava al raddoppio. Calcio d’angolo di Bolognese, servizio per l’accorrente Stefano Manzo ed anticipando tutti, appoggiava in rete la marcatura del 2 a 0. Finiva qui, con gli ospiti soddisfatti, i locali, un pò meno visto che la zona play off si è allontanata in maniera considerevole ed il calendario, certamente, non potrà agevolarli.
Lavello – Fasano, doveva rappresentare per gli uomini di Zeman la svolta a questo campionato, etichettato enigmatico per la diversa resa tra i match esterni ed interni, ora anche tra le mura amiche divenuto complicato. La partita nel suo svolgimento ha visto una prevalenza, logica della squadra di casa, ma il Fasano era ammirevole nella sua semplicità e attenzione alle folate offensive dei giallo verdi che per tutto l’incontro hanno tentato di scardinare la difesa adriatica. Gli attaccanti locali, che a Casarano avevano demolito il muro difensivo salentino, nell’occasione, non riuscivano a violare la rete del Fasano e, al termine, il punto conquistato dagli ospiti era oro colato, mentre la delusione serpeggiava tra i locali, per aver sciupato un’altra, delle tante, occasioni per migliorare un quarto posto, ad un punto dal terzo (Andria), ma con lo stesso distacco dal quinto (Casarano) e a due (Bitonto), sesto e primo degli ipotetici competitors alla griglia play off. La preoccupazione di Zeman, ma di tutto l’entourage lavellese è lo scivolamento, causato dalle troppe occasioni che si stanno fallendo, soprattutto con le formazioni della media e bassa classifica, ma ora le ultime quattro giornate, non proprio agevoli, saranno indicative per la reale collocazione della formazione lucana.
Bitonto – Aversa era una gara dalle alte motivazioni dei neroverdi, alla rincorsa alla quinta posizione, ultima della griglia play off, mentre l’Aversa doveva conquistare punti per cercare di accorciare sull’ultima posizione delle squadre che conquisteranno la salvezza tranquilla senza l’assillo dei play out. La prima frazione di gioco si sbloccava, quasi subito, dopo nove minuti, quando una spinta ai danni di Taurino, veniva punita dall’arbitro con la concessione di un calcio di rigore che veniva realizzato con brivido da Lattanzio, per l’1 a 0 provvisorio. Non accadeva più nulla di rilevante, nella prima frazione, pertanto nella ripresa l’Aversa tentava il tutto per tutto, ed infatti al 5°, rigore per l’Aversa per un fallo subito da Faella da parte di Triarico. Dal dischetto era Messina a portare in parità l’incontro. Il Bitonto non affatto demoralizzato ripartiva con grande lena per tentare il nuovo sorpasso ed infatti, al 12°, comunque, i padroni di casa riuscivano a piazzare la giocata che sarebbe risultata vincente. Azione corale del Bitonto, passata dai piedi di Taurino, Di Modugno. Montinaro, Taurino e l’assist man di turno, Piarulli. Il passaggio filtrante di quest’ultimo, metteva in condizione Lattanzio con il portiere Papa, e lo stesso concludeva con rasoterra preciso e il risultato era fissato sul 2 a 1 . Non accadeva più nulla di pericoloso per la formazione di casa e al termine, la gioia per aver raggiunto il Casarano veniva stoppata dal pareggio in extremis dei salentini, a Picerno, pertanto ora il gap è solo di un punto e la corsa, inevitabilmente, dovrà essere completata nelle prossime ultime quattro giornate.
Cerignola – Gravina, match importante più per gli ospiti che per i padroni di casa, liberi da assilli di classifica, si preannunciava come una gara che avrebbe potuto riservare alcuni spunti interessanti, pur nella diversità degli obbiettivi e del risultato. Gli ofantini, come sempre. intraprendenti nella prima frazione, ma imprecisi nelle conclusioni per l’abile difesa degli ospiti, a cui il pareggio sinceramente poteva andare bene. Nella ripresa, i padroni di casa aumentavano l’intesa del proprio gioco e li ospiti, ancora più guardinghi erano in difesa della propria porta. Dopo pochi minuti, la formazione di De Candia in vantaggio. Su bella palla lavorata da Messori, con una traiettoria velenosa la palla veniva colpita e depositata in rete da Manzo, per la più classica delle autoreti. I cerignolani non ci stavano e cominciavano a tambureggiare nella metà campo ospite, per tentare quanto prima, almeno, di impattare il risultato. Imprecisione, un pò di fretta, non davano i frutti sperati, quindi nell’ultimo quarto d’ora, improvvisamente Loiodice inventava un cross, raccolto dalla testa di Allegrini ed il pareggio era confezionato. Quindi, quando tutto sembrava portare alla spartizione dei punti, prima occasione per passare in vantaggio con un rigore concesso ai cerignolani per un fallo subito in area da Malcore dal difensore De Gol, ma lo stesso Malcore sbagliava clamorosamente, calciando abbondantemente a lato. Quattro minuti, un’altra chance sempre su rigore per i padroni di casa, per un fallo in area di mani di un difensore ospite. Questa volta Malcore, cambiando lato realizzava il goal del 2 a 1. La gara si infiammava per la voglia degli ospiti di pareggiarla, ma il Cerignola non perdeva la testa e portava in porto una bella vittoria che, in linea puramente teorica, lo vede ancora in ottica play off, contrariamente al Gravina che con la sconfitta (dopo cinque risultati utili), rimane ancora ancorato alla zona play out.
Francavilla – Nardò, ennesima occasione sciupata per i ragazzi di Lazic di conquistare l’intera posta, contro la tranquilla formazione neretina di Danucci. La gara era disputata in modo tranquillo dagli ospiti, mentre i padroni di casa, sì alla ricerca dei tre punti, ma chiaramente senza rischiare di rimanere a secco al termine dei 90° e passa minuti. Al termine del match, il pareggio risultava essere il risultato più giusto, ma un punto per uno, soprattutto per i sinnici, in una domenica in cui le dirette concorrenti (Gravina, Aversa e Puteolana si sono fermate) hanno segnato il passo, può essere ossigeno ad una classifica che rimane asfittica e pericolosa in ottica lotteria play out
Portici – Puteolana, derby della provincia di Napoili, era anche un match da ultima spiaggia per entrambe. La posizione di entrambe, alla vigilia, non incoraggiava ad assistere ad un confronto vibrante tra le due formazioni perchè gli ospiti, pure sperando in un colpo da 90°, utile ad evitare l’ultima scomoda posizione, dovevano fare attenzione a non perdere. Invece, dopo due minuti una sortita locale consentiva a Prisco, su rigore a sbloccare il match e portare in avanti la squadra di casa. I flegrei, leggermente intontiti tentavano di impensierire il portiere locale, ma la massima attenzione da parte della difesa porticese, non consentiva la rete del pareggio. Nella ripresa sempre locali in avanti ed era D’Acunto che raccoglieva un cross proveniente dalla fascia destra e di piattone depositava in rete per il 2 a 0. Poi l’aggressività dei padroni di casa si manifestava quando Prisco rubava una palla e, una volta in area, veniva atterrato da un difensore e atterrato in area, tale da portare all’assegnazione del secondo rigore di giornata e l’espulsione del flegreo Granata. Alla trasformazione andava lo stesso Prisco ed il risultato era di 3 a 0. Quindi, a meno di un quarto d’ora, un nuovo intervento del portiere sul partenopeo Grieco e terzo rigore di giornata per il Portici che lo stesso attaccante locale lo trasformava per il 4 a 0 finale.
Giornata quindi pro Taranto, con un incontro in meno al termine della stagione regolare, mentre in coda, il secondo rinvio del Brindisi, lo portava al penultimo posto, in concomitanza della vittoria del Portici, ora distante, assieme al Gravina, di tre punti e pertanto le prossime gare la formazione di Cazzarò dovrà affrontarle con il sangue agli occhi.
Fabrizio Di Leo













