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Serie D/H, Corado-Gol ed il Taranto è sempre più capolista!

Il Picerno rimane in scia, ma restano fitte ombre per via della rete annullata al Brindisi. Gol assolutamente regolare non convalidato alla compagine allenata da Cazzarò

La 31^ giornata di campionato sarebbe dovuta essere importante per i risvolti che alcuni risultati avrebbero potuto far orientare la lotta al primato, alla composizione della griglia play off e la retrocessione in Eccellenza. Le risultanze per la lotta la primato, al termine dei 90 e passa minuti, sono state interlocutorie, uno scossone roboante per la composizione della lotteria play out, alcuni aspetti dai toni cupi per alcune partecipanti ad evitare la caduta nel baratro dei campionati regionali di Eccellenza.

Il Taranto di Laterza, allo Iacovone, ospitava l’Altamura di Monticciolo (squalificato nell’occasione e presente in tribuna), fondamentalmente tranquillo per la permanenza acquisita da alcune settimane (a maggior ragione con la cancellazione dei play out), arrivato in riva allo Ionio per disputare una gara tranquilla, ma per mostrare le qualità che l’ha contraddistinto in tutto il campionato. Il tecnico rossoblù, anche in questa occasione, ma non è una novità, ha dovuto per l’ennesima volta cambiare gli interpreti che grazie all’ampia rosa ricca di tecnica, qualità ed esperienza ha permesso, già dall’inizio gara, di essere predominanti nel gioco, ma la tranquillità in fase difensiva dei murgiani non consentiva agli stessi di essere pericolosi, se non in una occasione con il difensore Gambuzza. Nella ripresa, dopo otto minuti, l’occasione che, cercata, poteva dare la svolta al match, arrivava su un piatto d’argento. Il lungo lancio di Tissone dalla metà campo rossoblù, giungeva verso Corado marcato da Pantano. L’attaccante argentino, ingannava il difensore bianco rosso e si presentava solo davanti al portiere Donini e con un rimbalzo tra palla e portiere la palla ritornava allo stesso Corado che l’appoggiava, nella rete sguarnita, per l’1 a 0, che sarebbe stato il risultato finale, in quanto il Taranto controllava il match, amministrandolo, mentre l’Altamura tentava una flebile reazione, ma la linea difensiva ionica concentrata ed attenta consentiva di portare in porto un successo con tre punti molto importanti nella lotta al primato, ancora in corso. Dopo gara agro dolce, in quanto la soddisfazione era per aver continuato la striscia positiva (post Portici), convinti che il risultato maturato a Brindisi, dal Picerno, permetta di continuare il “braccio di ferro” tra i due club, non soltanto sul campo, che potrà definirsi tra due settimane, in occasione della penultima giornata stagionale.

Al Fanuzzi, il Brindisi di Cazzarò ospitava il Picerno di mister Palo, in un match dai toni molto elevati vista l’importanza della posta in palio, in considerazione degli obbiettivi, diversi, ma ugualmente vitali per le due formazioni, quale completamento del percorso, iniziato nel settembre 2020. La formazione adriatica, conscia del valore dell’avversario si presentava al match convinta di fare molto gioco e tenere massima attenzione nella fase difensiva per limitare gli attacchi, probabili, della formazione melandrina, anch’essa assetata di punti, per rimanere in scia della capolista Taranto. la gara , nella prima frazione scivolava via, con il Brindisi intento a non scoprirsi e ospiti in attesa di poter piazzare il colpo del Ko. Nella ripresa, dopo pochi minuti melandrini in vantaggio, una palla smistata a Pitarresi, dava la possibilità, a quest’ultimo, di piazzare la palla nell’angolo più lontano del portiere adriatico e portare sull’ 1 a 0. Subito dopo alcuni minuti, si verificava l’episodio che scatenava le polemiche e creava uno stato di tensione, palpabile nella parte conclusiva del match, nell’arroventato post gara. Una punizione dalla sinistra di Calemme, faceva giungere la sfera in area che sulla linea di porta veniva deviata maldestramente da un difensore lucano e la stessa giunta a Forbes, consentiva a quest’ultimo di colpirla e spedirla in rete, prima dell’impatto involontario con il portiere Giuliani. Mano nei capelli degli atleti lucani, per disperazione, tranne uno di loro che invocava un ipotetico fallo subito dall’estremo difensore, brindisini in festa per il marcatore adriatico a segno, assistente che si avviava al centro campo e lo stesso arbitro che indicava il centrocampo. Nel frattempo che l’assistente veniva avvicinato dai componenti della panchina ospite, l’arbitro si avvicinava per ordinare di rimanere ai loro posto, quindi richiamato dai giocatori ospiti, si portava sul luogo dove Giuliani era a terra e richiamava i sanitari melandrini ad intervenire. Subito dopo, quando il, portiere si rialzava, annullava il goal ed ordinava una punizione per una carica al portiere che scatenava le proteste locali e di cui ne faceva le spese Cazzarò. La continuazione dello spezzone di frazione, era giocata con massima tensione, poi negli spogliatoi i vertici societari e il Direttore sportivo, lanciavano strali nei confronti del Picerno, sulla comunità della Città lucana ed era il via ad una settimana che sicuramente sarà improntata sulle polemiche per la decisone arbitrale a loro avversa.

Andria – Portici, risultava una gara molto importante per entrambe i club per raggiungere i rispettivi obbiettivi. Nella prima frazione, fondamentalmente, con un’ampia fase di studio, le due formazioni si fronteggiavano, ma erano gli ospiti a fare la gara anche se, prima dell’intervallo, Stefano Manzo, ex rossoblù, con un tiro da fuori area, siglava l’ 1 a 0 che poi i partenopei non riuscivano più a recuperare e che permetteva ai federiciani di Panarelli (nell’occasione assente per problemi di salute) di continuare la corsa sul Picerno, secondo in classifica, ma nel contempo inguaiava gli ospiti campani, perché lo stop li manteneva penultimo posto (in compagnia del Brindisi), per una roulette quella che porterà due club alla retrocessione nella categoria inferiore.

Il Lavello di Zeman, altro competitors per le posizioni della griglia play off, si recava a Gravina , in un campo ostico dove le big hanno incontrato soverchie difficoltà, ma dall’avvento di mister De Candia, il passo è divenuto accelerato e dal profondo rosso (ultima posizione), al momento, la squadra giallo blu murgiana è ancora in lotta per potersi salvare. Al “Vicino” di Gravina, la formazione locale giocava una partita molto aggressiva per poter puntare alla posta piena, nei confronti di un avversario quotato e con un attacco che faceva paura, note le potenzialità del reparto offensivo. Nella prima frazione la voglia dei padroni di casa e le eventuali ripartenze ospiti per colpire la difesa gravinese, non portavano entrambe le squadre a conclusioni impegnative anche se i padroni di casa si lasciavano preferire per il volume di gioco espresso, ma, all’intervallo, il pareggio risultava gradito più agli ospiti che ai padroni di casa. Nella ripresa, dopo un minuto, il Gravina in vantaggio. Era Toskic che con una “sassata” da fuori area, coglieva l’angolo più lontano della porta lucana e portava in vantaggio i murgiani. Dopo otto minuti, il Lavello al pareggio. Burzio, dopo una galoppata sulla fascia sinistra, crossava al centro dove il liberissimo Liurni batteva a rete, superando il portiere gravinese. Da questo momento, i locali tentavano di superare la difesa ospite, ma le eventuali occasioni o erano imprecise o i portieri bloccavano i tiri degli attaccanti. Finiva così, 1 a 1 e nel dopo gara, sicuramente i gravinesi erano contenti per il punto che li mantiene in corsa per la salvezza, davanti ad altre due avversarie (Portici e Brindisi).

Il Casarano di Orlandi, nell’ultimo periodo in caduta libera, ospitava il Bitonto di Loseto, un team che era alla ricerca di punti utili per entrare in zona play off, ma la prestazione dei salentini risultava imbarazzante. L’inizio di gara vedeva le due formazioni cercare di superarsi, poi al 15°, un lancio dalla metà campo bitontina, innescava Lattanzio che ricevuta la palla si presentava in area rosso azzurra e batteva il portiere salentino per l’ 1 a 0 e la grande gioia della squadra nonché della panchina. Non era finita perché i nero verdi di Loseto insistevano e dopo aver rischiato il pareggio avevano l’occasione e per il raddoppio, poi, il portiere Guido per mettere una pezza ad un clamoroso errore difensivo veniva espulso per fallo da ultimo uomo, nei pressi della linea di metà campo ed il match, fermo sull’1 a 0, nella ripresa assumeva un altro aspetto, vista l’inferiorità numerica dei padroni di casa. Nel secondo tempo il ferito Casarano tentava in tutti i modi di riaprire il match, ma gli attacchi risultavano vani ed anzi erano i bitontini ad andare al raddoppio, a due minuti dal novantesimo, quando Tedesco trovava una conclusione a giro che sorprendeva il portiere di riserva locale, poi sul 2 a 0, il Bitonto prima sfiorava il tris, quindi lo trovava quasi alla fine del recupero quando Palazzo batteva a rete, il portiere respingeva e Tedesco, in tap in, realizzava il 3 a 0. Grandissima gioia ospite, nel post gara, innanzi tutto per la vittoria nettissima, quindi l’entrata in zona play off (attualmente al 5° posto) e ribaltata la situazione degli scontri diretti che tagliava fuori, in caso di arrivo in volata, i salentini (3 a 1 per il Casarano all’andata fu il risultato) per una blindatura, a tutti gli effetti, nei confronti della formazione di Orlandi.

Ad Aversa si giocava una gara importante per i casertani, ancora invischiati nelle zone basse della graduatoria ed il Cerignola, ancora ferito dall’inopinata sconfitta subita al Fanuzzi e che ha lasciato strali da parte degli ofantini per l’assegnazione del rigore, decisivo per il risultato. Gara impostata sulla aggressività e velocità tanto che già al 19° minuto, Malcore sbloccava il risultato. Verde rubava palla a centrocampo, poi lanciava la stessa al veloce Malcore che entrato in area, convergeva, scartava il suo diretto avversario e con un diagonale batteva il portiere locale. All’intervallo, vantaggio ofantino e nella ripresa subito raddoppio ospite. Era Malcore che crossava una palla deliziosa che Verde di testa spediva in rete per il 2 a 0. I padroni di casa iniziavano a tambureggiare verso la difesa ospite e i loro sforzi venivano premiati alla mezzora quando Capone, con una conclusione mancina, indovinava l’angolo più lontano, alla destra del portiere cerignolano e sull’ 1 a 2, erano gli ospiti a sfiorare il tris che arrivava, in pieno recupero con Verde che lanciato verso l’area aversana, s’involava solo e, appena entrato, trafiggeva il portiere campano per il 3 a 1 finale. Post partita amaro, ancora una volta per i locali e polemiche sull’arbitraggio che avrebbe tarpato le ali all’Aversa sull’ 1 a 0 ospite, mentre i dauni, con la vittoria, ripartivano alla conquista di altri punti per fornire soddisfazioni ai propri sostenitori.

Nardò – Molfetta, un incontro classico di centro classifica (con un’ipotetica ancora speranza di entrare nei play off da parte dei neretini), rappresentava una gara in cui il bel gioco avrebbe dovuto prevalere. In effetti la formazione di Danucci non aveva alcuna difficoltà a superare gli adriatici e subito dopo dieci era lo svedese Tornros, in girata, a bucare la porta ospite. Poi erano sempre i padroni di casa a cercare la via della rete, ma i maggiori rischi li correvano i neretini, fino al 39°, quando Gallo imbeccato da un compagno piazzava la palla del 2 a 0. Nella ripresa, uno – due micidiale per i padroni di casa. Prima era Tornros che raccoglieva di testa un cross di Potenza, dalla fascia sinistra e depositava la sfera in rete per il 3 a 0, poi era lo stesso Potenza, che sfruttando un buco nella difesa ospite, dalla fascia sinistra, faceva partire un tiro micidiale per il portiere adriatico e firmava il poker. Sul 4 a 0, un momento di rifiatare per i padroni di casa, associato ad un rilassamento della squadra, visto il largo vantaggio, permetteva agli ospiti prima di realizzare il goal de l’1 a 4 con Ventura che spediva, in rete, una palla passata di testa da Di Bari, quindi tre minuti dopo era il giovane Massarelli a ridurre il passivo con una staffilata da fuori area che si infilava all’angolo destro della porta ospite. Il Nardò si risvegliava e tentava di incutere timore agli adriatici, ma terminava così con la zona play off ora a tre punti e tre giornate da giocare, in cui tutto potrebbe accadere, mentre il Molfetta, attende, trascinandosi con stanchezza, la fine del campionato in cui ha raggiunto, con largo anticipo, la programmata tranquilla salvezza.

Fasano – Francavilla, era un match che rappresentava un pezzo di serie D da salvare, per la formazione di Lazic, in attesa del rush finale, molto delicato ed impegnativo. Grazie ad una palla inattiva, sfruttata a dovere dai sinnici, al 19° del primo tempo, il Francavilla vinceva la gara. Nell’occasione, una punizione battuta da Galdean dalla fascia sinistra, un vero e proprio corner corto, veniva deviata da Aleksic e Cabrera, appostato sul secondo palo, la spingeva in rete. Il risultato si sbloccava e da questo momento i padroni di casa in avanti alla ricerca del pari, ma i sinnici erano abili a costruire un bunker davanti la loro porta che impediva, alla formazione adriatica di coronare lo sforzo con il goal liberatorio. Finiva così la gara con il Fasano, salvo (a sette punti dal penultimo posto composto dalla coppia Portici e Brindisi) ed il Francavilla alla ricerca di altri due punti, minimo bottino, per essere al riparo da qualsiasi sorpresa.

Puteolana – Sorrento, derby campano della provincia partenopea, assumeva toni decisamente importanti per i flegrei che dovevano fare punti, ad ogni costo, per schiodarsi dall’incomoda posizione di ultimi della graduatoria. Gara inizialmente improntata ad una lunga fase di studio che si interrompeva al 23°, quando i flegrei trovavano il vantaggio. Una punizione dalla sinistra di Ragosta, trovava, con il cross, la testa di Guarracino che la deviava nella porta flegrea per il vantaggio, tutto sommato, giusto per il gioco prodotto. Nei restanti minuti, gli ospiti tentavano di impensierire il portiere puteolano, ma le conclusioni risultavano imprecise, anche se il Sorrento continuava ad imbastire qualche azione di gioco che chiaramente teneva in apprensione la difesa. Al 28°, il match subiva un sussulto che sarebbe risultato decisivo. I costieri, intenti a trovare la giocata fine e decisiva, andavano al pareggio. Calcio d’angolo alla sinistra del portiere flegreo e Mezzavilla con un balzo elevatissimo, di testa, impattava la palla che finiva in rete. Il goal, da un lato cercava di spronare i locali, dall’altro li limitava nella paura, concreta di potersi scoprire e rischiare di perdere anche il punto che, a fine gara, comunque, risultava essere meritato, ma la distanza dalla coppia di penultimi (Portici e Brindisi) rimaneva a tre punti, con una giornata in meno da giocare.

Questi risultati risultati interlocutori per la lotta la primato, importanti per la composizione della griglia play off, pesanti se non addirittura decisivi per indicare quali i club che lasceranno la quarta serie, dimostravano ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno di esplicitarlo ulteriormente, il grande equilibrio del girone H non livellato in basso, ma verso il medio alto profilo, se non altro per la qualità delle gran parte delle rose a disposizione dei tecnici, a dimostrazione degli investimenti che vengono profusi per affrontare le difficoltà sostenute in questo campionato “anomalo” per certi aspetti.

Fabrizio Di Leo

Tags: Serie D/H
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