Protagonista dell’annata calcistica del Taranto 1991-1992 è Giuseppe Ferazzoli, centrocampista che ha collezionato nella sua carriera tante presenze in serie B con le maglie tra le altre di Como, Taranto, Pescara, Piacenza. Attuale allenatore dell’Agropoli formazione campana inserita nel girone H, il tecnico romano è stato anche allenatore in seconda di Mister Del Neri sulla panchina dell’Udinese. Noi lo abbiamo contattato per parlare della storia passata del Taranto e per sapere qual è il suo punto di vista sul girone H che ha preso il via domenica scorsa.
Quali sono i suoi ricordi di Taranto, di quell’anno trascorso in riva allo Ionio e del Presidente Carelli? Quell’anno riusciste a compiere una vera impresa salvando la Serie B…
Quella partita ad Ascoli con la Casertana non me la potrò mai dimenticare anche perché fui l’autore dell’assist per Fresta che fece gol. Di Taranto ho un ricordo splendido perché dai tifosi sono sempre stato trattato bene. Quell’anno ci furono dei problemi perché la squadra fu allestita con giocatori come Lorenzo, Ciro Muro, Soncin, Turrini, D’Ignazio, Mazzaffero, Bistazzoni che avrebbe dovuto disputare un ottimo campionato ma ci furono dei problemi. Però vorrei anche ricordare la formazione con la Casertana, che annoverava tra le sue fila il portiere Bucci, Carbone, Petruzzi, Statuto. Si tratta di tutti giocatori che poi hanno giocato in serie A. Questo testimonia il livello di quel campionato. Lo spareggio fu una gioia indescrivibile, lo stadio era tutto pieno e noi ottenemmo un risultato che meritammo sul campo.
L’affetto dei tifosi del Taranto nonostante tante delusioni in questi anni non è mai scemato…
Io credo che il Taranto meriti almeno la serie B per la città che è. Purtroppo spesso sono state allestite ottime squadre ma non è facile salire dalla serie D. Quest’anno oltre al Taranto che ha un’ottima società, ottima squadra con un allenatore esperto ci sono formazioni come il Foggia, il Bitonto, Il Cerignola e lo stesso Casarano. In questo momento le squadre pugliesi sono quelle economicamente più potenti che si sfideranno per la Lega Pro. Il Taranto rientra in questo novero di squadre.
Che ricordo ha del presidente Donato Carelli? Che persona era?
A parte il fatto di essere stato il mio presidente, di esserci salvati e di aver fatto un grande anno ci trattava molto bene. Il lunedì io e Turrini con le relative consorti andavamo all’ippodromo da lui e mangiavamo solo a base di pesce, qualche volta non ci faceva neanche pagare. Era una persona eccezionale e buona di spirito.
Qual’è il suo punto di vista in questo campionato? Già domenica ci sono state diverse sorprese…
Purtroppo i numeri contano poco, conta chi fa i gol e chi non li subisce. In questo girone ci sono 4-5 squadre pugliesi molto attrezzate.
Mi da un parere sulla regola degli under?
Dovrebbero giocare solo quelli bravi e non tutti solo perché sono under. Ma questo è un discorso complesso. Negli anni i giocatori under poi non hanno una carriera brillante. Vengono mandati in campo quando non sono veramente pronti. Compongono però il 50% della rosa e si parte da loro. A lungo andare in questo campionato ci può stare la sorpresa.
Qual è l’obiettivo dell’Agropoli?
Abbiamo iniziato in ritardo e domenica abbiamo vinto una partita che ci da morale contro una squadra che per me centrerà i play-off, parlo del Sorrento del mio amico Maiuri. Abbiamo tanto da lavorare, già domenica abbiamo una sfida dura contro il Foggia che dopo il brutto inciampo di Fasano si vorrà rifare, noi comunque non staremo a guardare.
Andrea Loiacono














