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Ragno, “Per vincere dobbiamo remare tutti in un’unica direzione”

Poco più di una settimana per ordinare i pensieri e mettersi subito all’opera per allestire il Taranto che verrà, quello che vuole recitare un ruolo da protagonista sotto la sua guida tecnica: Mister Nicola Ragno ha dovuto attendere un bel po’ prima di approdare in riva allo Ionio ma adesso si gode il momento in attesa di dirigere i primi allenamenti.
Come ha trascorso questa prima settimana da allenatore rossoblu? Quali sono le sue sensazioni?
Questi giorni li ho vissuti mettendomi all’opera per tutto quello che c’è da fare per cominciare nel migliore dei modi questa stagione. Mi riferisco alla costruzione della squadra e all’organizzazione per il ritiro e le situazioni logistiche riferite anche allo staff tecnico. Stiamo curando tutti i particolari per farci trovare pronti al primo giorno di raduno che è il 22.
In questa settimana sono arrivati calciatori come Giappone, Manzo, Allegrini, calciatori che lei conosce bene. Con la riconferma di Ferrara si può ritenere completo il reparto difensivo o con il ritorno di Pelliccia si può integrare ulteriormente il pacchetto arretrato?
Sicuramente tra under e over stiamo cercando di essere almeno 6-7 elementi. Adesso abbiamo tre over e stiamo analizzando se prenderne un altro mentre gli under sono tre. Se dovessimo schierare gli under dietro bisogna averne almeno tre. La trattativa con un 2001 è in dirittura d’arrivo e un altro paio sono in procinto di firmare.
Gli over dovranno adattarsi agli under; adesso la linea mediana è quella che dovrà essere completata. Si è parlato dell’arrivo di Cerone e Matute; potrebbero fare al caso del Taranto? Mentre per quanto riguarda gli under, Bonavolontà ha lasciato un bel ricordo a Taranto…
Noi abbiamo cercato di lavorare su tutte e tre le linee, non abbiamo badato solo all’attacco. Stiamo cercando di fare una squadra completa almeno all’85%. Non si è dato priorità alle punte o ai difensori ma abbiamo rispettato gli appuntamenti con i giocatori che in quel momento ci avevano dato disponibilità. Ma il centrocampo non è affatto trascurato, stiamo lavorando per assicurarci almeno un altro under e un altro over. In questo momento dovremmo partire con 2 over e 3 juniores ma poi penso che si aggiungerà un terzo over. Ho parlato con la società e le ho detto che prima voglio vedere la squadra e poi mi esprimerò sul tipo di centrocampista di cui abbiamo bisogno. Bonavolontà è un nostro obiettivo; speriamo di riuscire a prenderlo. Per il resto ci sono 4-5 elementi che stiamo valutando. Matute e Cerone hanno caratteristiche diverse ma ci farebbero comodo entrambi. Però dobbiamo stare attenti a non sforare il budget messo a disposizione dalla società. Dobbiamo prendere giocatori adatti alla piazza di Taranto. Quelli che abbiamo preso, conoscendoli, ritengo che lo siano. Poi è sempre il campo che emette i verdetti.
Presupponendo di partenza il 3-5-2 e comunque una squadra duttile, sugli esterni al momento abbiamo il solo Oggiano e, se dovesse arrivare, si aggiungerebbe Guaita. Lei ha notizie circa l’approdo dell’argentino in rossoblu?
Parto dal presupposto che il 3-5-2 è una soluzione ma non sarà l’unica. Noi stiamo cercando la soluzione migliore che faccia rendere la squadra al massimo. I moduli che si possono esprimere sono tanti, dal 4-2-3-1 al 4-4-2. Ho avuto la fortuna di aver vinto con tutti i moduli. Voglio sfruttare le caratteristiche dei giocatori; se i giocatori mi danno determinate garanzie bene, altrimenti si cambia. Capirò subito le caratteristiche di alcuni giocatori e insieme sfrutteremo le loro abilità. Non li voglio costringere ad un modo di calcio prestabilito. Il mio modo di fare calcio deve essere applicato in tutti i moduli. Sia nella fase difensiva che offensiva dobbiamo essere bravi a cambiare in corso d’opera. Io parlerò molto con i giocatori che dovranno assimilare il mio credo calcistico.
Come vede la collocazione di Genchi in campo? Lo immagina più punta o a svariare sul fronte offensivo?
A me le punte esterne non piacciono molto. Le punte devono stare davanti alla porta e vicine fra loro. Anche per Genchi varrà il discorso di movimenti fatti sui tempi giusti. Lavoreremo su questo all’inizio. Con Oggiano, Genchi, Favetta, Croce, D’Agostino e l’altro che arriverà dovrò fare delle coppie; sono tutti giocatori di qualità negli ultimi 30 metri che poi dovrà diventare quantità quando ci si dovrà difendere. Tutti dovranno fare le due fasi di gioco.
Che tipo di responsabilità ha il Taranto e come la avverte lei? Quella di Taranto è forse l’esperienza più importante della sua carriera…
Io avverto questo grande entusiasmo nei miei confronti; la gente è chiaro che pretende da me. Io faccio del lavoro la base principale del successo. Io lavorerò molto con i giocatori per raggiungere l’obiettivo richiesto dalla società; questo è un campionato difficilissimo ma non mi spaventa. Non guardo le altre squadre, le rispetto ma guardo in casa mia, alla mia tifoseria e alla mia squadra. Taranto ha tutte le opportunità per fare bene ma ci vuole ottimismo e lavoro. Arrivo in un momento particolare della mia carriera, ho la maturità giusta per affrontare una sfida come Taranto. Tanti allenatori qui non hanno centrato l’obiettivo. La tifoseria è delusa ma questa per me è una grande sfida. La vivo senza pressione, tranquillamente; ho dato il meglio di me in tante piazze riuscendo quasi sempre a raggiungere gli obiettivi. Ho grande entusiasmo, voglio riconquistare la categoria del professionismo in una piazza blasonata come Taranto.
Che tipo di girone si aspetta? Il girone H potrebbe annoverare 11 squadre pugliesi. Bitonto, Casarano, Giugliano, Andria, Brindisi: sono solo alcune delle squadre che si stanno rinforzando di più. Come si vince questo torneo?
Sarà un campionato difficilissimo ma avvincente e bello. Le insidie saranno sempre dietro l’angolo e noi dobbiamo farci trovare preparati. Come ogni anno avremo un periodo difficile ma non mi spaventa. Siamo tutti consapevoli del nostro obiettivo e questo lo possiamo raggiungere se tutte le componenti, tra cui la società, la squadra, la stampa e la tifoseria, remeranno verso un’unica direzione.
Andrea Loiacono
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