Nella stagione 1992/1993 il Taranto giunge al terzo anno consecutivo di cadetteria, ma ha seri problemi economici. Il presidente Carelli è costretto ad effettuare qualche cessione sofferta: Brunetti, D’Ignazio, Ferazzoli e Turrini fanno le valigie non venendo degnamente sostituiti. L’anno inizia in maniera drammatica e la prima vittoria, 2-0 ai danni della Spal, giungerà addirittura alla quattordicesima giornata dopo sei pareggi e sette sconfitte. Nell’ultima gara del ’92, dopo la sconfitta per 2-0 ad opera della Fidelis Andria, Carelli decide di esonerare Giampiero Vitali nominando Giuseppe Caramanno nuovo allenatore. Il cambio in panchina, però, non porta grandi vantaggi ed il Taranto in grave crisi e con i calciatori che minacciano la messa in mora, scivola mestamente verso la Serie C.
Nonostante i malumori, la squadra continua ad impegnarsi, ne è la dimostrazione la terzultima giornata nella quale il Taranto ospita un Bologna desideroso di raccogliere punti fondamentali per la propria salvezza.
Gli undici scelti da Caramanno sono Simoni, Piccinno, Prete, Zaffaroni, Amodio, Enzo, Nitti, Camolese, Lorenzo, Muro e Soncin. Risponde Cerantola con Pilato, Tarozzi, Baroni, Evangelisti, Sottili, Porro, List, Anaclerio, Pessotto, Casale e Troscè.
Il match per i rossoblu pugliesi parte subito in salita con un evidente errore del sig. Chiesa di Milano che punisce un retropassaggio nettamente involontario di Soncin, raccolto con le mani dal portiere Simoni, con un calcio di punizione in area. Sul punto di battuta si porta Baroni che trafigge l’estremo difensore tarantino all’ottavo minuto. Qualche minuto dopo è Gianluca Pessotto a rendersi pericolosissimo, battendo nuovamente Simoni ma colpendo la traversa che gli nega la gioia del gol.
A otto minuti dalla fine il Taranto reagisce affidandosi al potente sinistro di Soncin che dal limite dell’area porta nuovamente l’incontro in parità e suona la carica ai propri compagni. Il Taranto, infatti, torna in campo con grande convinzione ed al terzo minuto Camolese scaglia un bolide verso Pilato, con il medesimo risultato dell’avversario Pessotto. Palla che si stampa sulla traversa dopo una leggera deviazione del portiere emiliano. Al tredicesimo della ripresa Nitti lascia il posto a Bertuccelli che quattro minuti dopo rimpolperà il conto dei legni colpiti con un tiro che pare la fotocopia di quello di Camolese.
Alla mezzora tutta la classe e l’eleganza di Ciro Muro sblocca il risultato: il fantasista campano realizza una stupenda punizione, insaccando la sfera sul palo del portiere che non ha neanche il tempo di tuffarsi. Una rete stupenda, che rende il finale di stagione tarantino meno amaro. Il Bologna vuole salvarsi e non si arrende, il neo entrato Barbieri mette infatti il proprio nome a referto con una zampata dagli sviluppi di un corner. Due a due che sa di beffa per gli ionici che fino a quel momento avevano meritato il vantaggio.
Il Taranto è furente e vuole portare con sè in terza serie la squadra emiliana. Ciro Muro colpisce la quarta traversa del match facendo registrare un vero e proprio record, sempre su calcio di punizione, sua specialità. Proprio quando il match sembra spegnersi con un punto a testa per le due compagini, Prete magistralmente servito da Castagna realizza il tap-in vincente che regala ai rossoblu pugliesi una bellissima vittoria e condanna il Bologna ad una quasi certa retrocessione.
Gabriele Campa















