Abbiamo intervistato Gianvito Plasmati, doppio ex della sfida di domenica tra Taranto e Catania, il quale ai nostri microfoni ha espresso i suoi pareri in merito alle esperienze con le maglie di entrambe le compagini che domenica si affronteranno allo Iacovone.
Domenica allo Iacovone andrà in scena la sfida tra Taranto e Catania, che gara si aspetta?
Non credo sarà una partita entusiasmante, magari poi il campo dirà il contrario. Si affronterannodue squadre che vengono da una serie di risultati non positivi, con il Taranto abbastanza rimaneggiato a livello di organico, e il Catania che sta affrontando i noti problemi societari. Mi aspetto una partita tirata e abbastanza nervosa.
Cosa porta dentro delle esperienze sia con la maglia del Taranto che con la maglia del Catania?
Ho un ricordo straordinario di entrambe le esperienze. Taranto è la città che mi ha fatto esplodere, abbiamo fatto cose straordinarie con la squadra e ci è mancato pochissimo per fare il miracolo di arrivare in serie B. Catania invece è stata la piazza della mia consacrazione, la squadra con la quale ho giocato in serie A, e alla quale sono un pò più legato rispetto a Taranto perché in Sicilia ho trascorso più anni della mia carriera. Ciò non toglie il mio grande legame anche con città di Taranto.
Quanto è importante, secondo lei, il ritorno dei tifosi allo stadio, visto che conosce bene il clima di due stadi come lo Iacovone e il Massimino?
Il ricordo che porto dentro dello Iacovone, aldilà dell’annata passata a Taranto da calciatore, è quella di un Taranto-Chieti, che era il posticipo serale del campionato del 2001/2002, una gara nella quale il Taranto si giocava i playoff e io ho assistito alla gara con uno stadio che contava 25.000 persone, e una cornice di pubblico da serie A. Di Catania, ricordo il Massimino negli anni della serie A, quando la domenica nelle partite casalinghe si registrava molto spesso il tutto esaurito. Oggi è triste vedere gli stadi non pieni, sia per via delle restrizioni anti-Covid, ma anche perché non c’è più la vicinanza dei tifosi degli anni passati. Il tifo è troppo importante per una squadra di calcio, bisogna che la gente riempia sempre più gli stadi.
Qual è il suo ricordo più bello con la maglia del Taranto?
Ho tanti ricordi belli con la maglia del Taranto. Probabilmente se devo sceglierne uno, è il mio primo gol segnato in un’amichevole, perché quando arrivai a Taranto ci fù la sosta, noi giocano un’amichevole e segnai quel gol che per me ha rappresentato la scintilla per un’annata ottima a livello personale e di squadra. Da quel momento iniziammo una cavalcata che ci ha portato fino ai playoff, e ho la certezza che se avessimo cominciato la stagione con quella formazione usata dopo il mio arrivo, avremmo vinto il campionato.
Giampiero Laera













