La 20^ giornata di campionato, ultimo turno dell’anno solare 2021, ha confermato la fuga del Bari che, al San Nicola, non ha avuto problemi a battere il Potenza, ormai con certificata difficoltà nel tenere il passo alla ricerca della permanenza in serie C. Alle sue spalle, il Monopoli di Colombo, ritorna all’inseguimento della capolista Bari, grazie al blitz compiuto al Massimino di Catania, superando gli etnei (distratti da altre vicende extra calcistiche) di giustezza. La Turris di Caneo, in netta progressione, nelle ultime settimane, affrontando il Taranto di Laterza, pensava di poter arpionare altri tre punti per rafforzare la sua già brillante classifica, confermando la invidiabile posizione, nella griglia play off. Gli ionici, invece, con una tattica giusta, superavano i corallini e balzavano nuovamente in zona play off. Sempre, in Sicilia, l’altra forte rappresentante isolana, il Palermo, cadeva, sorprendentemente, a Latina, al cospetto di un avversario molto tosto tra le mura amiche e, ormai, alla soglia della zona play off. Intanto, i bianco azzurri di Taurino, sul proprio campo, superavano il Catanzaro di Vivarini che, stoppati nella trasferta pugliese, vedevano le loro ambizioni di scalata, momentaneamente bloccate. Il Foggia di Zeman, sicuro di fare un solo boccone dell’enigmatico Monterosi Tuscia, cozzava contro il muro eretto dalla formazione laziale di Menichini che, in ripartenza passava in vantaggio e solo nel finale si arrendeva ai pugliesi, bravi a conquistare almeno un punto. Il Picerno di Colucci, dopo la prestazione incolore di Taranto, superava con il cosiddetto “minimo sindacale”, una Vibonese, costretta ad arrendersi ed impotenti nel cercare di recuperare il risultato tale da conquistare almeno un punto per mantenere vive le speranze di aggancio alla zona play out. A Castellamare di Stabia, l’Andria di Ginestra, conquistava un punto che significa, in ottica campionato, rinascita e soprattutto, speranza di potersi riproporre nella lotta alla permanenza, sia pure, al momento, tramite i play out. La formazione di Sottili, al contrario, dopo la batosta di Francavilla, ha mostrato ancora delle incertezze ed amnesie, causa del rallentamento e l’uscita dalla griglia play off. In coda, il Messina del nuovo corso, superava, nei minuti di recupero, la Paganese di Grassadonia, ormai in caduta libera ed in confusione tecnica tattica, tale da non riuscire, anche con sforzo mentale, a mantenere il risultato, raddrizzato ad un paio di minuti dal termine della contesa, gettando così un punto che avrebbe fatto comodo e classifica.
BARI – POTENZA: i bianco rossi di Mignani, al San Nicola, affrontavano il Potenza di Trocini, sempre a caccia di punti per disancorarsi dalla scomoda posizione in classifica. Nonostante la gara fosse condotta dai padroni di casa, gli ospiti si difendevano con ordine, memori delle esibizioni precedenti e questo andamento risultava redditizio fino all’intervallo, chiuso con il risultato ad occhiali. Nella ripresa, il Bari aumentava la pressione offensiva, lucani, in fase attendista, per sfruttare eventuali occasioni in ripartenza. Dopo il quarto d’ora si aveva il primo episodio che sbloccava il match. Un atterramento in area potentina, portava al dischetto Antenucci che, con la solita freddezza, realizzava la rete dell’1 a 0. Ci si attendeva, a questo punto la reazione dei ragazzi rossoblù di Trocini, ma il Bari, nonostante fosse in inferiorità numerica per l’espulsione di Scavone, andava al raddoppio. Era ancora una volta un penalty, battuto da D’Errico, a sigillare il risultato ed il Potenza, virtualmente, si arrendeva, impotente nell’imbastire una valida reazione, nonostante la superiorità numerica. Nel post partita, il clima natalizio permaneva negli spogliatoi dei padroni di casa, soddisfatti per aver colto l’ennesimo successo e continuato la striscia positiva in continuità; nello spogliatoio lucano, pur nella consapevolezza della sconfitta preventivata, si respirava amarezza per le ultime battute d’arresto che mettono in discussione sia la rosa del club di Caiata, ma anche la permanenza sulla panchina di Trocini, discorsi che saranno affrontati dopo le festività natalizie ed in occasione dell’apertura della sessione invernale del calcio mercato.
CATANIA – MONOPOLI: al Massimino, in un clima surreale, dopo le vicende extracalcistiche arrivate all’epilogo ad inizio settimana (dichiarazione di fallimento del club etneo), giungeva il Monopoli, cinico, sornione e capace di capitalizzare gli errori della linea difensiva dei padroni di casa ed infatti, al 20°, un bella azione sulla fascia destra veniva finalizzata con il cross che permetteva a Langella di incornare la sfera e piazzarla nella rete dei rosso azzurri. Da quel momento in poi, il leitmotiv del match vedeva i padroni di casa alla ricerca del pareggio, mentre gli ospiti, pur non disdegnando delle buone ripartenze, amministravano il vantaggio, poi, nel 4° minuto di recupero, dopo il 90°, una fiondata , da fuori area di Bussaglia, trafiggeva il portiere etneo e fissava il risultato sul 2 a 0 per gli adriatici. Post gara molto amaro per i ragazzi di Baldini, innanzi tutto per le vicende esterne al rettangolo iod gioco che rendono il futuro nebuloso e pieno di tante incognite, poi la crisi di risultati e l’imminente nuova penalizzazione (quattro punti) che comminerà il Giudice Sportivo, non fanno dormire sonni tranquilli sia all’entourage etneo, ma a tutto l’ambiente sportivo catanese. Colombo, invece, chiude il 2021 con il brillante 2° posto, d’elite e davanti a tante big con rose molto più tecniche, qualitative e d’esperienza rispetto alla formazione biancoverde.
CAMPOBASSO – AVELLINO: al Nuovo Romagnoli, l’Avellino ha vinto in scioltezza, disintegrando al resistenza dei molisani e ponendoli in una posizione in classifica, altamente preoccupante. Subito ospiti propositivi ed in vantaggio con Maniero, dopo venti minuti di gioco. I rossoblù molisani cercavano di reagire, ma i loro limiti non li consentiva di recuperare il risultato, anzi erano i bianco verdi ospiti a sfiorare in più occasioni la rete del raddoppio. Nella ripresa, con il minimo svantaggio, la squadra di Cudini cercava di profondere il massimo sforzo, ma l’imprecisione e la bravura della linea difensiva irpina impediva di far gioire il pubblico locale. A dieci minuti dalla fine, l’Avellino sferrava il cosiddetto colpo del k.o.. Era De Francesco a siglare il raddoppio, approfittando di un’amnesia difensiva dei locali, e chiudere, virtualmente, il match. Avellino, invece, sempre più propositivo, tanto da andare al tris, nel secondo minuto di recupero, con Mastalli, con un bolide da fuori area rigore. Finiva così, con la grandissima delusione dei locali, preoccupati per questo periodo in caduta libera, sfiduciante anche l’ambiente molisano, mentre Braglia ed i suoi ragazzi gongolavano per aver conquistato il successo nonché il 3° posto, in solitaria.
TURRIS – TARANTO: al Liguori, il Taranto di Laterza arrivava con molto indisponibili, soprattutto per la linea difensiva, ma il modulo, già adoperato contro il Picerno, con l’inserimento di Santarpia, anziché Falcone, ed in difesa, Versienti, al posto del jolly Bellocq, risultava idoneo a dare fastidio ad una formazione, come quella corallina, di buona qualità. Quando sembrava che il Taranto potesse controllare il match, non lasciandosi pregare per qualche conclusione pericolosa che poteva essere meglio capitalizzata, su una ripartenza dei padroni di casa, palla lanciata per Tascone, mancata copertura difensiva di Civilleri ed l’atleta campano, entrato in area, sferrava un diagonale che, anche con una deviazione di Benassai, superava il portiere Chiorra. Il Taranto non si disuniva ed infatti un cross dalla destra, in un momento di timore della difesa locale, vedeva Tascone anticipare il possibile intervento di Saraniti e deviare la palla, imparabilmente, nella rete dela Turris. Sull’ 1 a 1, i padroni di casa facevano correre un brivido a Chiorra, quando un’incornata di Santaniello, passava alta sulla traversa, ma all’intervallo il pareggio era il risultato giusto. Nella ripresa, ionici più propositivi, intraprendenti ed attenti alla fase difensiva quindi, in questa fase ascensionale dei rossoblù, un cross dalla sinistra vedeva il colpo di testa di Saraniti, incocciare il difensore ed il rimbalzo favorevole, metteva il centravanti solo davanti al portiere e con un sinistro micidiale piazzava la palla del 2 a 1. I locali, nella frenesia di recuperare il risultato si scoprivano in difesa ed il Taranto aveva almeno un’altra buona chance per triplicare, ma la conclusione del neo entrato Barone, sibilava sul palo alla destra del portiere patenopeo. Finiva con il Taranto, ritornato alla vittoria esterna dopo tre mesi, ma con la convinzione che la via alla permanenza sia più vicina e le soddisfazioni verranno coronate, una volta raggiunta la fatidica quota 42. Padroni di casa, rammaricati per aver pensato ad una vittoria, dopo il vantaggio, ma consapevoli che la permanenza passerà dalla fatidica quota 42, ormai distante pochi punti.
LATINA – PALERMO: il Francioni di Latina era il palcoscenico in cui il Palermo di Filippi doveva riprendere il feeling con il successo proprio in casa dei pontini di Di Donato, vera macchina da guerra tra le mura amiche. La gara per i siciliani diveniva subito in salita, per via di due espulsioni che condizionavano, pesantemente il match. Infatti la rete di bomber Carletti, dopo diciotto minuti di match, non veniva più recuperata dai rosanero che, al contrario, proprio per la doppia inferiorità numerica, erano incapaci di una valida contro offensiva e rischiavano di subire altre reti. Post gara di grossa soddisfazione per i padroni di casa, usciti alla grande dalle sabbie mobili della griglia play out ed ormai a ridosso della zona play off, quale altra concorrente alla lotteria post season per un posto al sole. I rosanero, ancora una volta bloccati, in silenzio stampa, per evitare di incorrere in provvedimenti disciplinari, forma di protesta nell’arbitraggio incontrato, ma rabbia per questa ennesima scialba prestazione esterna, coincisa con una nuova sconfitta che mina le certezze di inizio stagione circa ambizioni di lotta al vertice e perché no, come autorevole candidata alla vittoria finale.
VIRTUS FRANCAVILLA – CATANZARO: brutta battuta d’arresto per il Catanzaro che con la sconfitta subita a Francavilla Fontana vede allontanarsi la possibilità di essere la reale credibile inseguitrice della capolista Bari. L’atteggiamento mostrato, dopo il mezzo passo falso compiuto nel turno casalingo precedente con la Vibonese, inizialmente sembrava essere quello giusto, tanto che dopo dieci minuti Cianci portava i giallo rossi in vantaggio. I bianco azzurri di Taurino non si disunivano, anzi era Mastropietro che con una deviazione della palla, da cross da sinistra, superava il portiere ospite per l’ 1 a 1. I padroni di casa, in progressione prendevano il centrocampo ed insistevano in una manovra avvolgente che però non portava ulteriori frutti e, all’intervallo, pareggio alquanto giusto. Nella ripresa, l’andamento era quello della prima frazione, poi ad quarto d’ora dalla conclusione del match era Pierno a trafiggere il portiere giallo rosso portando in vantaggio la Virtus. I calabresi non riuscivano più a recuperare, nonostante dei tentativi infruttuosi falliti sia per la fretta di concluderli che per una imprecisione ed una fragilità nervosa, incidente sul risultato finale. Post gara amarissimo per i calabresi, ulteriormente, distaccatisi dal gruppo di vertice. I francavillesi soddisfatti, se non altro, per la brillante posizione in classifica (6^), e perché stanno centrando gli obbiettivi stagionali, poi, una volta coronati, si vedrà quale la collocazione definitiva in graduatoria.
FOGGIA – MONTEROSI TUSCIA: i rossoneri di Zeman, allo Zaccheria, trovano l’ostacolo Monterosi Tuscia, difficile da superare, nonostante le premesse fossero nettamente diverse. I satanelli, infatti, rimanevano sorpresi dall’atteggiamento degli ospiti che, in maniera sbarazzina, mettevano ina poprensio9ne la retroguardia dauna e bloccavano le fonti di gioco dei locali ed il loro reparto offensivo. Si andava alla ripresa con la stessa impostazione con cui si era sviluppata la prima frazione, poi, al 15°, era Adamo, con un diagonale scoccato da fuori area a trafiggere il portiere foggiano e , sullo Zaccheria, calava la paura della sconfitta interna. Stop che significava materializzava nei restanti minuti e, proprio al 90°, l’attaccante Rizzo Pinna, era bravo, su un traversone, ad accompagnare la sfera in rete ed il pareggio, inutile per il Foggia e le sue ambizioni. Passo falso casalingo dei padroni di casa, ma il punto conquistato è oro colato, visto il recupero in extremis, ma le ambizioni di primato vengono tarpate dall’accelerazione di alcune delle big del campionato, Bari in primis. Laziali, sicuramente, mortificati dall’esito della gara, ma nel complesso il cammino finora svolto consente a Menichini di poter ripartire, dopo la Befana, con rinnovate ambizioni di lottare degnamente per la permanenza con le altre concorrenti.
AZ PICERNO – VIBONESE: i melandrini di Colucci, dopo lo stop di Taranto, superano una Vibonese, in difficoltà, nelle versioni esterne. Lucani subito in avanti, ma calabresi ben disposti a fronteggiare l’avanzata dei locali. Dopo la mezzora, Gerardi, da fuori area, in girata, piazzava il diagonale che trafiggeva il portiere vibonese e si andava al riposo con il vantaggio melandrino. Nella ripresa non accadeva nulla di importante, i padroni di casa amministravano il risultato ed al termine del match, negli spogliatoi, calabresi nuovamente amareggiati dopo aver conquistato il prezioso pari di Catanzaro, sempre più ancorati all’ultimo posto in classifica, mentre i lucani di Colucci sereni e sodisfatti per un Natale che ha regalato loro la decima posizione e l’ultimo gradino della griglia play off, niente male per un club riammesso dopo i noti fatti dell’estate 2019.
JUVE STABIA – FIDELIS ANDRIA: la gara tra le “vespe” stabiesi ed i federiciani assumeva un valore molto importante per entrambe, ma per gli ospiti voleva dire, un risultato negativo, mettere in discussione la panchina di Ginestra. L’approccio alla gara per i pugliesi era molto aggressivo e determinato ed infatti dopo sei minuiti, Di Piazza, trovatosi solo davanti al portiere gialloblu, lo bruciava con un rasoterra di alta precisione. I padroni di casa reagivano immediatamente allo svantaggio e, al 12°, usufruivano di un calcio di rigore che Eusepi, trasformandolo, consentiva alla sua squadra di pareggiare. Nonostante le indicazioni di Sottili, la Juve Stabia per il resto della partita non riusciva a bucare la difesa andriese, pertanto il risultato definitivo consentiva la spartizione dei punti che andava sicuramente bene all’Andria, mentre per i padroni di casa, rappresentava l’allontanamento dalla griglia play off e la dimostrazione di limiti che andranno corretti nella sessione di calcio mercato, ormai imminente.
ACR MESSINA – PAGANESE: la gara al San Filippo – Franco Scoglio della Città peloritana, rappresentava per il Messina del nuovo corso, dopo l’esonero di Capuano, un’ennesima speranza di svolta per cercare di raddrizzare una stagione che si sta materializzando in maniera negativa e con funesto epilogo. La formazione giallorossa, per l’occasione, si confrontava con la Paganese di Grassadonia che, in trasferta, non aveva mai dato dimostrazione di continuità, pericolosità e redditività, tanto che nell’ultimo mese lo scivolamento in classifica, l’aveva collocata, in piena zona play out. La formazione ospite, per tutto il primo tempo , assumeva una tattica d’attesa, molto coperta per evitare di offrire spazi al reparto offensivo dei messinesi, poi, al 38°, i salernitani capitolavano. Marginean, in area controllava una palla ed in girata la piazzava nella porta paganese. La ripresa era di marca nettamente ospite, sempre alla ricerca del goal del pari che dopo svariati tentativi, arrivava a due minuti dal 90°, con una marcatura dell’ex Cretella, bravo ad infilare con un preciso diagonale, il portiere peloritano. Nei minuti di recupero, accadeva il classico colpo di teatro. Su un cross proveniente dalla destra, il portiere campano, Baiocco commetteva un erroraccio che consentiva a Busatto di tirare e a Di Stefano spingere la palla in rete per il 2 a 1 definitivo e con essa la speranza di poter ancora rincorrere la migliore posizione della griglia play out, mentre gli ospiti, con la prestazione ampiamente sotto tono, mettevano, per l’ennesima volta, in discussione la permanenza sulla panchina di Grassadonia.
Fabrizio Di Leo













