Abbiamo contattato telefonicamente mister Aldo Papagni, allenatore sempre molto legato ai colori rossoblù, per fargli i complimenti dopo il finale di stagione che lo ha visto protagonista con la Vastese, alla cui guida negli ultimi mesi di campionato ha raggiunto una salvezza ai play-out della Serie D girone F battendo in una gara secca l’Agnonese.
Qual è il bilancio di questi ultimi mesi di lavoro in cui ha ereditato una situazione di classifica difficile riuscendo però a centrare un obiettivo importante?
Sinceramente è andata bene; la società mi aveva chiesto la salvezza anche se la situazione al mio arrivo avrebbe anche potuto far pensare a una retrocessione diretta, perché avevamo una situazione di squadra con diverse criticità tra giocatori che erano andati via e infortuni vari. Le ultime otto partite che abbiamo disputato con me in panchina sono state 5 trasferte e tre in casa. Le partite in casa erano con il Notaresco, che stazionava in zona play-off, e con la capolista Cesena. È stata dura, ma l’avere vinto le partite in casa ci ha agevolato anche nei play-out che sono uno scontro diretto. Noi eravamo meglio classificati rispetto all’Agnonese, che però ci aveva battuto all’ultima partita di campionato. Abbiamo vinto 1-0 evitando i supplementari.
Un bel successo dopo un periodo di attesa per tornare ad allenare…
Avevo avuto ad agosto scorso la possibilità di allenare il Bisceglie ma ho dovuto rinunciare per motivi extracalcistici; c’era stata qualche altra situazione in Serie D che non è stata presa in considerazione. In verità poi, la voglia matta di tornare ad allenare mi ha spinto ad accettare questo incarico a due mesi dalla fine della stagione. Non è semplice prendere la squadra in corsa senza avere tanto tempo per incidere.
Per quanto riguarda il discorso tecnico, le differenze fra il girone H e quello F quali sono?
Sicuramente dal punto di vista ambientale c’è una differenza abissale. Dal punto di vista tattico non c’è molta differenza, però dal punto di vista ambientale mi è capitato di andare a giocare a Montegiorgio e Sangiusto e mi sembrava di essere in una partita di precampionato.
Domenica ha seguito il Taranto?
No sono stato fuori; ho preferito staccare un poco la spina. Penso però che non si possa commentare un risultato del genere. Per quello che era stato l’andamento del campionato del Taranto è un risultato che non si può commentare ed è difficile da commentare in quanto inaspettato. Gigi Panarelli ha fatto un ottimo lavoro, l’atteggiamento della squadra è stato incomprensibile. Dispiace per quello che la guida tecnica e la squadra avevano dimostrato per larghi tratti del campionato. Per quanto riguarda il post gara e la mancata conferma di Panarelli avvenuta in diretta tv, penso che abbia prevalso la delusione e la rabbia soprattutto in virtù del fatto che parliamo di gente tarantina.
Lei conosce bene la piazza di Taranto; per tutta la settimana si era parlato di play-off inutili, di criteri e griglie di ripescaggio, per poi lasciarsi andare a critiche presi dalla delusione. È questo il “male” di Taranto?
Io credo che l’equilibrio sia una parte fondamentale per raggiungere determinati obiettivi. È fondamentale che chi è un leader e chi guida un gruppo di una squadra di calcio sappia anche mantenerlo e trasmettere. Credo che il mantenere e il trasmettere equilibrio sia una dote fondamentale per chi vive una piazza come Taranto.
Ritiene che il Taranto abbia ancora le carte in regola per un ripescaggio? Il presidente lo ha annunciato, ora bisognerà seguire l’evolversi della situazione.
Penso proprio di sì. Intanto perché oltre al fondo perduto ci sono tanti aspetti che molte squadre non hanno, come lo stadio a norma, il bacino d’utenza mentre invece mi sembra che il Taranto sia una delle squadre più pronte sotto certi aspetti. Se ci sono le condizioni economiche di fare il ripescaggio ben venga, ma qualora non ci fossero le disponibilità sarebbe meglio puntare sulla vittoria del campionato in Serie D. Bisogna mantenere equilibrio nella gestione economico-societaria. Se il presidente ha annunciato la strada del ripescaggio vuol dire che ha fatto i suoi conti.
Vorrei che rivolgesse un pensiero di incoraggiamento al presidente Giove e alla società che deve smaltire questa delusione…
Voglio citare una frase di Vincenzo Cosco, ex allenatore del Matera: “L’uomo che combatte non perde mai.” Poi penso anche che non è forte chi non cade mai ma chi cade e si rialza; non mollare mai è fondamentale.
Andrea Loiacono














