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Plasmati, “Il Taranto ha fatto un ottimo campionato con la guida di Panarelli”

Da gennaio 2008 fino a giugno realizzò nove reti che consentirono al Taranto di approdare ai play-off per la Serie B, con Cutolo formava una gran bella coppia: stiamo parlando di Gianvito Plasmati, il bomber di Matera che noi di GiornaleRossoBlu.it abbiamo contattato per sapere le sue impressioni sul Taranto e sulla situazione del calcio in generale.
Cosa fai oggi dopo aver terminato di giocare con la maglia della tua città?
Adesso mi dedico alle mie attività dopo aver fatto degli investimenti. L’anno appena trascorso ho giocato a Matera, poi il Matera è fallito e da gennaio sono fermo. La decisione non è stata presa da me ma dagli altri; ho declinato alcune offerte che mi sono arrivate perché penso che spostarsi per tre mesi sia complicato e non ne valeva la pena.
Che ricordi hai della piazza rossoblù? Diciamo che il Taranto ti ha consentito di spiccare il volo verso la Serie A…
Sono stati sicuramente dei mesi bellissimi; il nostro da gennaio in avanti è stato un cammino straordinario. Era una squadra costruita benissimo a cui mancava l’attaccante, c’erano tutti i presupposti per fare bene. Si è trattato di una comunione di intenti, la squadra era forte, le cose non andavano bene finché non sono arrivato io ma è stato un matrimonio ben riuscito.
Di Taranto e della tifoseria che ricordi hai? Ci sono stati momenti in cui il tuo ritorno sembrava a un passo, è così?
No, i presupposti non ci sono mai stati affinché tornassi; ci ha provato D’Addario quando io ero in Serie A ed ero in causa con il Catania, ma non potevo firmare e non era il momento di farlo. Poi a Taranto è successo quello che è successo con la Serie D e non ci siamo più incontrati, ma della piazza di Taranto ho ricordi splendidi che conservo gelosamente.
Hai seguito un poco il Taranto nell’ultimo anno? Conosci il presidente? Secondo te non aver vinto il campionato per la presenza del Picerno è stato un fallimento o si è disputata una stagione comunque positiva? 
Non è che quando non si vince si fallisce; nello sport c’è chi vince e chi no ma non esiste chi perde sempre. Bisogna un po’ uscire da quest’ottica, anche perché soprattutto a Taranto i tifosi sono disfattisti e si fa presto a rovinare quanto di buono si è fatto. I progetti non sempre devono essere a tre mesi o sei mesi; si possono anche fare dei progetti a medio-lungo termine. Purtroppo oggi nel calcio specie in Italia spesso si creano nella testa della gente delle aspettative immediate mentre i processi di crescita non sono veloci. Se si vuole creare delle basi solide ci vuole tempo. Non bisogna prendere l’esempio dell’Atalanta e guardarli e basta, bisogna anche saperli seguire e per seguirli ci vuole sacrificio, formazione ed educare la gente. Ci sono stato lì e ci sono programmazione e progettazione con gli investimenti giusti. Bisogna anche saper sopportare le scelte sbagliate. A Taranto sono troppi anni che si sprecano soldi. Bisogna vincere per forza, ma non è scritto da nessuno parte. Evidentemente il Picerno ha lavorato meglio, ha una proprietà solida che lavora da diversi anni, un’ossatura di squadra già formata e queste cose prima o poi ti ripagano anche con un poco di fortuna. Il Taranto è partito stentando, poi ha fatto un ottimo campionato con la guida di Panarelli.
Le strutture rispetto al Nord sono lacunose…
Il campo B è da quando stavo io a Taranto che si deve aggiustare, invece sta ancora nelle stesse condizioni e i giocatori si infortunano. Sono passati 13 anni, di cosa stiamo parlando? Noi a Bergamo avevamo 4 campi per fare allenamento. Sono realtà costruite con tenacia, programmazione. Io auguro al Taranto le migliori fortune, ma se non dovesse andare in C il presidente potrebbe dire che ha speso tanti soldi e non gli conviene investire da solo…
Cosa ne pensi della sentenza che ha retrocesso il Palermo e anche il Foggia?
Lì il problema non è il Palermo perché comunque ha commesso un illecito. Il problema grosso è che hanno tolto i play-out, è questo lo scandalo. Il Foggia non meritava tale trattamento. Per evitare che la Salernitana facesse i play-out contro il Foggia li hanno evitati.
Qual è la squadra dove hai militato che ti è rimasta più nel cuore?
Sicuramente Catania è quella dove ho giocato di più ma anche Matera che è la squadra della mia città e Taranto dove sono stato benissimo.
Andrea Loiacono
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