La Dinamo di coach Palagiano non riesce a passare al Palabalestrazzi, al termine di un match, molto grintoso e con il verdetto emesso nella seconda metà dell’ultimo quarto, grazie ad una migliore precisione al tiro delle baresi.
Il coach rossoblù, per questo sentito derby, da entrambi i club, in riva all’Adriatico, recuperando tutte le atlete, dopo una settimana di attenta e certosina preparazione alla gara, inizialmente schierava il quintetto classico composto da Viesti, De Pace, De Nitto, Capriulo e Ciminelli. L’omologo coach bianco rosso, Angellili, opponeva, alle ioniche, Giorgino, Pietrarossa, Volpe, D’Alessandro e Coppolecchia.
Agli ordini dei Signori Buonasorte e Cometa, il match nelle prime battute faceva trasparire l’evidente tensione nervosa, in entrambe le formazioni, dovuta all’importanza dell’evento, soprattutto nel timore di cedere qualcosa all’avversario e, in effetti, le scelte dei minuti iniziali, dopo un libero di Viesti e una conclusione precisa di Ciminelli, vedeva delle scelte di entrambe le parti, con altissima percentuale di errore ma, nel computo dei dati, le padrone di casa erano meno imprecise, tanto che, dallo 0 – 3, si passava al 5 – 3, con due liberi di Giorgino e della lunga Volpe, poi il match appariva bloccato nel risultato e, al primo mini intervallo, i liberi di Di Fino, D’Alessandro e La Sorsa, fissavano il punteggio sul 10 a 3 per il Bari.
Nel secondo periodo, le ragazze di Palagiano, con difesa aggressiva ed una migliore scelta nelle finalizzazioni, recuperavano il risultato con Viesti, Galleggiante e De Pace, mentre le padrone di casa, rintuzzavano il tentativo di fuga ospite, con i tiri dalla media distanza di Di Fino, Giorgino, Volpe, Coppolecchia e La Sorsa, tanto che, all’intervallo lungo, le due squadre mostravano equilibrio massimo, anche nel punteggio (20 – 20).
Il rientro in campo. nel terzo quarto, mostrava una Dinamo più attenta, tanto da essere efficace nel colpire la difesa locale con conclusioni di Ciminelli e del panzer Gobbi, micidiale nei suoi tiri perforanti la retina bianco rossa, poi, nella parte centrale del periodo, le ioniche mettevano la testa avanti, nel risultato, che era mantenuto, a proprio vantaggio, per un’incollatura, alla vigilia dell’ultimo quarto (31 – 30).
La girandola delle rotazioni, nel quarto tempo, dava fino alla metà dello stesso, l’incertezza nel risultato, in quanto ogni palla appariva pesante ed il fattore concentrazione, misto alla naturale tensione per le scelte di tiro, condizionava, ulteriormente la contesa, ma, nel contempo, la rendeva equilibrata ed incerta, ma nello step finale, Volpe, Giorgino, D’Alessandro scavavano il break, decisivo, non più ricucito dalle ioniche e costrette al quarto stop stagionale, con un punteggio contenuto (37 – 44), pur nella convinzione di lavorare ancora in palestra, ma i miglioramenti intravisti nella prestazione complessiva inducono a pensare che già dai prossimi impegni (sabato 12 febbraio alle ore 18,45, al Palamazzola le ragazze di Palagiano affronteranno la Juve Trani), si potrà ritornare al successo e continuare la storia di questo primo campionato di serie C per il club di Ciliberti, ricordiamolo, alla prima in assoluto nel massimo campionato regionale femminile.
APULIA LOGISTICS Pink Bari – Dinamo Taranto 44 – 37 (10 – 3, 20 – 20, 30 – 31)
Pink Bari: Di Fino 7, Bozzi, Mangiatordi, Giorgino 12, Pietrarossa, Rasino n.e., Volpe 7, D’Alessandro 6, Coppolecchia 8, La Sorsa 4, Maggioulli, Budarulo n.e. (all. Daniele Angelilli – 1° ass. all. Stefania Scaramuzzi).
Dinamo Taranto: Viesti 8, Galleggiante 6, De Pace 6, De Nitto, Capriulo 2, Ciminelli 9, Gobbi 6, De Bartolomeo, Tricase n.e., Conte, Molino n.e., Cristella. (all. Fabio Palagiano).
Arbitri: Francesco Buonasorte di Manfredonia (Foggia) e Cosimo Cometa di Monopoli (Bari).
CLASSIFICA DOPO SEI GIORNATE DISPUTATE
Basket Fasano 8 (5), Apulia Logistics Pink Bari 8 (4); Mens Sana Mesagne 6 (6); La scuola di basket Lecce 6 (5); DINAMO TARANTO 4 (6), Intrepida Brindisi 4 (4), New JT Basket Trani 4 (5); Anspi Santa Rita Taranto 0 (5).
Tra parentesi le gare disputate,
Fabrizio Di Leo














