Abbiamo raggiunto telefonicamente l’ex centrocampista e capitano del Taranto, Domenico Giugliano, protagonista dell’ultimo campionato vinto dai rossoblu e della sciagurata partita contro il Catania, che ai nostri microfoni ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:
Raccontaci la tua esperienza a Taranto…
“Sono arrivato nella stagione 2000-01, quando il Taranto era stato ripescato e si preparava per una C2 da protagonista. È stato anche un passaggio tra la vecchia società e la nuova che subentrava con Giove e Pieroni, persone abbastanza capaci che formavano una società molto forte che creò quel gruppo che il primo anno vinse il campionato, il secondo anche però ci furono quei famosi play-off di mezzo e il terzo è andato come è andato. Io sono andato via a metà stagione perchè a livello societario e organizzativo c’era molto caos e dato il malumore generale quasi tutta la squadra fu smantellata. Secondo me, bastava solo rinforzarla un po’ ad inizio stagione per vincere a mani basse quel campionato. È stata un’esperienza abbastanza positiva, io mi sono trovato benissimo e mi dispiace essere un po’ lontano, abitando a Jesi, perchè mi farebbe piacere tornarci.”
Conosci bene il presidente Giove, che ne pensi di lui?
“Essendo stato capitano, i contatti erano frequenti perchè Pieroni era più occupato all’Ancona che non viveva buone situazioni. Giove è sempre stata una persona disponibile, conoscitore di calcio, ha dovuto anche affrontare molte situazioni da solo mentre la squadra vinceva e si andava a prendere i play-off. Persona sempre precisa e qualsiasi problema veniva risolto con una semplice chiamata.”
Con i rossoblu hai vinto un campionato da capitano, che emozione si prova a vincere in una piazza come Taranto?
“È difficile pensare che anche con quello non vinto non abbiamo provato delle emozioni perchè comunque lo stadio era sempre strapieno e la città viveva e vive tuttora la settimana intera di calcio, era difficile anche girare per strada perchè era impossibile non essere fermato o riconosciuto. Eravamo trattati benissimo dalla piazza, posso solo parlare bene di Taranto.”
Il Taranto domenica giocherà la semifinale play-off contro il Bitonto. Tu che hai preso parte alla gara contro il Catania, raccontaci quella giornata e anche come vengono vissute da calciatore certe sfide…
“Noi dopo una sconfitta all’andata, sbagliando tre o quattro goal con i quali potevamo pareggiarla tranquillamente, siamo entrati in campo con l’idea di aver già vinto la partita in casa, ma è stato sbagliato tutto. Non ci riusciva nulla, perchè veniva fatto con la presunzione di aver già vinto davanti a 30 mila persone. Ci siamo resi conto di questo solo a metà secondo tempo quando non riuscivamo a segnare e siamo rimasti tutti davvero molto male. Penso che il Taranto non debba commettere l’errore di pensare che sia più forte e che possa vincere tranquillamente la partita. Ogni match va affrontato con la giusta umiltà e sapendo che chi hai difronte è una squadra che è arrivata ai play-off come te, ovvero ciò che non facemmo noi quell’anno. Chi è più concentrato e più umile vince la partita. “
Hai seguito il Taranto quest’anno?
“Si, ma purtroppo non è facile seguirlo da lontano anche perchè il calcio non è più come quello di una volta. Chi fa calcio lo fa per amore, non per interessi, perchè a livello economico c’è stato un grande calo. Una città come Taranto ha delle potenzialità molto importanti da sfruttare. Bisogna guardare se stessi, non commettendo gli stessi errori, ripartendo dagli stessi interpreti e rinforzando solamente. Non è facile vincere un campionato adesso perchè devi avere tutti i fattori dalla tua parte e non sbagliare nulla.”
Come mai secondo te, il Taranto, non riesce a trovare la sua pace calcistica?
“Secondo me la gestione societaria è fondamentale. Una persona o un gruppo che riesca a portare un progetto avanti per più anni, possa far sì che ci sia quella stabilità che permetterebbe ad una piazza come Taranto, con una società forte, di arrivare nel giro di 3 anni dalla Serie D alla Serie B. Serve solo una società forte che riesca a dare alla gente entusiasmo e tranquillità. Taranto è sempre Taranto, qualsiasi squadra che sia il Picerno o chi per loro, gioca contro il Taranto pensando di affrontare la Juve in Serie A o un Lecce o un Palermo in Serie B. Contro il Taranto danno tutti il 100%.”
Simone Pulpito














