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| Stefano Manzo dopo l’aggressione (Blunote.it) |
In questo momento il Picerno sta festeggiando la promozione in Serie C, ma nonostante uno strepitoso campionato, resterà per sempre una macchia. Quanto accaduto alla fine del primo tempo del match tra i lucani ed il Taranto, resta un fatto a dir poco increscioso. Gli organi preposti certamente faranno luce sull’accaduto e la società ionica inoltrerà come da prassi ricorso d’urgenza, ma resta l’atto vile. Non vogliamo mettere in dubbio la correttezza e la serietà di chi dirige il Picerno, ne giudicare una popolazione ed una tifoseria che merita rispetto. Se però all’interno del campo un addetto alla sicurezza malmena tre calciatori avversari con una cazzottiera, vuol dire che qualcosa non ha funzionato e la responsabilità oggettiva della società lucana è palese. Non può essere normale che un addetto alla sicurezza riesca a farla franca riuscendo a seguire la partita con un organo contundente. E’ una vergogna che prescinde dalla categoria. Resta quindi il gesto poco ortodosso, degenerato dopo il clima ostile con cui il Taranto era stato accolto prima dell’inizio del match, proseguito nel finale di partita testimoniato dalle immagini di Studio100 TV.
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| Ciro Favetta dopo l’aggressione (Blunote.it) |
Ma cosa è successo? I fatti riconducibili alle immagini televisive, nonché ad alcune testimonianze riportate nel corso della telecronaca di Studio100 TV, mostrano un inserviente vestito di grigio con una sciarpa del Picerno al collo che nell’intervallo, mentre le due squadra stavano rientrando negli spogliatoi, si scaglia alle spalle dei giocatori rossoblu e colpisce con violenza volutamente Favetta. Da qui ne scaturisce una colluttazione che coinvolge anche Manzo, con Croce che per legittima difesa cerca di sedare gli animi, rimediando un colpo e l’espulsione. I tre saranno portati in Ospedale a Potenza e la gara riprenderà per il Taranto in dieci uomini dopo una prima decisione di non rientrare più in campo. A questo segue alle ore 19,30 nel momento in cui i tre calciatori sono ancora sottoposti a cure, il comunicato del Picerno che attribuisce le colpe a Croce, conseguentemente espulso, per aver colpito il calciatore D’Alessandro che le immagini mostrano particolarmente distante dalla rissa. Cosa succede ora? Certamente saranno determinanti i referti dell’Arbitro e del Commissario di Campo. Il ricorso del Taranto potrebbe portare ad una vittoria a tavolino che non andrebbe comunque ad incidere sulla promozione del Picerno, che a prescindere dalla propria versione, resta responsabile oggettivamente per quanto accaduto subito dopo l’eventuale colluttazione tra i due calciatori.
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| Antonio Croce dopo l’aggressione (Blunote.it) |
Visto l’andamento generale del campionato, non ci aspettiamo nessuna decisione severa da parte di chi è preposto a tutto ciò. Quello che però sarebbe giusto accadesse, è che gli organi preposti infliggano una pena severa nei confronti di questo cialtrone che ha aggredito i tre calciatori, che stando alle cronache, sarebbe già stato fermato dai Carabinieri. Inoltre, che al Taranto non solo venga data la vittoria a tavolino, ma che addirittura ci sia una pena esemplare nei confronti del Picerno per responsabilità oggettiva. Certamente la società lucana avrà anche disputato un campionato sportivamente esemplare, ma l’impianto di gioco non consente di svolgere le partite con le dovute norme di sicurezza in Serie D, figuriamoci in Serie C. Il Taranto inoltre può anche recriminare per quanto accaduto sul campo visto un rigore palese non assegnato clamorosamente. Vi mostriamo infine video e immagini in modo che ogni lettore possa trarre le proprie conclusioni.















