La 36^ giornata del campionato, disputatasi nella Domenica delle Palme, ha emesso una serie di verdetti, tutti inerenti la retrocessione diretta in serie D e la zona play out, per la permanenza nelle terza serie nazionale. La giornata campale è stata sabato, quando è arrivata l’interruzione dell’esercizio provvisorio con gli inevitabili gli ultimi tentativi di salvare il Calcio Catania, la revoca dell’affiliazione, l’esclusione dal campionato e lo svincolo di tutti i tesserati. Il turbinio di notizie del sabato ha fatto riscrivere la classifica del girone ed ha infiammato la lotta ad evitare la caduta nel baratro della serie D. Il match importante diventava inevitabilmente quello di scena al “Franco Scoglio” – San Filippo di Messina, dove i padroni di casa affrontavano il Taranto per un vero e proprio spareggio. La spuntavano i peloritani con un goal casuale, su palla inattiva, ma al termine del match le notizie provenienti da Castellamare di Stabia e Picerno, dove Paganese e Fidelis Andria soccombevano pesantemente contro partenopei e lucani, certificava la permanenza, matematica, per i rossoblù. La notizia più importante, quella che dava la stura alla gioia ed enorme soddisfazione sia alla truppa rossoblù che all’entourage, giungeva da Campobasso, dove la Vibonese, affondando per 0 a 4, salvava i rossoblù, annullando la coda dei play out, lasciando in ansia, la Paganese e l’Andria, ancora in attesa dell’esito della gara di Torre del Greco, dove il Potenza affrontava i corallini, ancora in lotta per l’eventuale coda stagione regolare. La vittoria della squadra del patron Caiata, con il classico punteggio “all’inglese”, nel posticipo pomeridiano, determinava, anche per la matematica, lo spareggio per la terza retrocessione in serie D, ovvero il duello che vedrà di fronte Paganese e Fidelis Andria. Nel resto del programma domenicale, al San Nicola, il neo promosso Bari ha battuto un Avellino che con questa sconfitta vede rallentata la corsa al secondo posto. La Virtus Francavilla è stata sconfitta di rigore, a Viterbo, contro il sorprendente Monterosi Tuscia, mentre, come detto, Juve Stabia e Az Picerno si candidano a conquistare un posto in zona play off. A Foggia, la squadra di Zeman, molto risentito per il caso Catania, affrontava un Catanzaro, danneggiato ampiamente dall’esclusione degli etnei dal campionato, scivolato in quarta posizione. Dopo la fiammata foggiana con Turchetta, gli ospiti dilagavano, con la complicità anche dell’espulsione di Sciacca, poi sul 5 a 1 per il Catanzaro, una tripla invasione di campo, un fitto lancio di oggetti in campo, bottigliette, petardi e bengala, costringeva Iemmello a non battere, eseguito da Sounas (parato da Dalmasso), ma sulla respinta, il goal di Gatti dava al punteggio un aspetto tennistico, ma anche l’espulsione del team manager foggiano, la scorta anche negli spogliatoi dello Zaccheria di Iemmello, macchiava, in modo indelebile, la parte stragrande maggioranza, sana, del tifo foggiano e, probabilmente, compromettendo il cammino dei futuri play off rossoneri. Il Campobasso, dopo il pari interno con la Turris, ospitando la Vibonese, la travolgeva, condannando i calabresi al ritorno in D e, nel contempo, rilanciandosi, prepotentemente, verso la zona play off. Il Picerno, sempre proiettato verso la griglia play off, approfittava del calendario ed affondava un’ Andria inconsistente ed intimorita dalla potenza e prestanza dei melandrini di Colucci. La lotta per i play off coinvolgeva anche la Juve Stabia di Novellino, capace di travolgere una Paganese confusa ed incapace di qualsiasi reazione idonea a cercare di fare risultato al Romeo Menti. La domenica più triste risultava quella del Latina, a riposo, per l’esclusione dal campionato del Catania, una pagina triste, l’ennesima, incapace, nelle istituzioni, di evitare situazioni che poi, inevitabilmente, degenerando, falsano una stagione agonistica, danneggiando le casse dei club partecipanti alla competizione calcistica.
ACR MESSINA – TARANTO: era lo scontro diretto per la salvezza, dove la posta risultava essere importante, ma non decisiva, visto, alla vigilia, la presenza del Catania. Gara che nei primi venti minuti vedeva un Taranto ben messo in campo, in fase di pressing sull’avversario, mentre il Messina di Raciti cercava, dopo la mezz’ora, di prendere campo ed iniziare a costruire il gioco per crearsi le occasioni per poter passare in vantaggio. Le formazioni, al termine del primo tempo, manifestavano, nel complesso, l’equilibrio che aveva contraddistinto la prima frazione di match. Nella ripresa, l’incontro inizialmente vedeva una leggera prevalenza dei padroni di casa, ma gli ionici tenevano, pur non rendendosi particolarmente pericolosi, inviolata la propria porta. Al 26°, una punizione centrale battuta dal giallorosso Rizzo, perforava la barriera e passava sotto il corpo di Chiorra, terminando, lemme – lemme, la sua corsa nella rete ed in quel momento la gioia della formazione di Raciti e del pubblico locale, presente sugli spalti del Franco Scoglio – San Filippo, era massima. Mancavano scarsi venti minuti, più recupero, e nonostante una serie di cambi operati da Laterza, i rossoblù non riuscivano a raddrizzare il punteggio, ma al fischio finale, dopo un’attimo di smarrimento per la sconfitta subita, le notizie provenienti da Campobasso, Castellammare di Stabia e Picerno, in cui Vibonese, Paganese e Fidelis Andria, risultavano pesantemente soccombenti, certificavano, a due giornate dalla conclusione della stagione regolare, la matematica certezza della permanenza nella serie C e la fine dell’ansia di questo girone di ritorno, con i tanti avvenimenti caratterizzanti, e mai tanto dolce risultava il viaggio di ritorno della comitiva rossoblù verso il capoluogo ionico.
CAMPOBASSO – VIBONESE: al Nuovo Romagnoli di Campobasso, la formazione di Cudini, assente per l’occasione, squalificato, e sostituito dal suo vice Antognozzi, affrontava i calabresi di Nevio Orlandi, giunti all’ultima chiamata per evitare la retrocessione diretta in serie D e sperare, solo con un risultato pieno, di prolungare il verdetto finale, in attesa di risultati favorevoli concomitanti dagli altri campi. Nel primo tempo. il match era più che altro fase di studio con il Campobasso a fare la gara e la Vibonese, in fase di attesa, pronta a sfruttare le occasioni propizie. Al 44° dopo una palla ribattuta da un difensore ospite, fuori area veniva raccolta da Bontà che, con una botta da oltre venticinque metri, complice una deviazione di un difensore calabrese, vedeva la sfera infilarsi nella porta difesa dal portiere Mengoni. Due minuti dopo un’incursione in area vibonese, quasi dalla linea di fondo, era corretto, nella porta vuota da Bolsius, fissando il punteggio di 2 a 0, all’intervallo. Nella ripresa, con la Vibonese, incapace di produrre una reazione degna di nota, considerando il contraccolpo subito per il doppio svantaggio, erano sempre i padroni di casa a tenere in mano il match. Dopo il quarto d’ora un’azione prolungata fuori area ospite, vedeva la sfera rimessa all’interno della stessa e raccolta da Persia in semi girata, lo stesso imprimeva una traiettoria alla palla che finiva in rete, alla destra del portiere calabrese, per il 3 a 0. Gara virtualmente conclusa, ma i padroni di casa non si accontentavano e, poco prima della mezz’ora, realizzavano il poker. Merkaj, ricevuta una palla da un compagno, da fuori area, piazzava una staffilata che bucava la rete ospite, con il portiere impotente a fermarla. Nel terzo minuto di recupero, con il match stancamente proiettato verso la conclusione, la formazione ospite, più per orgoglio che per mera convinzione, trovava la classica marcatura della bandiera. Una palla lavorata dalla destra, era raccolta in area molisana da un attaccante calabrese, il tiro scoccato era respinto dal portiere Mengoni e sulla ribattuta, il primo ad avventarsi era Zappa che realizzava l’1 a 4 finale, risultato buono per il Campobasso, sempre a caccia di un ipotetico, quanto difficile posto nella griglia play off, ma certificante la retrocessione diretta in serie D, con due turni di anticipo sulla conclusione della stagione, per i calabresi di Orlandi, veramente da dimenticare per le tante traversie che i tirrenici hanno dovuto affrontare tra cambi di panchina e sessioni di calcio mercato, probabilmente, non adeguate ad un torneo impegnativo e di qualità come la serie C .
AZ PICERNO – FIDELIS ANDRIA: al Curcio di Picerno, la formazione melandrina di Colucci, ritornava sul terreno amico dopo la mortificante “quaterna” subita a Palermo, gara che aveva rallentato la corsa dei lucani per un eventuale posto nella griglia play off. Inizio spumeggiante per i padroni di casa e subito in vantaggio dopo circa tre minuti di orologio. Era Gerardi che, ricevuta una palla da un compagno, scoccava un tiro, in diagonale, verso la porta ospite che vedeva la sfera infilarsi, imparabilmente. Pugliesi che subivano il contraccolpo, ma per tutto il primo tempo, incapaci di rendersi effettivamente pericolosi, tanto che i padroni di casa, orchestrando la manovra, creavano azioni offensive, neutralizzate dalla difesa ospite e mancate per un pizzico di imprecisione. Alla fine del primo tempo, melandrini, meritatamente, in vantaggio, ma nei secondi quarantacinque minuti, era il Picerno a macinare gioco, creare opportunità ed essere incisivo in area bianco azzurra. Dopo il quarto d’ora, i lucani andavano al raddoppio. Un cross proveniente dalla sinistra, veniva deviato di testa da Gerardi, abile a realizzare la sua doppietta personale e chiudere virtualmente il match. Ospiti che cercavano, invano una reazione e una marcatura che avrebbe potuto riaprire la contesa, pur con i padroni di casa concentrati, attenti e cinici, nello sfruttare le occasioni propizie. Al 23°, infatti la formazione di Colucci calava il tris. Pitarresi, seguendo lo sviluppo di un’azione melandrina, dopo la ribattuta del portiere bianco azzurro, piazzava un tiro preciso che faceva infilare, nella rete, la marcatura che avrebbe definito il punteggi finale. Era il 3 a 0, il risultato che dava la possibilità al club del patron Curcio di sperare nella continuazione della corsa ai play off, mentre certificava lo spareggio tra i pugliesi e la Paganese, nel doppio confronto, per evitare la discesa negli inferi della quarta serie, a fare compagnia al Catania, escluso, e la Vibonese.
JUVE STABIA – PAGANESE: Novellino, dopo il deludente pareggio di Taranto era chiamato a riscattare la prestazione incolore e conquistare i tre punti per cercare di inserirsi, sia pure in extremis nella griglia play off. L’avversario era la Paganese di Grassadonia che, nel disastroso ritorno, era stata in netta caduta libera, tanto che poi, l’esclusione del Catania, l’aveva fatta precipitare in penultima posizione e, anch’essa alla ricerca di punti necessari alla vitale lotta per la permanenza in serie C. Dieci minuti e la Juve Stabia era già in vantaggio. Un’azione ficcante in area paganese dalla fascia destra, vedeva Bentivegna correggere il cross e spedire la palla in rete. La Paganese si riversava in area ospite e creava alcune buone occasioni per pareggiare, ma il portiere stabiese e la sua retroguardia non si facevano perforare tanto che, all’intervallo, il risultato appariva penalizzante per i salernitani meritevoli, quanto meno del pareggio. Nella ripresa, ospiti subito in pressing e nuove occasioni per il pareggio, poi era la Juve Stabia, cinica a colpire la difesa azzurra stellata. Al quarto d’ora un impreciso colpo di testa di un paganese, scavalcava il portiere Baiocco, abbozzante l’uscita, e nel corpo a corpo con il suo marcatore, Bentivegna, lo anticipava di testa, infilando la porta e siglando il 2 a 0. Era il colpo mortale per il morale degli avversari, infatti gli stabiesi continuavano a macinare gioco e creare opportunità da sfruttare, i paganesi risultavano quasi inermi e bloccati mentalmente nella possibile reazione. Ad otto minuti dalla fine, da un angolo alla sinistra del portiere Baiocco, Caldore, di testa, piazzava la palla del 3 a 0. Sembra fosse conclusa la contesa, ma l’affamata Juve Stabia trovava la rete del poker. Una bella palla pervenuta a Ceccarelli, veniva controllata e dopo una conversione, da oltre venti metri, sparava una bordata con una parabola velenosa che si infilava alla destra del portiere Baiocco, ancora una volta trafitto dolorosamente. Finiva così il derby campano che decretava la partecipazione per gli ospiti allo spareggio per rimanere in terza serie, senza appelli, nel doppio confronto con l’Andria del duo Di Leo – Di Bari, ma. prima di quei match, i prossimi due incontri serviranno a recuperare forze fisiche e mentali necessari per questa coda post season, vitali per il club azzurro stellato.
TURRIS – POTENZA: al Liguori, la formazione corallina era chiamata a recuperare i punti persi al Nuovo Romagnoli di Campobasso, per arrestare la caduta verso la zona play out e magari cercare di rientrare in zona play off, ora abbastanza affollata di concorrenti. Il Potenza, giungeva in riva al Golfo di Napoli, a caccia di punti utili per cercare la migliore posizione nella classifica finale. Il blocco, più che altro mentale, della Turris ed il timore di scoprirsi, rimanendo infilati da qualche contropiede, portava le due squadre all’intervallo sullo 0 a 0. Nella ripresa bastavano cinque minuti per sbloccare l’incontro. Un cross dalla destra veniva raccolto di testa da Romero che, in torsione, deviava la palla nella rete corallina per l’ 1 a 0. Entusiasmo nella formazione rossoblù lucana e tra i supporters presenti al Liguori, ma si attendeva, da quel momento in poi, la reazione dei padroni di casa. Reazione comunque non altamente pericolosa, anzi il Potenza teneva bene e, al quarto d’ora, ancora a segno. Un cross lungo dalla sinistra, con una parabola incredibile, colpiva il palo alla sinistra del portiere Perina e, sulla respinta, come un falco Guaita giungeva sulla palla e la spediva nella rete incustodita. Lo 0 a 2, in pratica abbatteva la formazione di casa che cercava ad ogni costo la via della rete per riaprire l’incontro, ma il doppio vantaggio galvanizzava i lucani che erano bravi a mantenere il risultato fino al termine del match e la contemporaneità dei risultati dagli altri campi delle competitors alla lotta alla permanenza, certificava la salvezza acquisita sul campo e la disputa della prossima serie C. In casa corallina, l’attenzione veniva posta al recupero di mercoledì 13, sempre al Liguori, con ospite la Virtus Francavilla di mister Taurino.
FOGGIA – CATANZARO: il match allo Zaccheria, iniziato con la rete di Turchetta, subito pareggiata da Iemmello, dava l’impressione di un match scoppiettante e sentito sia dalle tifoserie, ma anche dai rispettivi entourage. L’ex amato – odiato, Iemmello, dopo il pareggio, disputava una partita da dieci e lode, infatti, in avanti creava tanto movimento che associato alla intelligenza tattica di Vandeputte, dava la possibilità a Biasci di portare il Catanzaro in vantaggio, quindi i calabresi triplicavano sempre con Vandeputte, poi l’espulsione di Sciacca, leggermente contestata in campo, miccia accesa sugli spalti, faceva affondare la squadra locale ed il 4 a 1 per i ragazzi di Vivarini era confezionato sempre da Iemmello. La prestazione dell’ex foggiano non era gradita dagli ultras rosso neri, ma nel frattempo, ancora una volta Biasci da opportunista siglava la sua doppietta personale e fissava il 5 a 1 per gli ospiti con mugugni evidenti dei tifosi presenti nell’impianto foggiano. Il rigore del possibile 6 a 1 (netto il fallo su Iemmello), portava ad un fitto lancio di oggetti, bottigliette, petardi, qualche bengala, ma soprattutto entravano in campo, in due momenti, diversi due invasori di campo che tentavano di aggredire Iemnmello, intento a battere il rigore. Gli ospiti, per preservare l’atleta, vista l’impossibilità di fargli battere il rigore per la sua personale tripletta, optavano per una doppia sostituzione, mentre nel frattempo, l’arbitro provvedeva da espellere il team manager foggiano, reo di essere entrato in campo, protestando ed agitando gli animi dei più esacerbati ultras, quindi dopo dodici minuti d’interruzione, si batteva il rigore, sbagliato da Sounas e ribattuta la sfera in rete da Gatti. Subito dopo neanche il tempo di riprendere il filo ed il Foggia trovava il goal del 2 a 6, per una gara dallo svolgimento surreale che terminava al 112° minuto, con un ambiente di grande mestizia da parte della maggior parte del pubblico foggiano che, adesso, attenderà le inevitabili pesanti sanzioni che prenderà il Giudice Sportivo, ma sicuramente penalizzanti la corsa dei rossoneri nei prossimi play off dove il Foggia dovrebbe essere partecipante. Il Catanzaro, con questa vittoria ineccepibile, ritornava in corsa per la seconda posizione, consapevole, che tutto dipenderà dai suoi risultati combinati con quelli del Palermo ed Avellino.
MONTEROSI TUSCIA – VIRTUS FRANCAVILLA: la enigmatica e sorprendente formazione laziale del patron Capponi, al Rocchi di Viterbo, ha mietuto un’altra vittima eccellente, la Virtus Francavilla di mister Taurino. Per tutto il primo tempo, e buona parte della ripresa, le due squadre si equivalevano, in quanto la freschezza della formazione viterbese si contrapponeva sulla voglia e volontà degli ospiti, imprecisi ed in giornata sfavorevole nonostante il cinico atteggiamento mostrato nel corso della stagione. A dieci minuti dal termine, un intervento falloso su un viterbese, portava Costantino al calcio di rigore, che realizzato decideva il match con la grande soddisfazione dei padroni di casa e gli imperiali, mortificati e rammaricati per essersi allontanati definitivamente dallo lotta al secondo posto e per dare un senso alla stagione cercando di ottenere la migliore posizione in ottica griglia play off.
MONOPOLI – PALERMO: la formazione di Colombo, dopo la sconfitta di Taranto, affrontava una squadra, quella rossa nero, rilanciata sia dalla esclusione del Catania, ma soprattutto dagli ultimi risultati straripanti al Barbera. Passavano diciotto minuti e l’arrembante Palermo passava in vantaggio. Valente raccoglieva un cross, proveniente dalla sinistra e anticipando la difesa adriatica, spediva la palla in rete per l’1 a 0. Nel primo tempo il Monopoli cercava, invano, la via della rete, il Palermo si rendeva pericoloso e tentava di amministrare il vantaggio, operazione che riusciva in tutta la ripresa, nonostante il Monopoli cercasse di creare l’occasione propizia per realizzare la rete del pareggio. Al 32° della ripresa, il Palermo invece trovava la rete del raddoppio con Brunori che ricevuta una bella palla la scagliava in rete con una bella parabola, su cui nulla poteva il portiere dei padroni di casa. Era il sigillo del match in quanto i bianco verdi di Colombo non avevano più le energie fisiche e la lucidità mentale per rimettere in sesto l’incontro e, al termine della contesa, erano i siciliani contenti per aver conquistato tre punti importantissimi per mantenere il secondo posto conquistato anche per l’esclusione dl Catania.
BARI – AVELLINO: la festa al San Nicola vedeva come invitato l’Avellino di Gautieri. Il match giocato con la massima tranquillità da parte dei bianco rossi era affrontato dagli irpini con la consapevolezza della necessità di conquistare almeno un punto utile per la lotta alla seconda posizione. Bari in avanti era più pericoloso, mentre l’Avellino cercava di graffiare ma senza grossi problemi per la difesa bianco rossa. Al 39°, l’episodio che sbloccava l’incontro. Una punizione fuori area sula fascia destra, veniva respinta lontano dalla difesa irpina, poi, Maita, prendendo la mira, calciava la sfera imprimendole una parabola velenosa, tanto da farla finire in rete. Finiva così la gara con il Bari ancora in avanti, l’Avellino alla ricerca dell’improbabile rete del pareggio, poi alla fine del match, la grande amarezza degli ospiti si contrapponeva alla gioia dei padroni di casa, di fronte agli oltre ventimila spettatori presenti al San Nicola, per celebrare il rientro in serie B, dopo quattro stagioni di purgatorio tra D e C.
Fabrizio Di Leo














