Oleg Antonov, pallavolista classe ’88, inizia la sua carriera nelle giovanili del Treviso. Da qui la sua carriera si riempie di medaglie tra cui anche una medaglia olimpica e di grandi soddisfazioni e traguardi. Quest’anno è arrivato nella Prisma con il ruolo di Schiacciatore.
La tua carriera è iniziata nelle giovanili del Treviso, con cui hai vinto il Campionato Italiano Under 20. Cosa ricordi di quell’esperienza?
“A Treviso è dove sono cresciuto e ho imparato tutto quello che oggi conosco della pallavolo. E’ stata per me un’esperienza che resterà per sempre nel cuore, anche le persone con cui ho avuto a che fare, gli allenatori e la società di Treviso. E’ stata una fortuna per me essere cresciuto li, è stato veramente importante come ambiente e sono orgoglioso di aver fatto parte di quella realtà.”
Nel 2015 hai esordito nella Nazionale Italiana contro l’Austria e nello stesso anno ti sei aggiudicato una medaglia d’argento alla Coppa del Mondo e una medaglia di bronzo al Campionato Europeo. Hai conquistato anche una medaglia d’argento alle Olimpiadi. Che sensazioni hai provato?
“Le medaglie sono sempre cariche di emozioni perché arrivi a giocarti delle partite importanti. Questo ti da molta carica e sono dei momenti molto particolari, non solo nella vita prettamente sportiva, ma sono cose che dopo è bello raccontare. Comunque quello che voglio dire sulla Nazionale è che ogni partita, ogni allenamento, non solo le finali ma ogni ogni presenza è particolare e molto importante, perchè sai che fai parte di una realtá così grande e di rappresentare innanzitutto il tuo Paese, poi sai di far parte di un gruppo di giocatori tra i più forti della Nazione. Le Olimpiadi sicuramente sono state in generale un’esperienza molto significativa per me e credo per ogni giocatore con cui ho avuto il piacere di condividerle, perché le Olimpiadi sono le Olimpiadi, credo che non ci sia nient’altro da aggiungere. Poi essere andati in finale è stata un’emozione unica.”
Dopo un’annata conclusasi troppo presto nella squadra di Istanbul a causa del covid, nella stagione 20-21 sei rientrato in Italia per giocare nella Superlega Italiana con la You Energy, dove sei rimasto per due anni. Quest’anno arrivi nella Prisma. Cosa ti aspetti da questa nuova esperienza?
“A Piacenza avevo un ruolo marginale e entravo in campo solo nei momenti di bisogno per aiutare la squadra. Quest’anno ho sicuramente un ruolo un po’ più importante ed è per questo anche che sono venuto a Taranto. E’ una nuova sfida innanzitutto con me stesso. E’ un’esperienza che mi da tanta carica e di mio spero di dare il massimo contributo per raggiungere il nostro obiettivo che è la salvezza.”
Sabato, come prima partita di campionato, avete iniziato alla grande, giocandovela punto punto con i campioni d’Italia. Si poteva fare qualcosa di meglio?
“Quando perdi si può sempre fare qualcosa di più, specialmente dopo una partita contro la Lube. Abbiamo giocato contro la Lube che è la squadra che ha vinto l’anno scorso lo scudetto e non dobbiamo dimenticarcelo, però per come si era messa la partita magari i primi due set potevamo fare qualcosina in più. Ma comunque è stata una partita positiva e vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno, abbiamo espresso una buona pallavolo. Ci è mancata qualcosina alla fine dei set ed è un punto sul quale lavoreremo in palestra, sempre con grossa umiltà, per trarre vantaggio da questa partita che abbiamo appena disputato.”
Ora domenica giocherete contro la Top Volley Cisterna. Come state preparando questa partita?
“Come detto prima, siamo tornati in palestra a lavorare sui nostri difetti, preparandoci in base all’avversario che troveremo davanti e con grossa disponibilità, grinta e carica. Siamo in campo in palestra per allenarci per trarre vantaggio da questa settimana un pò più lunga, che insomma ci permette di allenarci bene.”
Quali sono le tue aspettative per questo campionato sia personali che generali?
“Le possiamo unire dicendo una cosa: io con le aspettative non vado tanto d’accordo. Io cerco di guardare alle aspettative giorno per giorno, partita per partita, allenamento per allenamento, per cercare di migliorarsi ogni giorno, in ogni singolo tocco che faccio in palestra. Secondo me questa potrebbe essere una cosa, non dico arma vincente, che secondo me mi aiuta e potrebbe aiutare tutta la squadra, pensare partita per partita e misurarsi punto dopo punto, allenamento dopo allenamento, per arrivare al meglio nelle condizioni per ogni gara la domenica e cercare di portare a casa dei risultati.”
Francesca Raguso














