| foto Franco Capriglione |
Alla vigilia della sfida del Taranto in casa del Nola abbiamo intervistato mister Liquidato che da circa due settimane è tornato a sedere sulla panchina dei bianconeri. A lui abbiamo chiesto le sue impressioni sulla gara di domenica prossima e qualche parere sul campionato.
Avrà sicuramente visto il Taranto all’opera contro il Bitonto che vincendo ha agganciato la vetta della classifica, cosa teme maggiormente degli ionici, i singoli oppure il gruppo?
Io penso che mister Panarelli abbia un’orchestra importante e ben collaudata e lui è un ottimo direttore d’orchestra. Ho visto una squadra molto pratica che ha ottenuto quello che voleva adattandosi alle fasi di gioco. In questo momento questa squadra ha pochi punti deboli, ha inanellato la sesta vittoria consecutiva. Ora sono al primo posto e vorranno dire la loro fino alla fine.
Il Nola domenica scorsa non ha giocato per la neve che si è abbattuta su Picerno, questo è un vantaggio o un fattore negativo se si pensa al ritmo partita interrotto?
Ho lasciato questa squadra tre mesi fa e ora sono stato richiamato, questa è la prima volta che mi capita di essere richiamato. Ora devo rinsaldare la panchina, questo è il mio primo pensiero. Noi domenica scorsa dovevamo affrontare la prima della classe e ora affronteremo il Taranto che è la prima della classe. Non voglio che la squadra se non dovesse fare risultato domenica si aggrappi alla scusante di essere stati fermi una domenica. Questa sosta forzata ci è servita per ricompattare il gruppo e io ho avuto più tempo per lavorare sulle mie situazioni tattiche.
Che squadra ha trovato al suo ritorno?
Ho trovato una squadra in forma fisicamente e stabile emotivamente. È una squadra che quando sono andato via aveva una rosa di 30 giocatori ora ne ha 18. La società ha fatto una scelta giusta e ponderata. Conosco tutti i giocatori che stavano con me già da prima per cui per questo motivo la società ha pensato di fare questa scelta.
Voi siete coinvolti nella lotta per evitare i play out, attualmente siete fuori ma ci sono tante squadre campane nelle ultime posizioni. Come si spiega questa flessione del calcio campano negli ultimi tempi?
Il calcio campano in questo momento ha delle difficoltà oggettive con gestioni societarie che nel passato hanno sperperato e adesso si fa la corsa al risparmio. Forse non si era abituati a questo e adesso si hanno dei contraccolpi, però il calcio attuale deve essere fatto di programmazione e di presidenti che non possono svenarsi e allora se nel passato ci sono stati imprenditori che hanno perso tanto, adesso pensano a non farsi del male. Poi le piazze che sono in fondo alla classifica sono tutte molto piccole. Le difficoltà le avute anche una grande città come Taranto che io penso meriti almeno la lega Pro. Noi in Campania abbiamo il Napoli che porta via tanti spettatori dalle squadre minori.
Affronterete il Taranto e poi il Picerno e Cerignola. Siete un po’ l’ago della bilancia delle prossime settimane. Chi la spunterà?
Il girone di ritorno è completamente diverso rispetto all’andata. Io nel girone di andata ho incontrato sia il Taranto che il Picerno e devo dire che se il Taranto l’avevo messa tra le squadre favorite, al Picerno non davo tanto credito. Invece è una squadra che gioca molto bene al calcio con ottimi giocatori. Il Taranto è una corazzata creata per vincere, strutturata con elementi importanti. In questa categoria avere under bravi significa avere fatto il 50% del lavoro. Queste tre squadre battaglieranno fino alla fine. Anche il Cerignola ha fatto investimenti importanti. Poi entrano in ballo tanti fattori come il fattore ambientale. Il pubblico di Taranto è veramente straordinario, può fare la differenza.
Andrea Loiacono












