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Messina-Taranto 1-2, la fotogallery

Serie C/C, il Taranto vince sul campo del Messina. E’ la prima vittoria storica

Ultima giornata del girone di andata, piena di sorprese, tanto in vetta che nella lotta per la composizione della griglia play out

19^ ed ultima giornata del girone di andata, piena di sorprese, tanto in vetta che nella lotta per la composizione della griglia play out. Il Catanzaro, solitaria capolista, mantiene il vantaggio sulla seconda, il Crotone, asfaltando letteralmente un Potenza annichilito che, dopo neanche 60 secondi, andando in svantaggio, al Ceravolo, riusciva, chiaramente a recuperarlo e cominciava a mettere il sigillo sul 16° successo stagionale (su 19 incontri disputati). La ripresa, infatti, era subito caratterizzata da due reti, in meno di dieci minuti, e, sul 5 a 1, la rete, nel finale di match, determinava il risultato tennistico. Il Crotone, unico immediato inseguitore e, probabilmente, solitario interlocutore dei giallorossi, fino al termine della stagione, ad Avellino, in casa del Giugliano, dopo essere passato in svantaggio, ad inizio gara, passava in vantaggio per un penalty quindi, nella ripresa, al secondo goal subito, reagiva di prepotenza tanto che, grazie ad un 1 – 2, micidiale, ribaltava il risultato e conquistava tre punti fondamentali per rimanere ancora in corsa per il primato. Il Pescara di Colombo, dopo la vittoria di Monopoli, cadendo inaspettatamente in casa con il Picerno, non riuscendo a recuperare, in pratica, alimentava lo scontento dell’ambiente bianco azzurro, dicendo, indirettamente, addio ai sogni di gloria, sia al primo posto (lontano ormai 13 punti) che anche alla seconda piazza (Pescara, sette punti distante). Fluidità, intanto, alle spalle delle prime tre. La Juve Stabia, nel posticipo di Cerignola, dopo un buon periodo di cotinuità positiva, cedeva rovinosamente, per 2 a 4, rilanvciando le quotazioni del Cerignola e frenando la corsa al terzo posto, sempre distante otto punti, in cocomitanza della sconfitta casalinga del Pescara. A quota 27, assieme al Cerignola, la sconfitta del Giugliano e le contemporanee vittorie di Picerno e Latina, creavano un quartetto inedito. I pontini di Di Donato, in trasferta, ad Andria, passavano di forza con un perentorio 3 a 0 che oltre al loro balzo in classifica, ulteriormente stoppavano i pugliesi di Doudou, ora in netta difficoltà e sempre più lontani dalla quint’ultima posizone (la migliore, nella potenzale griglia play out). Intanto, la nuova coppia Taranto e Foggia, si posizionava nella griglia play off, marginalmente, ma mandando un chiaro segnale al campionato della loro presenza imponente, maturata nelle ultime settimane. Il Taranto di Capuano, con una prova di forza, caratttere e sagacia tattica del suo tecnico, espugnava il Franco Scoglio, con il bomber Tommasini (alla quarta marcatura consecutiva stagionale) e Antonio Romano, cecchino dagli undici metri, per confezionare un successo che solo nel finale, per il casuale, quanto pregevole, goal dell’ex Versienti, sembrava potesse riaprirsi. Anche i foggiani di Gallo, in una trasferta complicata come quella di Torre del Greco, riuscivano ad espugnare il Liguori, con i goal di Garattoni e Di Noia, mandando in crisi i corallini ed alimentando una strisciante contestazione del pubblico locale contro i vertici societari, rei di una sessione estiva di calcio mercato che è costata l’avvicendamento già di due tecnici e rischio concreto del terzo cambio di guida apparsa finora, strampalata. Il Monopoli di Pancaro, intanto, atteso dalla trasferta di Agropoli (nuovo campo neutro dei vallesi), dopo la doppia sconfitta casalinga subita, si riscattava ampiamente, superando i padroni di casa, con un punteggio tennistico ( 5 a 1), riproponendo la propria candidatura alle mighliori posizioni di vertice, in ottica play off. Il Monterosi, formazione enigmatica, ospitava l’Avellino, ancora alla ricerca della propria identità e di punti utili ad allontanarsi dalla zona play out. Ne usciva un pareggio che, alla fine, accontentava tutte e due le formazioni, in quanto, senza grandi sussulti, il match sciviolava via, fino al fischio dell’arbitro che decretava la spartizione della posta in palio. A Francavilla Fontana era di scena il classico scontro diretto per la retrocessione in ottica play out. La tensione palpabile, mostrava un match, vibrante, ma infarcito di timore d’incorrere in errori che avrebbero potuto essere fatali. Dopo la prima frazione, che si chiudeva con i padroni di casa in vantaggio, grazie ad un calcio di rigore realizzato da Patierno, nella ripresa i laziali trovavano la forza di pareggiare poi, quando sembrava che il risultato potesse andare bene, più ai viterbesi che ai pugliesi, dal cilindro magico degli imperiali, usciva la rete di Risolo, marcatura che tagliava le gambe ai laziali e, al fischio finale, la gioia dei locali era l’altra faccia della medaglia, in cui la delusione ed amarezza dei viterbesi era evidente.

CATANZARO – POTENZA: partita, come suggerisce il risultato finale, senza storia e sempre in controllo di quella che è sempre di più la capolista. L’inerzia del match si capiva da subito dal momento che l’orologio non faceva in tempo neanche a completare il suo primo minuto che i calabresi passavano in vantaggio con Katseris che, su assist di Biasci, doveva solo metterla dentro. Gli ospiti comunque semvabrano vivi, almeno ai primissimi chiarori del match, e infatti pareggiavano i conti al settimo con Di Grazia (bella la sua conclusione). Al quarto d’ora, però, i ragazzi di Vivarini tornavano nuovamente avanti grazie ad un calcio di rigore realizzato da Biasci. Il tris arrivava al 37′ pt: azione alimentata da Vandeputte sulla sinistra, con il pallone che trovava in area Sounas che la metteva sotto l’incrocio. Nella ripresa la musica non cambiava e i locali calavano anche il poker dopo quattro minuti ancora una volta con Biasci mentre la cinquina che stroncava definitivamente ogni lieve speranza ospite arrivava al nono minuto su firma di Vandeputte che liberava un gran tiro. Il punto esclamativo, semmai ce ne fosse stato bisogno, lo firmava Iemmello al 38′ st. Il Catanzaro dimostrava sempre di essere il padrone del campionato e la serie B ancor più vicina, alle sue spalle il Crotone non mollava.

GIUGLIANO – CROTONE: un Crotone capace di soffrire, attendere e ribaltare una gara che sembrava quasi persa. La squadra calabrese conquista i tre punti al “Partenio-Lombardi” di Avellino, avendo la meglio su un Giugliano che, forse ai punti, avrebbe meritato per lo meno il pareggio.Quella contro il Giugliano non è stata però una sfida semplice per il Crotone. Al 6′ il Crotone incassava, quasi a freddo, la rete di Rondinella, andando in difficoltà. Al 17′ un fallo in area ai danni di Golemic portava al rigore che valeva il pareggio di Gomez. Al 3′ della ripresa arrivava il nuovo vantaggio dei padroni di casa con Salvemini. Le sostituzioni cambiavano le carte in tavola e il Crotone sfondava per due volte sempre con Guido Gomez: al 16′ arrivava la rete del 2-2, al 21′ su giocata di Chiricò, segnava il definitivo 2-3. Nel finale da annotare in pieno recupero un palo colpito da Iglio dalla lunga distanza con sfera bloccata da Dini. Finiva così, con l’inseguimento alla capolista Catanzaro che, a dispetto dei numeri, continua.

PESCARA – AZ PICERNO: altro ko casalingo, il secondo consecutivo dopo quello con il Taranto. Il Picerno vinceva e con merito 1-0 con un rigore di D’Angelo dopo un’ingenuità di Delle Monache. Pochissimi sostenitori sugli spalti, le bandierine biancazzurre che sventolavano sono dei tanti giovani calciatori che sognano di diventare campioni e che assistitevano in tribuna al match. Toccante minuto di silenzio per Sinisa Mihajlovic. Primo tempo avaro di emozioni ma con un Picerno brillante e che si faceva preferire per idee e per organizzazione. Kouda e Dettori avevano una marcia in più, il Pescara si affidava ai lampi di Desogus che però non incideva più di tanto. Applausi e tanti sorrisi all’intervallo con i bambini abruzzesi entrati in campo con la musica di Natale in sottofondo. Approccio diverso, nella ripresa squadra, pimpante ma sagra delle palle perse. Ed erano sanguinose. La prima di Desogus era salvata da Cancellotti, la seconda da Milani, mentre la terza di Delle Monache, Al 18° mandava dal dischetto il Picerno. Il classe 2005, nel tentativo di farsi perdonare un errore, con la foga stendeva D’Angelo. Lo stesso numero 10 dal dischetto spiazzava Sommariva. E la partita diventava un fac simile di quella con il Taranto. Solo nel finale Brosco, di testa, sfruttava un errore del portiere, ma De Franco salvava sulla linea. Con il Crotone che ribaltava il match contro il Giugliano, il secondo posto era lontano 7 punti. Non un finale di 2022 roseo per un Pescara che nei primi mesi aveva fatto sognare.

AUDACE CERIGNOLA – JUVE STABIA: le vespe di Castellammare di Stabia perdono e si svegliano tardi al termine di una partita pazza ma alla fine divertente. Faceva festa la squadra di Pazienza. Alla prima occasione degna di nota passava subito il Cerignola. Al 12′ palla lunga raccolta da Malcore, difesa troppo tenera delle vespe e l’attaccante trovava il bersaglio grosso con un bel tiro. Punizione Cerignola, palla a D’Andrea che pizzicava e Barosi si salvava. Altra occasione per i padroni di casa. Al 35′ punizione vespe a firma di Scaccabarozzi e palla sulla traversa. Sul morire del primo tempo, Russo sparava su Barosi ma sulla respinta D’Andrea calciava incredibilmente fuori. Si andava al the caldo con i padroni di casa in vantaggio. Achik, che infilava Mignanelli e si presentava solo davanti a Barosi ma il portiere volava e salvava i suoi. Ricci pizzicava con una deviazione e secondo legno della serata. Sainz-Maza raccoglieva un contropiede di Achik e chiudeva in porta una bella azione che valeva il 2-0 al minuto 60′ Berardocco si addormentava in area dopo un pericolo e D’Andrea ringraziava e faceva 3-0 al 64′.In precedenza lo stesso Berardocco aveva colpito il terzo legno della serata. Notte fonda per le vespe. Tiro cross al veleno delle vespe con Mignanelli e palla nel sacco. 3-1 al 68′. Da capire se qualcuno aveva deviato il porta il cross velenoso. Cambi in vista: Per la Juve Stabia dentro Santos, D’Agostino e Guarracino per Berardocco, Silipo e Pandolfi. Per l’Audace Cerignola dentro Ruggiero per Sainz-Maza. Maggioni out per Gerbo. Al 78′ dopo un piazzato Santos in rovesciata riapriva la gara 3-2. Cross di Guarracino al veleno ma nessuno ci metteva il naso per il 3-3. D’Ausilio e Gonnelli per D’Andrea e Tascone. Malcore da buona posizione si divorava la palla della gloria da buona posizione. Adesso la gara era davvero molto divertente. Della Pietra per Caldore era l’ultima mossa di Colucci nel recupero. Achik in pieno recupero faceva 4-2. Capomaggio sfiorava ancora il goal ed era l’ultima emozione della partita che diceva 4-2 Cerignola.

FIDELIS ANDRIA – LATINA: seconda vittoria consecutiva per il Latina che dopo l’Audace Cerignola batte anche la Fidelis Andria con un rotondo 3-0. Un modo eccellente di concludere il girone d’andata per la squadra nerazzurra, grazie ai 27 punti conquistati in 19 partite. Nel primo quarto d’ora di gioco la sfida scorreva sui binari dell’equilibro, con i due portieri sostanzialmente inoperosi. Il Latina in questo primo spicchio di match si faceva apprezzare maggiormente per le giocate, mentre la Fidelis Andria commetteva diversi errori in fase di disimpegno che potevano costare caro alla squadra di Doudou. La prima vera parata del match era ad opera di Savini, che si sporcava i guantoni per bloccare il destro dal limite di Carissoni.
Al 33’ il Latina passava meritatamente in vantaggio. Azione personale di Carissoni sulla trequarti che trovava il varco giusto per servire Riccardi; il centrocampista nerazzurro, una volta controllato il pallone, metteva in area un traversone velenoso che trovava alla perfezione Sannipoli, il quale con un preciso destro all’angolino basso superava Savini per la rete dei pontini. Proprio alla fine del primo tempo la Fidelis Andria restava in dieci uomini. Carletti riusciva a sfuggire a tutta la retroguardia di casa, con Dalmazzi che non poteva fare altro che stendere l’attaccante nerazzurro, guadagnando così anzitempo gli spogliatoi. Minuto 54 e il Latina trovava il gol del raddoppio. Tutto nasceva da un pallone ben gestito sulla trequarti da Riccardi, che riusciva ad allargare per Sannipoli; il numero 8 tirava fuori dal cilindro un destro potente, che anche grazie a una deviazione, superava Savini insaccandosi in rete. Passavano solo quattro minuti e il Latina calava il tris. Azione spettacolare della squadra nerazzurra che con tre tocchi andava in porta per la terza volta. L’azione era iniziata da Carletti che si appoggiava su Barberini; il centrocampista vedeva l’inserimento di Riccardi che tutto solo davanti a Savini lo superava per la rete del 3-0. Solo al 65’ la Fidelis riusciva a portarsi in avanti in maniera pericolosa, con Fabriani che per poco non superava Cardinali con un diagonale di destro insidioso. Nel corso della ripresa il tecnico nerazzurro Daniele Di Donato si affidava anche a forze fresche, inserendo Antonio Esposito, Tessiore, De Santis e Amadio al posto di Carissoni, Carletti, Barberini e Sannipoli. Ottima la prestazione dell’esterno nerazzurro, che con una doppietta si regalava una serata da protagonista. L’ultimo cambio per il Latina veniva effettuato all’ottantesimo, con Di Mino che subentrava ad Andrea Esposito. Non c’erano più emozioni nel corso del match che si concludeva dopo due minuti di recupero.

MONTEROSI TUSCIA – AVELLINO: l’ Avellino di Massimo Rastelli non riesce a conquistare la terza vittoria consecutiva in campionato. E’ solo 0 a 0 a Viterbo contro il Monterosi Tuscia, penultima in classifica, in una gara molto noiosa e che ha visto la formazione di casa andare più vicina alla vittoria rispetto ai biancoverdi. Gli irpini devono ringraziare Pane che ha evitato la battuta d’arresto. Ma sono state poche le emozioni della gara sia dall’una che dall’altra parte. Nel primo tempo Pane salvava il risultato su Parlati mentre per i lupi una conclusione di Casarini era deviata in angolo dal portiere del Monterosi. Nel secondo tempo è Casarini ad avere la palla per sbloccare il risultato ma il centrocampista di Rastelli veniva fermato all’ultimo istante da un difensore della squadra di casa. Il Monterosi rispondeva con Rocco Costantino che però veniva fermato sul più bello da Tito. La gara pian piano si addormentava e le squadre si accontentavano del pareggio. Si chiudeva un girone d’andata deludente per l’Avellino che andava al giro di boa a quota 24, in decima posizione, ultima utile per i play off, e a soli tre punti dai play out in una classifica molto corta a parte le prime tre che fanno un campionato a parte.

GELBISON – MONOPOLI: il calcio professionistico approda nel Cilento grazie alla Gelbison che dopo quattro mesi di esilio forzato a Pagani, ha esordito allo stadio Guariglia di Agropoli. Ospite di turno il Monopoli che però non è sembrato affatto disposto a fare da sparring partner dei rossoblu. La formazione pugliese aveva in panchina l’ex Milan e Lazio Pippo Pancaro, compagno di squadra proprio con le aquile di Sinisa Mihajlovic cui era dedicato il minuto di silenzio prima dell’avvio del match. La gara vedeva subito il Monopoli avanti. I bianco verdi si mostravano più volte pericolosi dalle parti di D’Agostino e dopo un’occasione di Fella al 7’ passavano in vantaggio al 10’ grazie a Pinto che sugli sviluppi di un corner gonfiava la rete. Sotto di un gol i rossoblu provavano ad alzare il loro baricentro anche se la squadra pugliese si difendeva bene e ripartiva. Il gol per la Gelbison arrivava al 20’ grazie ad uno straordinario calcio piazzato di De Sena che dal limite riusciva a piazzare la palla nell’incrocio dei pali. A questo punto il match viveva una fase di stallo fino al 30’ quando ancora De Sena faceva partire un rasoterra che attraversava tutta l’area senza che nessun calciatore in maglia rossoblu riesca nel tap in. Gol sbagliato gol subito: passavano sei minuti e ancora sugli sviluppi di un angolo è De Santis a riportare avanti il Monopoli. I pugliesi avrebbero anche l’opportunità di andare sul 3 a 1 ma la rete di Starita veniva annullata per fuori gioco. Eravamo al 42’ e un minuto dopo era Fella a tentare una conclusione dai 25 metri che finiva di poco alta. La Gelbison sembrava incapace di reagire e chiudeva la prima frazione di gioco nel tentare di contenere le offensive bianco verdi. Il risultato comunque non cambiava più. Si andava negli spogliatoi sul 2 a 1 per gli ospiti. Il secondo tempo si apriva così come si era chiuso il primo e al Monopoli bastava un giro di lancette per segnare il 3 a 1. In rete sugli sviluppi di un’azione corale era De Santis che dal limite lasciava partire un tiro che sorprendeva ancora D’Agostino. Con il doppio vantaggio la compagine di Pancaro abbassava il suo baricentro e la Gelbison tentava l’affondo ma senza esito. L’occasione migliore passava ancora per i piedi dei calciatori del Monopoli: al 60’ era Rolando che dal limite chiamava D’Agostino alla deviazione in corner. Sugli sviluppi dell’angolo Viteritti, lasciato in aerea colpevolmente solo, siglava il poker. Per vedere di nuovo la Gelbison avanti bisognava attendere il 70’ quando Faella concludeva un’azione personale calciando tra le braccia Vettorel. Era un fuoco di paglia.Nei minuti finali, dopo una fase di stallo e con le squadre ormai lunghe, arrivava anche il quinto gol del Monopoli con Starita che gonfiava ancora una volta la rete. Finiva 5 a 1 per la squadra di Pancaro che scavalcava proprio i cilentani in classifica.

TURRIS – FOGGIA: Dopo l’ottima prestazione disputata contro il Catanzaro, il Foggia è ospite della Turris nel diciannovesimo turno di Lega Pro. I corallini sono guidati da Di Michele, ex rossonero. Queste le sue scelte di formazione (3-5-2): Perina; Manzi, Frascatore, Boccia; Vitiello, Gallo, Acquadro, Contessa, Haoudi; Maniero, Longo. Anche il Foggia si predispone con lo stesso modulo: Nobile; Leo, Sciacca, Rizzo; Garattoni, Frigerio, Odjer, Schenetti, Costa; Peralta, Ogunseye. Al 4′ Nobile blocca un timido tiro di Maniero. Il Foggia si affaccia in area avversaria al 9′ quando Costa prova la conclusione mancina. Al 32′ Maniero stacca al centro dell’area e colpisce la traversa. La risposta del Foggia giunge al 38′ con un piazzato di Peralta di poco fuori. Proprio sul tramonto del primo tempo, il Foggia sblocca il match: Odjer imbuca Garattoni che trafigge Perina e porta avanti i rossoneri all’intervallo. Al 52′ la Turris ristabilisce la parità con un’incornata letale di Maniero. Al 61′ l’autore del gol sfiora il palo, portando i padroni di casa ad un passo dalla completa rimonta. Al 65′ Gallo effettua tre cambi: escono Odjer, Frigerio e Peralta per far posto a Petermann, Di Noia e D’Ursi. Proprio Di Noia riporta avanti i rossoneri al 71′, con una zampata dopo il palo colpito da Ogunseye. In pieno recupero viene espulso Contessa. Dopo quattro minuti di extra-time, il Foggia esce vincitore da Torre del Greco, grazie ai gol di Garattoni e Di Noia.

ACR MESSINA – TARANTO: Con quattro sconfitte di fila sul groppone un Messina in crisi nera e desolatamente ultimo in classifica ospita il Taranto nell’ultima giornata del girone d’andata. Konate, Berto, Marino, Grillo e Catania le novità di formazione varate rispetto alla prova da dimenticare di Castellammare di Stabia, con Auteri che sceglie il 4-3-3. Il Taranto parte meglio e al 2’ ci prova al volo Mastromonaco, indirizzando sopra la traversa. Fofana è il primo ammonito del match. All’8’ passa già in vantaggio la squadra di Capuano. Cross da destra di Mastromonaco, che brucia il diretto avversario sulla corsia esterna, per il colpo di testa in girata di Tommasini, Lewandowski pasticcia e si fa bucare. Sullo 0-1 Messina chiamato a reagire, ma decisamente senza idee. Al 23’ Versienti tenta la conclusione dalla distanza, sfera che si perde a lato. Un minuto più tardi tentativo sballato su punizione di Marino: pallone altissimo. Al 30’ il Taranto protesta per un mani di Versienti su cui l’arbitro lascia correre, ma qualche istante dopo il penalty arriva lo stesso. Fofana intercetta col braccio sugli sviluppi del corner battuto da Mazza, questa volta Lovison non ha dubbi e assegna la massima punizione agli ospiti. Dal dischetto A. Romano spiazza Lewandowski e firma il 2-0. Sfida in discesa per i rossoblù. Si va al riposo sul doppio vantaggio per il Taranto tra i fischi dei pochi presenti che hanno assistito ad un primo tempo pessimo dei padroni di casa. Alla ripresa fuori Ngombo, l’unico a lottare, e Marino, dentro Zuppel e Napoletano. Ritmi bassissimi, con i pugliesi in totale controllo del match. Il Messina non crea assolutamente nulla. Dopo Provenzano a rilevare Mazza, Capuano inserisce anche l’ex Manetta (in giallorosso nel 2017/18) per Formiconi. Al 13’ giocata personale di Grillo e tiraccio alle stelle. Al 15’ il primo tiro nello specchio della porta del Messina con Trasciani che stacca di testa sull’angolo calciato da Napoletano, ma Vannucchi blocca. Sul fronte opposto G. Romano manda a lato da favorevole posizione, sprecando tutto sull’assist di Tommasini. Iannone e Fiorani entrano in luogo di Grillo e Mallamo. Al 35′ Catania va a segno su calcio di punizione dal limite, ma Lovison ravvisa una posizione attiva di fuorigioco di Zuppel a disturbare Vannucchi e annulla la marcatura. Ammonito Auteri per proteste. Al 41′, sugli sviluppi di un corner, tiro a giro spettacolare di Versienti che si insacca all’incrocio per l’1-2 del Messina che riesce almeno a ravvivare il finale ed a ritrovare la via del gol dopo quasi cinque gare di digiuno. Sono 3 i minuti di recupero concessi dall’arbitro, ma è vana la reazione tardiva dei peloritani. Fa festa il Taranto dell’ex Capuano, che compie un altro passo verso la salvezza.

VIRTUS FRANCAVILLA – VITERBESE: la Virtus Francavilla si aggiudica lo scontro diretto con la Viterbese e porta a casa tre punti pesantissimi per la propria classifica. 2-1 il finale, per i padroni di casa in gol Patierno su rigore e Risolo. Per vedere il primo timido tentativo della gara bisognava attendere il 24’: Patierno agganciava un buon pallone, dribblava un avversario e calciava da posizione defilata, senza impensierire Bisogno. Sull’azione seguente l’arbitro fischiava un fallo in area sugli sviluppi di un tiro dalla bandierina, decretando il calcio di rigore: sul dischetto andava Patierno che, implacabile, non sbagliava per l’1-0. Nono gol stagionale per il bomber bitontino. Al 34’ prima occasione anche per gli ospiti: cross dalla sinistra e colpo di testa di Polidori, Avella con un autentico colpo di reni deviava la sfera sul fondo. Al 38’ nuovo brivido per la porta della Viterbese: tiro-cross velenoso di Cisco, con il pallone che terminava di fuori di un soffio. Nessun cambio durante l’intervallo, espulso invece l’allenatore ospite Pesoli, già ammonito in campo. Al decimo della ripresa provava a scuotersi la formazione ospite: Pavlev, in sospetta posizione di fuorigioco, tentava la conclusione ma senza inquadrare lo specchio della porta. Al 59’ arrivava il pareggio della Viterbese: sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Mungo, Ricci colpiva e batteva sul primo palo Avella per l’1-1. Dopo l’ora di gioco: fuori Macca e Solcia, dentro Giorno e Pierno. Al 69’, nel momento più complicato della partita, la gemma di Risolo su assist di Murilo: il regista dei biancazzurri, fedelissimo di Calabro, usciva dal cilindro il primo gol della sua stagione e dopo un’incursione delle sue. Al 74’ fuori Maiorino ed Enyan, dentro Cardoselli e Miceli. Al 77’ altra occasione per la Viterbese, con un tiro facilmente neutralizzato da Avella. All’80’ ghiotta occasione per chiudere la partita: Patierno, in contropiede, faceva tutto da solo e calciava verso il secondo palo, mancando l’appuntamento con la doppietta. All’81’ in campo pure Di Marco al posto di Cisco. All’84’ clamorosa occasione per il pareggio: conclusione da fuori di Mungo deviata da Avella, sul tap-in Rodio colpiva clamorosamente la traversa. Un minuto più tardi, Mungo ci provava addirittura da calcio piazzato. Nel finale la Virtus Francavilla teneva la Viterbese lontana dalla propria area e portava a casa tre punti importantissimi e pesantissimi.

Fabrizio Di Leo

Tags: Serie C
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