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Taranto-Monopoli 0-0, la fotogallery

Serie C/C, il Taranto pareggia in casa contro il Monopoli senza reti

Nella lotta al vertice, il Catanzaro, di misura, passava di misura, sul terreno, sempre ostico del Picerno, dimostrando se mai ce ne fosse bisogno della sua superiorità rispetto alle altre diciannove formazioni del girone C

La 20^ giornata (ultima del 2022 e prima del girone di ritorno), alla vigilia, interlocutoria, è stata ricca di goal, sorprese e letale per due tecnici. Nella lotta al vertice, il Catanzaro, di misura, passava di misura, sul terreno, sempre ostico del Picerno, dimostrando se mai ce ne fosse bisogno della sua superiorità rispetto alle altre diciannove formazioni del girone C. La 17^ vittoria stagionale, arrivata con difficoltà, ma poi mantenuta con attenta fase difensiva, non dava spazio ai melandrini del patron Curcio, intenti, per tutto il match, ad arrivare al pareggio ed arpionare un punto che sarebbe stato manna dal cielo. E se il Catanzaro rimane saldamente in vetta, il Crotone rispondeva, non lasciandosi sfuggire l’occasione contro il derelitto Messina, conquistando tre punti, sia pure con un risultato di misura, utile almeno a rimanere in scia dei giallorossi di Vivarini. I siciliani, proprio alla vigilia, ricevevano uno scossone non indifferente. Poche ore prima del match, il tecnico Auteri e il Direttore Sportivo Pitino, annunciavano le loro dimissioni ed il patron Sciotto affidava la guida della formazione a Daniele Cinelli, già tecnico in 2^. La promozione da vice ad allenatore in prima, portava un risultato non indifferente ed in effetti i peloritani, nel primo tempo, imbrigliavano i pitagorici di Lerda. Nella ripresa, poi, i reali valori tecnici facevano e la differenza e, una volta passati in vantaggio, i calabresi lo mantenevano agevolmente fino al fischio finale. Il turno infrasettimanale, invece, risultava letale per il Pescara, certificando la crisi di risultati e non solo, con il tecnico Colombo ancor più sulla graticola e a rischio esonero, quanto prima. Dopo lo stop casalingo con il Picerno, anche Avellino si rilevava fatale per il tecnico bianco azzurro e i suoi ragazzi e la sconfitta, seppur di misura, contro la non impossibile formazione irpina, certificava l’addio alla lotta al vertice (- 16 dal Catanzaro) e la durezza della rincorsa alla seconda posizione (- 10 dal Crotone), nonché aumentava notevolmente il malcontento della piazza abruzzese che si aspettava venissero mantenuti i propositi ed i programmi iniziali che prevedevano un ben altro svolgimento della stagione. Alle spalle dell prime tre, continua la progressione della Juve Stabia, arrivata a meno sei dal terzo posto, che, grazie la derby sofferto contro la Gelbison (vinto di misura), si congedava con i propri tifosi con una vittoria di misura e l’arrivederci al 2023 con spirito immutato e continuazione della rincorsa finora effettuata. Intanto anche il Cerignola continua la scalata, verso i posti d’élite del campionato e, nella seconda gara interna consecutiva superava, di forza, il Monterosi, sempre enigmatico nelle sue prestazioni. La vittoria degli ofantini, consentiva loro, di distanziare il Foggia (sotto di un punto) che con un bottino tennistico, vincendo a Latina (dimostrando un ottimo stato di forma) staccava di due punti un gruppo folto di inseguitori composto da ben cinque formazioni. Detto del Latina, caduto rovinosamente sul proprio campo per mano del Foggia, il Giugliano, al Rocchi di Viterbo, lasciava disco verde ai laziali che, in concomitanza degli altri risultati, superavano l’Andria e si collocavano al terz’ultimo posto in classifica. Il Picerno, come detto, si stoppava, al Curcio, al cospetto delle capolista Catanzaro, con l’Avellino, contemporaneamente, capace di battere il Pescara, ormai distratto dalle voci, tante, di mercato. A chiusura di questo plotone, si collocava il Taranto di Capuano che, in una gara povera di occasioni da rete, ma molto intensa sotto il profilo agonistico e mentale (con latente nervosismo, a stento controllato dall’arbitro), pur non prevalendo, portava a casa un punto che veniva apprezzato dal pubblico (più numeroso del solito) presente sugli spalti. Un gradino più sotto del plotone a 27 punti, si collocava il Monopoli che proprio allo Iacovone, sia pure con diverse attenuanti dovute alle numerose assenze, era costretto ad accontentarsi al pareggio, in questo anonimo campionato disputato che neppure la nuova guida tecnica (Pancaro aveva sostituito Laterza, alcune settimane orsono) ha contribuito a dare una svolta importante. Nella zona medio bassa, il Francavilla, alla Nuova Arredo Arena, superava nettamente una Turris in crisi profonda ed in caduta libera, stop dolorosissimo che portava al terzo esonero stagionale, con l’addio a Di Michele ed in attesa del quarto timoniere stagionale (Canzi, nella sessione estiva dell’annata 2022 – 23, Padalino dalla 1^ giornata fino al 25 ottobre e Di Michele fino al 23 dicembre), al fine di invertire un pericoloso trend di scivolamento, in caduta libera, in piena zona play out. Potenza – Andria era un classico scontro diretto, con punti pesantissimi per entrambe (più per gli ospiti, a dir la verità) che è stata incerta nella prima frazione con equilibrio dovuto al punteggio di 1 a 1. Nella ripresa, la solita Andria subiva la rete dello svantaggio e alla fine la sconfitta condannava i federiciani al penultimo posto (scavalcati dalla Viterbese, vittoriosa in casa contro il Giugliano) e metteva in discussione l’allenatore Doudou, in una formazione che appariva lontana parente di quella briosa e sbarazzina, ammirata nelle prime giornate di stagione.

AZ PICERNO – CATANZARO: di misura e non senza sforzo. Anche a Picerno il Catanzaro passava facendo suoi tre punti pesantissimi al termine di novanta e più minuti che definire complicati potrebbe risultare quasi un eufemismo. Tosto l’incrocio finale del 2022 per la capolista frenata per gran parte della gara dai rossoblù lucani, compatti e diligenti dal punto di vista tattico. A decidere la gara e a rompere gli equilibri una rete di Pietro Cianci nel quarto d’ora finale. Per il Catanzaro un’altra vittoria che chiudeva bene l’anno ed ottimamente apriva il girone di ritorno. Formazione di partenza confermata nelle fila giallorosse con Fazio al posto dello squalificato Martinelli e Katseris preferito a Tentardini sulla corsia di destra; dall’altra parte mancava Dettori: Longo ci metteva una pezza schierando dal primo minuto il rientrante De Ciancio e lasciando invariati i restanti dieci undicesimi protagonisti del colpo a Pescara. Aquile in maglia natalizia speciale, al loro seguito oltre settecento tifosi. Tutt’altro che semplici per il Catanzaro le fasi della prima frazione complice un Picerno davvero ben messo in campo ed abituato a muoversi con disinvoltura sul fondo sintetico. La prima occasione per rompere la parità se la procuravano proprio i padroni di casa con un cross di D’Angelo al dodicesimo su cui Diop impattava di testa senza però angolare troppo, facilitando per questo la parata di Fulignati. Nell’azione Vandeputte accusava un colpo, rimaneva a terra stordito, ed il match si metteva in pausa per diversi minuti; quando la palla ricominciava a viaggiare le aquile provavano a riordinare le idee ma solo in prossimità dell’intervallo riuscivano a produrre qualcosa di concreto con la parabola a metà tra tiro e cross di Sounas che scheggiava la traversa al minuto quaranta tre e la bella azione tutta al volo orchestrata da Iemmello e Verna conclusa dal centrocampista – in posizione di fuorigioco – con uno sparo poco preciso. Per il resto tanti duelli in mezzo e poco spazio per la capolista messa in difficoltà dalla compattezza rossoblù. Lo spartito restava uguale anche nella ripresa nonostante – anche per fisiologico calo – le squadre tendevano ad allungarsi. Se ne accorgeva Vivarini che per questo cambiava a centrocampo – dentro Bombagi, fuori Sounas – e pure in attacco inserendo centimetri in più per dar manforte a Iemmello – fuori Biasci, dentro Cianci. L’effetto quasi immediato di questo aggiustamento era il vantaggio che arrivava al settantaduesimo con un cross dalla sinistra di Vandeputte su cui proprio il nuovo entrato barese si gettava a capofitto prima impegnando Crespi di testa, poi trafiggendolo sulla corta respinta di piede. E dire che qualche istante prima erano stati i padroni di casa a sfiorare l’uno a zero con un positivo recupero di D’Angelo ed un rigore in movimento marchianamente sbagliato da D’Angelo a centro area. Il sorpasso giallorosso incanalava la gara e per evitare rischi Pontisso e Rolando venivano spediti dentro per dare nuove energie – out Verna e Katseris; nella coda spazio anche ad una punizione insidiosa di Bombagi deviata in corner dal portiere lucano. Extra large il recupero con otto minuti concessi: al loro termine un’altra festa giallorossa a far da chiosa ad una domenica non facile, non semplice, per ovvie ragioni non bella, ma tremendamente importante per il Catanzaro.

CROTONE – ACR MESSINA: prima occasione del match al 7′ Tribuzzi che di testa spediva di poco alto. Al 13′ ancora il Crotone con Vitale che colpiva un traversone di testa, palla che usciva non di molto. Risposta Messina al 14′ ripartenza di Catania che tentava di incunearsi tra le fila crotonesi, chiuso dalla difesa. Al 22′ su calcio d’angolo Lewandowski mancava l’intervento ma Golemic non ne approfittava mandando a lato. Al 25′ tiro di Chiricò dal vertice destro, bloccava Lewandowski. Partita che perdeva ritmo, al 36′ il Messina andava al tiro con Catania e Iannone ma parava comodamente Dini. In chiusura di frazione Crotone che segnava con Kargbo di testa su cross di Chiricò ma l’arbitro annullava per una spinta. Ci provava subito il nuovo entrato Rojas, parava a terra Lewandowski. Al 51′ Calapai sprecava un’occasione da dentro l’area mandando la sfera in curva. Al 62′ il Crotone passava in vantaggio con Petriccione che in spaccata trovava il tocco giusto per spedire la palla nell’angolo basso alla sinistra di Lewandowki. Risposta Messina al 67′ con Zuppel dal limite, palla alta. Al 76′ ancora Messina al tiro con Fofana, parava a terra Dini. Al 78′ Chiricò serviva Rojas in area, tiro e parata a terra Lewandowski. Al 78′ Crotone vicino al due a zero con Awua che tirava dal limite ma la deviazione di Ferrini faceva sbattere il pallone sul palo. All’81′ il Messina vicino al pareggio con Zuppel che colpiva di testa su cross dalla trequarti di Marino, parava in due tempi Dini. Nel secondo dei cinque di recupero, Chiricò appoggiava a Gomez che dal limite faceva partire un piazzato che Lewandowski respingeva.

AVELLINO – PESCARA: al Lombardi Partenio, gli irpini di Rastelli si giocavano una fetta importante del futuro, in ottica, al momento, permanenza. L’avversario proposto dal calendario poteva essere letto in due visioni. Il Pescara, dall’inizio della stagione, in rincorsa alla prima posizione, provenendo da una serie negativa che lo aveva visto soccombente due volte in casa, doveva necessariamente rilanciarsi per non accumulare, ulteriore ritardo dal Crotone, attuale inseguitore credibile del Catanzaro capolista. La partenza fulminate dei padroni i casa (dopo otto minuti Kanoutè, bucava la rete abruzzese), nonostante mancassero 82 minuti, oltre recuperi, era una mazzata abbastanza pesante per gli adriatici, già arrivati in Irpinia, in affanno. Nervosismo, imprecisione, bravura sia della linea difensiva irpina che del portiere bianco verde, non consentiva agli ospiti di poter sperare, almeno in un pareggio e, al fischio finale, tensione massima nell’entourage pescarese, bocche cucite e Natale amaro per tutto l’ambiente bianco azzurro. La fine della corsa alla vetta, ma probabilmente anche la rincorsa alla seconda piazza (distante ora dieci punti), rimaneva la più grande mortificazione, anzi ora Colombo e i suoi ragazzi dovranno guardarsi le spalle dalla galoppante Juve Stabia, ora a soli sei punti dagli abruzzesi.

JUVE STABIA – GELBISON: seconda sconfitta consecutiva per la Gelbison che perde al “Menti” contro la Juve Stabia: 1-0. A decidere la gara valida per la 20esima giornata del campionato di Serie C era Zigoni a metà della seconda frazione. Rossoblù che restavano comunque a due punti in più dalla zona calda dei playout. Mister De Sanzo senza diversi calciatori fermi per infortunio e con Bonalumi che aveva già salutato i rossoblù, recuperava Cargnelutti sull’out destro del reparto difensivo mentre a centrocampo lasciava in panchina Fornito ancora alle prese con la botta ricevuta domenica scorsa contro il Monopoli e lanciava quindi Savini sulla mediana. In attacco al fianco di De Sena si rivedeva Faella. Tra i padroni di casa la novità di giornata era Gerbo. Dopo una fase di studio erano i cilentani a rendersi pericolosi al 10′ con Faella che lasciava partire una gran botta con il mancino dal limite dell’area ma Barosi si distendeva alla sua destra e respingeva con i pugni. Le Vespe rispondevano cinque minuti più tardi con Silipo che sulla destra si accentrava ed esplodeva il mancino che terminava di poco a lato. Pian piano i locali prendevano campo, anche se i rossoblù accettavano la sfida, e al 24′ Pandolfi si vedeva murato un tiro da buona posizione da Cargnelutti. La partita però invece di salire di intensità man mano calava e così bisognava arrivare al 43′ con la Gelbison che si faceva rivedere in avanti con una sventagliata dalla destra di Nunziante per Faella appostato sul secondo palo ma il suggerimento terminava oltre la linea di fondo. Il risultato non si sbloccava e la prima frazione si chiudeva a reti bianche. La Gelbison ripartiva subito forte con Uliano che provava a innescare Faella in area ma una deviazione favoriva l’intervento di Barosi che anticipava tutti. I rossoblù erano più propositivi dei padroni di casa e al 49′ ancora Uliano a centrocampo allargava sulla sinistra per Onda per il break del numero 2 che penetrava in area e serviva De Sena anticipato però sul più bello. Padroni di casa che si facevano vivi per la prima volta dalla parti di D’Agostino al 57′ con un cross dalla sinistra per la deviazione di testa di Silipo troppo centrale per impensierire l’estremo difensore dei cilentani. Ma un minuto dopo era la Gelbison ad andare più vicina alla rete con Uliano che dalla sinistra lasciava partire un cross basso sul quale Barosi si tuffava in uscita, il portiere degli stabiesi però non era impeccabile e la sfera carambolava su Savini che involontariamente faceva un assist per De Sena che a sua volta colpiva la sfera ma centrava Barosi che provava a mettere una pezza. L’arbitro Djurdjevic fischiava il fallo in attacco. La Juve Stabia era però cinica e passava in vantaggio al 66′ con Zigoni che da solo a centro area metteva la palla alle spalle di D’Agostino con un piattone su assist di Dell’Orfanello. La prima reazione della Gelbison era in un tiro di Loreto che al 72′ non inquadrava la porta difesa da Barosi. Poi mister De Sanzo inseriva al 75′ Kyeremateng al posto di Onda per dare maggiore sostanza all’attacco, ma era De Sena a sfiorare il pari al 78′ quando di testa da dentro l’area piccola non inquadrava la porta e vedeva la palla terminare di poco a lato. Il risultato non cambiava, nonostante anche l’ingresso di Sane, e la Gelbison si doveva solo accontentare di uscire a testa alta dal “Menti”.

AUDACE CERIGNOLA – MONTEROSI TUSCIA: sarà un gran bel Natale anche quello dell’Audace Cerignola. Dopo il poker rifilato alla Juve Stabia, la squadra di Pazienza chiude con un rotondo 3-0 al Monterosi un 2022 reso indimenticabile già con il ritorno in serie C dopo 85 anni. E i primi quattro mesi nel professionismo sono da incorniciare: 30 punti in 20 partite e quinto posto in classifica a due sole lunghezze dalla Juve Stabia. Anche al ‘Monterisi’ il protagonista era Ismail Achik, due traverse, una infinità di giocate da urlo e l’assist per il gol del raddoppio di D’Andrea. Un’altra partita da incorniciare per l’esterno marocchino, sicuramente uno dei giocatori più performanti, non solo del Cerignola, ma di tutto il girone C. Ma Achik non era il solo a meritare gli encomi. Da copertina era la conclusione dal limite con la quale Langella sbloccava il punteggio a un passo dal duplice fischio. A inizio ripresa l’Audace la chiudeva con D’Andrea, al termine di una perfetta azione di contropiede: bravo Malcore a ricevere palla sulla trequarti e ad aprire per Achik, il cui lancio al bacio mandava in porta l’ex Foggia e Seregno, bravo a battere Moretti con un perfetto diagonale. Al 7’ Achik scheggiava la traversa con una punizione dal versante destro della trequarti ospite. Come contro la Juve Stabia, il Cerignola dimostrava di essere devastante in campo aperto. Al 12’ Moretti era attento sulla violenta conclusione di Achik, ripetendosi al 34’. Sette minuti più tardi, era ancora la traversa a negare il gol al 22enne, ma sugli sviluppi del successivo corner, Ligi trovava il gol del definitivo 3-0.

LATINA – FOGGIA: al via il primo tempo della partita, l’ultima del 2022 per Latina e Foggia. Al 6′ vantaggio del Foggia con Ogunseye: verticalizzazione rasoterra dalla sinistra di Costa per il taglio in area dell’attaccante abile a sfruttare l’incerta uscita di Cardinali e tocco in anticipo da due passi ad anticiparlo con Giorgini che non riusciva in tempo a ostacolare l’avversario. Al 14′ Ogunseye ancora protagonista su nuovo tentativo di verticalizzazione questa volta a destra ma con piede Cardinali lo anticipava fuori area. Al 18′ murata una conclusione in area di Peralta e al 19′ raddoppio del Foggia: intuizione di Petermann, lancio in area per Di Noia, torre aerea per Garattoni abile nel colpo di testa da due passi. Al 20′ si svegliava il Latina sull’asse Margiotta – Tessiore ma conclusione bassa dal limite blocca a terra da Nobile. Al 33′ il Foggia firmava il suo 3-0: taglio di Di Noia sul primo palo su traversone a mezz’altezza dalla destra di Peralta, tocco di testa in anticipo sul portiere in uscita con la marcatura della difesa in ritardo. Satanelli a valanga in proiezione offensiva ci provano al 41′ con Peralta dal limite ma la sfera si alzava su deviazione della difesa e sugli sviluppi del corner grande intervento di Cardinali sul tentativo di Rizzo potente ma centrale. Senza recupero si chiudeva un primo tempo praticamente a senso unico sul punteggio di 3-0 per il Foggia. Si ripartiva con il secondo tempo e due cambi nel Latina: Amadio per Barberini mentre Carletti subentrava a Fabrizi. Al 7′ doppia occasione per i rossoneri prima ci provava Petermann da fuori area, tiro radente solo respinto dal portiere quindi palla in area a Garattoni che da posizione defilata calciava alto sul primo palo. Al 9′ calcio di rigore per il Latina per un fallo in area di Costa un pò ingenuo su Carletti proprio davanti all’arbitro. Dal dischetto lo stesso numero nove incrociava alla destra di Nobile che intuiva ma non poteva arrivare alla precisa conclusione all’angolino. Al 14′ rigore anche per il Foggia, fallo in area su Sciacca e l’arbitro sventolava il cartellino rosso a Giorgini. Punito l’intervento perchè fermava una chiara occasione gol. Dal dischetto Petermann spiazzava il portiere calciando all’angolo destro. Al 24′ sponda di Ogunseye per Peralta che provava a incunearsi nel cuore dell’area di rigore ma veniva chiuso da Cardinali in uscita bassa. Al 28′ lancio in campo aperto per D’Ursi che entrava in area aggirava il portiere ma a porta vuota calciava a lato con pò di merito al portiere che lo costringeva ad allargarsi un pò. A fine dell’azione rosso a Di Donato dalla panchina per proteste. Al 37′ rete annullata a Sciacca che su conclusione in area di Odjer era entrato nella traiettoria ma in posizione di offside. Al 48′ quinta rete di Costa direttamente su punizione dai 25 metri, decisiva una deviazione della barriera a spiazzare il portiere e palla sulla sua destra. Dopo 3 minuti di recupero si concludeva la partita con il 5-1 a favore del Foggia.

VITERBESE – GIUGLIANO: un anno solare condito dalla promozione tra i professionisti e dal sorprendente girone d’andata al ritorno in Serie C. Il Giugliano di Raffaele Di Napoli ci teneva a chiudere bene, l’ultimo impegno di dicembre proponeva la trasferta sul campo della Viterbese. Subito campani avanti nel risultato, errore incredibile di Marenco e Piovaccari conquistava la sfera: a tu per tu con Bisogna, l’esperto centravanti doveva solo insaccare. La reazione dei padroni di casa non si faceva attendere, ma la retroguardia ospite era attenta con la compatta linea a cinque in fase di non possesso. All’8’ Semenzato calciava da fuori area di prima intenzione sugli sviluppi di un corner: il tracciante si spegneva sul fondo. Passavano tre minuti e Polidori riceveva, si girava e tirava col mancino, ma la traiettoria era alta. Al 13’ doppia occasione per il team locale con Mungo che imbucava per Volpicelli, Sassi salvava tutto in qualche modo. Sul prosieguo, la difesa doveva opporsi al tentativo dello stesso Mungo. Sull’angolo seguente, Polidori svettava e sfiorava il pareggio: la sfera attraversava l’area piccola e terminava larga. Al 20’ traversone invitante di Rondinella, Salvemini impattava da pochi passi ma sprecava. Nella seconda parte di frazione resisteva l’equilibrio nonostante il minimo vantaggio del Giugliano, al 33’ provvidenziale una chiusura di Gomez sul contropiede della Viterbese. Al 37’ Salvemini dettava la profondità, dalle retrovie arrivava il passaggio: la botta in diagonale terminava a lato. Nel recupero riflessi pronti di Bisogno che evitava il raddoppio a Poziello, si chiudeva così il primo tempo. La squadra di casa restava in proiezione offensiva anche ad avvio secondo tempo, rischiava raramente la truppa napoletana sulle incursioni degli avversari. Al 52’ sponda insidiosa di Polidori, i campani si salvavano con un decisivo intervento in extremis. L’attaccante locale era pericoloso anche al 57’ con un colpo di testa disinnescato da Sassi, sul capovolgimento Pavlev respingeva il tiro dal limite di Piovaccari. Anche attorno all’ora di gioco, il Giugliano andava vicino al secondo gol, ma c’era il salvataggio dei giocatori della Viterbese. Al 67’ Semenzato, su sponda perfetta di Polidori, si coordinava e bucava Sassi. Al 76’ D’Uffizi, su corner dalla destra, impattava di testa e completava la rimonta. Alta intensità anche nelle battute conclusive, la squadra napoletana non riusciva ad agguantare il pareggio e tornava a casa dalla trasferta con zero punti.

TARANTO – MONOPOLI: l’ultimo match dell’anno coincideva, per il Taranto di Capuano, con il derby recente, avversario il Monopoli di Pancaro. La gara era stata preparata dal tecnico rossoblù tenendo presente le condizioni di alcuni atleti, non la meglio, ennesima aggiunta alla notorie assenze degli infortunati di lungo corso e alla squalifica di Antonini, uno dei pilastri difensivi della formazione rossoblù. Gli ospiti, peraltro, annoveravano nove assenze, per affrontare la sentita gara, ed in effetti nelle prime battute di gara, il tecnico bianco verde, presentava un undici, improntato all’offensiva, con i due incursori, Fella e Starita, con il compito di finalizzatori. La gara, dopo le prime battute, quasi di studio, prendeva una piega di alto agonismo con un filo di nervosismo, palpabile ma che a stento veniva limitato dall’arbitro, costretto a sventolare una serie di gialli, per tenere il livello nei canoni usuali di gioco. I due portieri rimanevano inoperosi e l’attesa era per la ripresa e per le relative mosse che i due tecnici avrebbero compiuto per cercare di vincere il match. In realtà, il Monopoli appariva in affanno, il Taranto volenteroso, ma attento a non subire le offensive avversarie, sempre possibili. Guida, subentrato al posto di Chapi Romano ,a tre minuti, dal 90° aveva una ghiotta occasione, quando, arrivando in corsa, nell’area monopolitana, riceveva una palla dal generoso Ferrara e la calciava con forza, ma il portiere Vettorel, pur avendo visto sbucarla tra una selva di gambe la parava, senza grosse difficoltà. Come spesso accade, quando non è possibile arrivare all’obbiettivo massimo, anche il punto è utile alla classifica e questo ragionamento lo faceva Capuano (rimarcandolo nel post gara), per cui al cospetto di un Monopoli (recriminante per un fantomatico rigore non concesso), in un incontro che ha visto tanti cartellini gialli sventolati, un rosso a Labriola (allontanato dalla panchina quando era già rientrato nella stessa), molto teso (probabilmente grazie alle scorie della gara d’andata), ma che ha visto le linee difensive prevalere sugli attacchi e i centrocampi dettare i tempi del gioco, ma equivalendosi non c’è stata la necessaria supremazia che avrebbe potuto sbloccare il risultato.

VIRTUS FRANCAVILLA – TURRIS: girone d’andata da dimenticare, la fase di ritorno doveva essere di riscatto. La Turris, in piena zona calda, non viveva una stagione entusiasmante. Gli avvicendamenti sulla panchina e i risultati altalenanti confermavano le difficoltà degli ultimi mesi per i Corallini. L’ultima dell’anno della squadra di David Di Michele doveva portare assolutamente punti per allontanarsi dal fondo della classifica: la trasferta sul campo della Virtus Francavilla aveva il sapore dello scontro diretto. Il primo squillo della partita era dei padroni di casa con un traversone di Cisco che costringeva Perina alla parata. Al 9’ altra chance per il team biancazzurro con un colpo di testa di Patierno su un traversone di Maiorino, la traiettoria era larga di poco. Al 12’ intervento non perfetto di Perina, Boccia salvava sulla linea. Quattro minuti dopo, un missile di Maiorino si spegneva alto rispetto alla porta biancorossa. Al 22’ la Virtus Francavilla sbloccava il match con Murilo che sfruttava il cross di Cisco e insaccava alle spalle del portiere campano. Timida la reazione degli ospiti che rischiavano di incassare anche il raddoppio, ma Patierno si divorava l’occasione da buona posizione alla mezz’ora. Soltanto al 41’ la Turris cercava di portarsi in attacco con l’azione personale ed imprecisa di Haoudi. Al 43’ Zampa non concretizzava un piazzato di Ardizzone, poco prima del rientro negli spogliatoi il team di Calabro andavano in gol con Minelli ma l’arbitro annullava per fuorigioco. Ad inizio ripresa, nuovo brivido per i Corallini su un’incornata larga di Patierno. Al 52’ invito di Finardi con un pallone delizioso, Maniero impattava di testa ma Avella era prodigioso. Al 55’ la Virtus raddoppiava in ripartenza con un destro impeccabile di Murilo, al 62’ c’era anche il tris realizzato da Patierno che spiazzava Perina dagli undici metri. I biancazzurri restavano in proiezione avanzata, di nuovo Murilo e Maiorino si affacciavano dalle parti dell’estremo difensore. Maniero tentava di dare una svegliata ai suoi, sfortunato l’ex Avellino che colpiva la traversa con la specialità di testa. La Turris cercava di chiudere in avanti e accorciava con Stampete, i padroni di casa amministravano e si assicuravano il bottino al triplice fischio. Prova incolore e deludente per i biancorossi che chiudevano l’anno solare nel peggiore dei modi.

POTENZA – FIDELIS ANDRIA: Logoluso a sei minuti dal termine decideva il derby appulo -lucano tra Potenza e Fidelis Andria, vinto dai padroni di casa 2-1. I ragazzi di Raffaele salgono a quota 24 punti in classifica, l’Andria resta a 15 pericolosamente invischiata nella zona bassa della classifica. Raffaele recuperava Steffè, Doudou ritrovava Arrigoni in mezzo al campo e lo schierava con Candellori. Pavone, Djbril e Bolsius dietro Persichini. Primo tempo abbastanza noioso fino al minuto 24 quando Caturano la sbloccava. Girasole portava avanti il pallone e vedeva di Grazia a sinistra, l’ex Cesena tagliava verso il centro e trovava il tocco vincente che batte Savini. L’Andria, subìto il pareggio saliva di tono e spingeva soprattutto da sinistra. Al 40’ Orfei colpiva la traversa dai 20 metri, un minuto più tardi i biancazzurri la pareggiavano su rigore: Matino interveniva in maniera scomposta su Milillo e il direttore di gara assegnava il penalty che Arrigoni segnava spiazzando Gasparini. Ospiti vicinissimi al vantaggio per tre volte nella ripresa: al 52’ Pavone era egoista e al posto di servire Bolsius calciava fuori, al 54’ lo stesso Bolsius veniva a contatto con Gyamfi in area, per l’arbitro non c’erano gli estremi per il rigore, al 64’ ci provava Ciotti da buona posizione ma non inquadrava la porta. Il Potenza provava a far male dalle corsie e ci riusciva al minuto 84: partiva Del Sole da destra e serviva Emmausso, torre di testa per Logoluso che resisteva all’intervento di Djbril e segnava il gol vittoria. I lucani andavano alla pausa fuori dalla zona playout, per la Fidelis era la quarta sconfitta consecutiva.

Fabrizio Di Leo

Tags: Serie C
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