Di Francesca Raguso
Stefano De Luca, classe 1952, nella sua carriera ha alle spalle tanti anni di esperienza come Presidenza della Fipav Taranto e anche come segretario della squadra ionica, la ex Magna Grecia. Dopo tanti anni passati a svolgere questo importante compito sempre con tanto impegno e onestà, la Gioiella Prisma lo rivuole nella sua squadra. Proprio per le sue tante qualità, tra cui anche la professionalità e il suo voler mettere sullo stesso piano i diritti di tutti, che all’interno della Prisma ricopre il ruolo di segretario generale. Il suo ruolo, oltre a svolgere svariati compiti, è anche quello di formare e affiancare il team manager Sardanelli e condividere con lui alcuni importanti compiti. Conosciamolo meglio.
Hai alle tue spalle 12 anni di esperienza passati alla Presidenza della Fipav Taranto, un ruolo che hai svolto con tanta professionalità. Come è stata questa importante esperienza?
“Sicuramente mi ha arricchito sia a livello umano che professionale perché è una grossa responsabilità organizzare tutti i vari campionati Fipav provinciali, che vanno dalla prima divisione a tutti i campionati di categoria Under 19 e 17, oltre ad occuparmi della qualificazione sia degli atleti, che dei tecnici, degli ufficiali di gara. Insomma è una cosa abbastanza complessa che sono riuscito a svolgere all’inizio con un po’ di paura ma poi è andata abbastanza bene, almeno da quello che gli altri mi riportano dei miei mandati come Presidente.”
La Gioiella Prisma ti ha rivoluto fortemente con se e così nel 2020 fai ritorno, ricoprendo la carica di segretario generale, portando con te professionalità, onestà e esperienza. Tutte caratteristiche che hanno colpito la società. Cosa ne pensi e come ti stai trovando in questo ruolo?
“Diciamo che il ruolo di Segretario Generale è un titolo, ma poi in effetti faccio di tutto, dal lavoro più umile, non ho problemi. Alla Prisma mi lega la squadra, l’avvocato Bongiovanni, la dottoressa Zelatore, mi lega una grande amicizia che dura dal primo anno insieme che risale al 1998-1999. C’è una lunga amicizia che ci lega e stima reciproca. Io svolgo il mio ruolo più che altro con grande passione, perché mi piace, credo in questo progetto della Prisma, nella professionalità dei Presidenti, nella loro onestà intellettuale. Mi trovo bene, mi gratifica e mi auguro che la cosa possa continuare il più a lungo possibile.”
Il ruolo che ricopri, tra le diverse mansioni, ha anche quella di formare e affiancare il team manager Sardanelli, condividendo con lui anche alcuni compiti. Come ti stai trovando in questa collaborazione?
“Benissimo. Sia con Vito Primavera che con Simone Sardanelli collaboriamo in sinergia. Tra noi c’è un ottimo rapporto basato sulla stima. Non ci sono problemi, ci aiutiamo l’un l’altro quando c’è bisogno di fare qualcosa, lavoriamo quasi in simbiosi. Diciamo che siamo tre figure professionali che coprono dei ruoli che si possono alternare tra di loro. Ci troviamo molto bene a collaborare tutti e tre insieme anche perché siamo tre persone umili, quindi non ci poniamo mai il problema del “chi sei tu, chi sono io”, lavoriamo e basta, senza tante problematiche.”
Puoi svelarci qualche segreto, affinché le nuove generazioni che vorranno approcciarsi in questo compito sapranno come poterlo svolgere al meglio?
“Questa è una bella domanda, perché io se mi guardo intorno, a livello dirigenziale non è che vedo tante facce nuove. Purtroppo siamo sempre gli stessi, i giovani forse hanno altri pensieri, non si avvicinano allo sport come facevamo noi. L’unico segreto possibile è la passione, perché alla fine è la passione che ti spinge a migliorarti, a informarti, a cercare di fare sempre meglio. Senza la passione non si arriva da nessuna parte.”
Tu ti occupi anche dei rapporti con la Fipav e la Lega Pallavolo serie A. Una grande fiducia da parte della società.
“Assolutamente. È una grande fiducia. Io a livello Fipav, cosí come mi chiamano, sono un “Federale”. Spesso a livello di sfottò e di scherzo mi chiamano “Federale” perché ho ricoperto la carica di presidente per tanti anni. Conosco un po’ tutti nell’ambiente, quindi questo compito mi viene facilitato. Anche a livello di Lega da sempre ho partecipato a tutte le riunioni e quindi sono abbastanza ferrato nel campo e so di cosa si parla, so come gestire alcune situazioni delicate. Comunque da parte della società c’è una grandissima fiducia.”
La precisione e l’impegno che metti nel tuo lavoro da dove deriva?
“Sempre dalla passione e poi probabilmente è qualcosa che mi porto dietro da quello che era il mio lavoro. Io vengo dal campo aeronautico, dove l’errore è quasi vietato compierlo perché da un errore può dipendere la vita delle persone che sono a bordo di un velivolo. Quindi dovrebbe essere quasi impossibile sbagliare, anche se poi la sicurezza matematica non esiste. Però le cose si controllano e ricontrollano affinché i rischi siano quasi zero,l e questo forse me la porto dietro in tutti i campi lavorativi.”
Lavorando sempre a stretto contatto della società, dello staff e della squadra, alla fine si è diventato un ambiente familiare. Come ti stai trovando?
“Bene. Siamo davvero una famiglia. Di Pinto, Sardanelli, Primavera, io, coccolati e a volte rimproverati, quando lo meritiamo dal nostro padre putativo l’avvocato Bongiovanni, dalla vice presidente Zelatore. Oramai è una famiglia acquisita da tanti anni, ci conosciamo abbastanza bene, c’è un affetto reciproco che ci unisce.”
Che aspettative ci sono per il campionato che la Prisma sta affrontando?
“Le aspettative sono quelle della salvezza, così come lo era dall’inizio. Il nostro obiettivo è quello della salvezza. Diciamo che occupiamo in classifica un posto che permette di guardare indietro e vedere due società. Questo un po’ ci rassicura ma non deve fare tanto, non dobbiamo abbassare la guardia perché è un attimo. I punti che ci dividono non sono tanti, basta una giornata no e tutto salta. Bisogna continuare a lottare, prendere punto su punto e mantenere quello che è il nostro obiettivo, che è la salvezza.”
È iniziato da poco il 2023. Che propositi ci sono e che augurio ti senti di fare a te stesso, alla società, alla squadra tutta e a tutti i tifosi che vi seguono?
“L’augurio è quello di fare sempre meglio, di salvarci, magari in largo anticipo, in maniera da poter stare più rilassati e tranquilli. Ai tifosi voglio augurare un brillantissimo 2023, pieno di soddisfazioni sia per loro e sia a livello sportivo per la Prisma.”














