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Catanzaro-Taranto 1-0, la fotogallery

Serie C/C, il Catanzaro vince in casa grazie ad un rigore inesistente contro il Taranto

La 21^ giornata di campionato, disputata in un freddo sabato di inizio 2023, ha portato molte soprese, nei risultati, soprattutto in zona play off e nella lotta per evitare play out e retrocessione diretta

Di Fabrizio Di Leo

La 21^ giornata di campionato, disputata in un freddo sabato di inizio 2023, ha portato molte soprese, nei risultati, soprattutto in zona play off e nella lotta per evitare play out e retrocessione diretta. Al vertice il Catanzaro suda le proverbiali sette camicie e grazie ad un rigore, molto discutibile, realizzato da Iemmello, batte il Taranto e mantenendo il vantaggio sui corregionali del Crotone. I pitagorici, in Puglia per confermare la seconda piazza, passando a Monopoli, rimanevano in scia della capolista e, nel contempo, mandavano in crisi gli adriatici, sempre più in crisi di identità dall’avvento di Pancaro al posto di Laterza. Il Pescara, fino a dicembre, una seria candidata alla lotta al vertice, con una esibizione inspiegabile, pur in doppio vantaggio sul Latina, si faceva raggiungere dai neroazzurri di Di Donato e lasciava due sanguinosi punti che adesso lo costringono a guardarsi alle spalle. La Juve Stabia, immediata inseguitrice dei pescaresi, nel derby partenopeo di Torre del Greco, in svantaggio rispetto ai corallini, riequilibrava il match e si accontentava del punto, non riuscendo a conquistare l’intera posta in palio. Stesso andamento capitava al Cerignola che, sul neutro di Avellino, non riusciva ad avere la meglio sul Giugliano, nonostante fosse passato in vantaggio, ma la grinta e la voglia dei partenopei, consentiva agli stessi di pareggiare il match e congelare il risultato utile per compiere un ulteriore passo in una classifica tranquilla contro un avversario di livello. Alle spalle degli ofantini, continua la scalata del Picerno, capace dell’impresa vittoriosa di Foggia, in rimonta, tale da ribaltare un pronostico sfavorevole e, nel contempo, far abbandonare le speranze ai rossoneri di Gallo di recuperare, almeno momentaneamente altre posizioni in classifica. L’Avellino, in silenzio, intanto conquistava un buon punto ad Agropoli, contro la Gelbison, rientrando nella griglia play off, con rinnovate ambizioni, da confermare in questo mese di gennaio con scontri di fuoco. Nela lotta per evitare i play out, il Potenza, senza grossi proclami, continua ad inanellare risultati positivi (che lo collocano fuori dalla griglia della lotteria per evitare la discesa in serie D), e il punto conquistato sul neutro di Pontedera, contro il Monterosi, lo pone in una posizione di tranquillità, relativa, comunque atre punti dalla quint’ultima posizione (la migliore della griglia play out), attualmente occupata proprio dal Monterosi che continua da incepparsi (due pari e due sconfitte) e rimanere lontano dal successo, da oltre un mese. In coda alla graduatoria, il Messina , a secco di successi da otto giornate, ospitando la Virtus Francavilla, ritornava a brindare per una vittoria e accorciare su Andria e Viterbese. Le due formazioni si affrontavano, al Degli Ulivi, in un match molto importante e sentito da entrambi i club, vedeva prima i pugliesi passare in vantaggio, poi raggiunti dai laziali, lasciava l’equilibrio ed il timore di non conquistare un punto, accontentava entrambe le squadre nella equa ripartizione della posta in palio.

CATANZARO – TARANTO: una gara ben preparata da Capuano veniva condizionata da un rigore discutibile concesso dall’arbitraggio infelice del sig. Giaccaglia di Jesi che, proprio a parte l’episodio che ha irritato il club ionico, ha visto un Taranto attento che con la densità in area rossoblù, ha impedito all’attacco calabrese e alle su e fonti di rendersi pericoloso. Il match comunque terminava con una sconfitta di misura che però, paradossalmente, dava più forza agli jonici, in vista dei prossimi match in cui sarà necessario conquistare il maggior numero di punti, per raggiungere quanto prima la quota salvezza e poi capire cosa il campionato riserverà nell’immediato futuro.

MONOPOLI – CROTONE: cominciava con i 3 punti il 2023 del Crotone. La formazione pitagorica vinceva 2-1 in casa del Monopoli grazie alle reti di Vitale e Chiricò. Di Starita su rigore il gol dei pugliesi. Gli uomini di Lerda si vedevano annullare anche una rete nel primo tempo, chiuso dalle due squadre sullo 0-0. Nella ripresa saliva in cattedra Cosimo Chiricò (gol e assist) e non c’era nulla da fare per i pugliesi guidati in panchina dal calabrese (di Acri) Giuseppe Pancaro. La sfida del “Veneziani” iniziava con il Crotone subito aggressivo. La squadra di Lerda cercava di prendere in mano le operazioni ma, di contro, i pugliesi si difendevano bene e cercando di pungere in ripartenza, soprattutto sulla corsia destra con il calabrese Orlando Viteritti. Gli squali trovavano anche il gol ma l’arbitro però annullava per un presunto fallo in attacco. Al 11′ infatti, dagli sviluppi di un calcio di punizione battuto dalla destra da Chiricò, arrivava la deviazione vincente di Giuseppe Cuomo che di testa batteva Vettorel ma nello stesso momento commetteva fallo su Bizzotto. Il direttore di gara invalidava la rete e si restava dunque sullo 0-0. Pochi minuti dopo il Monopoli si faceva vedere in avanti: Viteritti riceveva palla e concludeva, Dini era attento e blocca. La partita era comunque piacevole. I pitagorici volevano in vantaggio e provavano a trovare la strada del gol con un’azione di contropiede: pallone per Gomez che dal limite lasciava partire un bolide che Vettorel deviava in angolo. Era l’ultima vera occasione del primo tempo: al riposo si andava con il risultato a occhiali. Il secondo tempo iniziava con il vantaggio lampo del Crotone. Dopo appena 45 secondi, infatti, Chiricò riceveva il pallone sulla destra e metteva in mezzo per la testa di Vitale, più lesto di tutti in area di rigore e bravo a battere Vettorel. Per il centrocampista rossoblù era il primo centro in campionato. Il Crotone era scatenato e al 7′ trovava il raddoppio. Lancio lungo di Petriccione che pescava Chiricò: il numero 32 agganciava, entrava in area di rigore e dopo aver fatto fuori due difensori con il sinistro batteva il portiere del Monopoli. Per Cosimo Chiricò era la decima rete nel torneo. Al 32′ il match si riapriva. Kargbo si trasformava in difensore e commetteva fallo in area su Manzari: l’arbitro non aveva dubbi e concedeva il calcio di rigore. Dal dischetto si portava Starita che spiazzava Dini e rimetteva i suoi in corsa. L’assalto pugliese nel finale trovava la risposta del Crotone che era attento in difesa e portava a casa la prima vittoria del nuovo anno solare.

PESCARA – LATINA: finiva 2-2 la prima del 2023 per il Pescara. Ed era una beffa grande perché il Pescara al 25° della ripresa era avanti 2-0 con il Latina mai pericoloso. Poi il clamoroso suicidio sportivo. Prima il minuto di silenzio con tanto di striscione, poi l’applauso per ricordare Gianluca Vialli. Iniziava così Pescara-Latina con i biancazzurri che provavano da subito a mettere pressione e ad imporre il proprio gioco. Colombo confermava Tupta in attacco e rilanciava dal primo minuto Plizzari, Cancellotti, Ingrosso e Kraja. L’idea era quella di aggredire molto con Aloi e l’ex Atalanta liberando Mora che tornava a dipingere calcio con le sue giocate. Di Donato (squalificato, in panchina Bedetti) accettava il confronto e con Riccardi e Tessiore a ridosso di Fabrizi provava a dare fastidio alla costruzione del gioco dei biancazzurri. Colombo chiedeva di rivedere il “vecchio” Pescara e le indicazioni positive c’erano perché Cancellotti, Cuppone, Kraja e soprattutto Mora sembravano rigenerati e ai livelli di inizio anno. La partita si sbloccava con il classico episodio: l’arbitro Pirrotta vedeva un tocco con il braccio largo di Sannipoli. Giallo e rigore tra le proteste. Cancellotti era freddo e preciso dal dischetto e trovava l’angolino basso. Cambiava il piano partita del Latina, tornavano tanti spazi per il Pescara, Cuppone ne approfittava e diventava una spina nel fianco ma l’azione del raddoppio era da applausi. Kraja crossava dalla destra, l’assist di tacco di Desogus valeva il prezzo del biglietto e Mora, mentre prendeva la mira, con un sorriso ringraziava il compagno e di piatto firmava il 2-0. Il finale del primo tempo era Tupta show: prima uno slalom in area con il sinistro che sfiorava il palo poi di tacco iniziava l’altra azione capolavoro del primo tempo biancazzurro ma Desogus questa volta sbagliava l’assist. Ripresa. Sembrava una gara sotto controllo ma un errore di Mora mandava Margiotta sul dischetto. Il numero 99 spiazzava Plizzari e riapriva il match al 26°. E passavano soli cinque minuti per il pareggio. Pescara messo malissimo, Sannipoli tutto solo a destra chiamava e riceveva palla e di destro fulminava Plizzari. Eppure fino all’episodio del rigore il Latina non aveva mai impensierito il Pescara. Un suicidio sportivo perfetto e tanti interrogativi che tornavano. Nel finale non succedeva nulla e lunedì, 16 gennaio, trasferta a Crotone.

TURRIS – JUVE STABIA: terminava 1-1, allo stadio Amedeo Liguori di Torre del Greco, il derby campano valido per la ventunesima giornata di Serie C, Girone C, in un match dove Turris e Juve Stabia si davano battaglia dal primo all’ultimo minuto, senza esclusione di colpi. Nel primo tempo tanto possesso da parte degli ospiti, ma le occasioni da rete, nitide, registrate erano una per parte: Al 28esimo Stampete si ritrovava a tu per tu con Barosi in area, ma si faceva ipnotizzare e calciava addosso all’estremo difensore avversario, mentre al 33esimo il grande ex Pandolfi sfiorava il palo di testa, dopo un perfetto assist di Mignanelli. Perina non sarebbe mai riuscito ad intervenire sulla traiettoria. Il secondo tempo iniziava col botto, e nel giro di 3 minuti sin assisteva ad un botta e risposta: al 48esimo rovesciata strepitosa di Maniero, che approfittava dell’assist di Haoudi e si coordinava in maniera semplicemente perfetta. Una vera e propria perla. Funzionava alla perfezione il tridente di mister Fontana. Al 51esimo Berardocco pennellava meravigliosamente per l’incornata imponente di Caldore, che svettava più in alto di tutti e incastrava la sfera all’incrocio dei pali. Nel finale di partita la Turris provava un ultimo arrembaggio ma non riusciva ad infliggere il colpo del KO, con Ercolano che si metteva in proprio, andava via sull’out di destra, ma veniva fermato proprio sul più bello dalla difesa avversaria.

GIUGLIANO – AUDACE CERIGNOLA: segna nel finale, sciupa due occasioni in contropiede, accarezza la possibilità del bottino pieno e invece all’ultimo secondo l’Audace Cerignola deve accontentarsi di un solo punto al “Partenio-Lombardi” con il Giugliano (1-1). Pazienza nella prima del nuovo anno riproponeva integralmente l’undici partito dal 1′ con il Monterosi, confermando il 3-5-2: attacco con Malcore e D’Andrea, Langella playmaker, Achik e Coccia sulle fasce. Di Napoli si schierava a specchio, con il tandem offensivo Piovaccari-Salvemini. Al 5′ un cross di Felippe filtrava pericolosamente dalle parti di Saracco, il portiere era reattivo e distendendosi allontanava la minaccia. Il primo tempo però offriva rarissimi spunti di interesse: l’iniziativa era pressoché dei padroni di casa, ma i ritmi erano tutt’altro che sfrenati e le numerose imprecisioni in impostazione da ambo le parti facevano il resto. Achik provava a svegliare i presenti con un paio di accelerazioni, poi il fantasista al 43′ su punizione dalla lunghissima distanza non impensieriva particolarmente Sassi. Finiva così una frazione inaugurale specchio fedele di quanto visto sul rettangolo verde. In avvio di ripresa, era sempre Achik a cercare di trovare la soluzione buona: dalla bandierina trovava la risposta di Sassi, poi suggerimento per Malcore la cui conclusione era deviata in angolo. All’ora di gioco erano D’Ausilio e Ruggiero le prime mosse di Pazienza (rispettivamente per Achik e Sainz-Maza). Era un Cerignola decisamente più pimpante e propenso ad offendere, al 67′ Tascone crossava per l’inzuccata di D’Andrea a fil di palo, Malcore arrivava con un attimo di ritardo sulla possibile correzione. I gialloblu premevano ancora sull’acceleratore, una manovra ariosa portava Malcore a servire D’Ausilio, il cui destro dal vertice dell’area non trovava il giro sperato. Tiro di controbalzo di Russo senza esito, poi gli ofantini sbloccavano all’84’. Dalle retrovie Ligi innescava sulla corsia mancina D’Ausilio, il trequartista penetrava in area e con un tiro in buca d’angolo superava senza appello Sassi per la sua prima rete in campionato. Si aprivano varchi invitantissimi per gli ospiti, clamorosa la chance al 90′ quando Malcore alzava troppo la traiettoria del pallonetto su invito di D’Andrea. Nuova ripartenza cerignolana, D’Andrea a colpo sicuro causa la bella parata di Sassi al minuto 92. All’ultima azione disponibile, l’ennesima puntata del classico “gol sbagliato, gol subito”: traversone dalla destra, Salvemini spizzava la sfera che capitava sui piedi del neoacquisto campano Sorrentino (entrato nel corso del secondo tempo), piattone al volo ed era 1-1 negli spiccioli residui del sesto minuto di recupero decretato dall’arbitro. Terzo risultato utile per l’Audace, ma forte il rammarico per la terza affermazione consecutiva sfuggita per un soffio: in ogni caso veniva conservata la quinta piazza in classifica, domenica prossima per la terza di ritorno, in calendario per gli ofantini il derby interno con la Fidelis Andria, oggi bloccata sul pareggio dalla Viterbese.

FOGGIA – AZ PICERNO: iniziava nel peggiore dei modi il nuovo anno per il Foggia. I rossoneri erano sconfitti in casa dal Picerno che si imponeva per 3-2 al termine di una gara ricca di emozioni e di gol. Foggia in vantaggio dopo neanche sette minuti con un rasoterra di Garattoni non trattenuto dal portiere lucano. Il Foggia sulle ali dell’entusiasmo sfiorava più volte il raddoppio ma erano gli ospiti nel finale di frazione a trovare il gol del pareggio con D’Angelo. Nella ripresa girandola di sostituzioni e padroni di casa che davano l’impressione di voler tornare in vantaggio. Gol che arrivava al 69’ con Ogunseye bravo a sfruttare uno svarione dell’estremo lucano. Pareva fatta, e invece il Picerno non si arrendeva e trovava prima la rete del 2-2 con Guerra e poi addirittura il meritato vantaggio con Golfo a due minuti dal 90’.

GELBISON – AVELLINO: si apriva con un pareggio il 2023 della Gelbison che al Guariglia impattava con l’Avellino. Dopo il minuto di silenzio per la scomparsa di Gianluca Vialli, portato via da un male incurabile, la sfida iniziava con un buon ritmo a centrocampo, erano i padroni di casa a portarsi in vantaggio al 16′: un rimpallo sfortunato per la difesa di Rastelli, con la palla che arrivava in area di rigore con De Sena, a tu per tu con Pane, lo spiazzava con freddezza. L’Avellino era costretto a rincorrere ma passavano appena 120 secondi prima che Aya, arrivando di testa sulla sponda di Trotta, che aveva prolungato la punizione di Matera, metteva dentro sottomisura. La partita diventava più maschia e le difese cominciavano a prendere il sopravvento. Il primo tempo, dallo Stadio Guariglia di Agropoli, terminava con il risultato di 1-1 tra Gelbison e Avellino. La seconda frazione cominciava senza cambi e, sulle tribune, compariva lo striscione “Combattere è stato l’unico verbo del tuo vocabolario… Ciao Gianluca”. Un bellissimo omaggio in ricordo di Gianluca Vialli. Il secondo tempo cominciava con un ritmo accettabile. Avellino abbastanza evanescente in attacco. Di Gaudio non sembrava avere i 90 minuti nelle gambe. Trotta non prendeva le misure alla retroguardia avversaria e si trovava troppo spesso ingabbiato. Al 58′ era ancora De Sena a provarci, svirgolando col mancino. La sfera, però, terminava fuori non di molto. Grande spavento per la difesa irpina. Al 60′ partiva la girandola dei cambi: Rastelli mandava in campo Russo e Maisto per D’Angelo e Trotta. Tra i padroni di casa entrava Francofonte per Savini e Sane per Faella. L’attacco biancoverde faceva fatica a sbloccarsi e Rastelli cambiava ancora: Gambale per Kanoute e Rizzo per Ricciardi. Il mister, ovviamente, cominciava a cercare qualche spizzata in avanti. Gelbison, però, non restava a guardare e Fornito entrava per Papa. Per l’Avellino entrava anche Simone Auriletto per Aya. All’inizio dei 4 minuti di recupero, i padroni di casa facevano uscire anche Graziani per l’ingresso di Correnti, ma il risultato non cambiava più fino al triplice fischio finale. Le due squadre si dividevano la posta in palio.

MONTEROSI TUSCIA – POTENZA: i lucani offrono una prestazione non positiva a Viterbo nello scontro diretto con il Monterosi Tuscia, 10 angoli a 0 per i laziali che colpivano un palo e sciupavano alcune occasioni da goal grazie anche ai provvidenziali interventi del portiere rossoblù Gasparini, oltre a recriminare su alcune decisioni arbitrali che costavano anche l’espulsione di Costantino per proteste, cartellini giallo e rosso in un minuto. C’era da dire che mister Raffaele doveva sopperire a numerose assenze, con Steffè, Matino, Legittimo, Laaribi, Di Grazia in non buone condizioni e partito dalla panchina, Girasole recuperato in extremis. Esordio da rivedere per il nuovo arrivato Hadžiosmanović, condizionato dalla giornata no della squadra. Eppure c’erano segnali positivi: la prestazione che “ha tenuto” dopo i carichi di lavoro in settimana oltre al fatto che anche giocando male in due gare il Potenza aveva conquistato 4 punti. E’ innegabile che a questa squadra mancavano delle pedine fondamentali specialmente in difesa e a centrocampo per quadrare il cerchio poi, la ciliegina poteva essere anche un attaccante che sostituirebbe o affiancherebbe Caturano. Lacune che se non colmate complicherebbe la missione salvezza dei rossoblù, in un torneo molto difficile nonché equilibrato.

FIDELIS ANDRIA – VITERBESE: dopo quattro sconfitte consecutive la Fidelis Andria tornava a muovere la classifica, ma impattava 1-1 al “Degli Ulivi” nello scontro salvezza contro la Viterbese. Per la sesta partita di fila i biancazzurri mancavano l’appuntamento con la vittoria e restavano penultimi in classifica, a otto punti dalla zona salvezza. Tre novità nell’undici iniziale della Fidelis: in porta Vandelli prendeva il posto di Savini mentre nel tridente d’attacco subito in campo da titolari i nuovi acquisti Ekuban e Ventola. Era della squadra federiciana la prima opportunità da rete: cross per Candellori che non riusciva a calciare di prima intenzione, poi stoppava la sfera e concludeva in porta ma senza dare la giusta forza al suo tiro che finiva tra le braccia del portiere. La seconda occasione per i padroni di casa nasceva ancora da un’azione sulla fascia destra: cross per Ekuban che toccava la sfera per Ventola, l’attaccante ex Francavilla si girava in un fazzoletto e calciava all’angolino ma la parata di Bisogno era strepitosa. Tre minuti dopo i biancazzurri sbloccavano meritatamente il match: corner di Candellori e girata al volo di Dalmazzi sulla quale l’estremo difensore non poteva nulla; terzo gol in campionato per il difensore. L’Andria continuava a spingere ma al 26′ commetteva un errore in disimpegno che costava carissimo: passaggio sbagliato e pallone recuperato dalla Viterbese con l’assist di Devetak per Polidori che si girava e batteva Vandelli sul primo palo riportando la parità nel punteggio. Tutto da rifare per i biancazzurri che prima si divoravano un’occasione con Ventola, che tutto solo davanti alla porta non riusciva a calciare, e poi al 38′ sfioravano il nuovo vantaggio con un tentativo dalla distanza: dribbling di Bolsius che calciava col mancino e sfiorava la traversa. Il primo tempo finiva in parità. Nella ripresa l’Andria sembrava ripartire col piglio giusto e al 49′ si divorava una clamorosa occasione per tornare avanti: imbucata di Bolsius per Djibril che serviva un passaggio toppo lungo sia per Ekuban che per Ventola, liberissimi di colpire in area. Due minuti dopo ci provavano anche gli ospiti con una sassata di Volpicelli da fuori area, ma il tiro era centrale e Vandelli bloccava il pallone con sicurezza. Al 68′ ci provava ancora la Fidelis con Bolsius che si spostava il pallone sul mancino e calciava a giro da fuori area, mandando il pallone di poco sopra la traversa. Al 77′ Mbayè si beccava il secondo cartellino giallo e lasciava in dieci uomini la Viterbese, che però tre minuti dopo rischiava di andare a segno in maniera clamorosa: Volpicelli calciava da metà campo con Vandelli fuori dai pali e colpiva la traversa. I padroni di casa rischiavano tantissimo anche all’85’: passaggio per Volpicelli che scattava in posizione regolare, saltava Vandelli ma la sua conclusione a porta vuota veniva stoppata sulla linea da un salvataggio pazzesco di Candellori. Nei minuti finali forcing dei biancazzurri che andavano vicini al gol con Ventola, che svettava in area piccola ma spediva il pallone sopra la traversa. Padroni di casa sfortunati al 93′ quando Paolini raccoglie una respinta e calcia di prima intenzione da fuori area colpendo il palo. Il risultato del primo tempo non si sbloccava più e le due squadre portano a casa un solo punto, non riuscendo ad avvicinare la zona salvezza.

ACR MESSINA – VIRTUS FRANCAVILLA: Il Messina tornava finalmente alla vittoria dopo 6 sconfitte di fila, battendo la Virtus Francavilla per 2-1 allo stadio “Franco Scoglio”. Fortunato il ritorno in panchina di Ezio Raciti, che aveva il merito di ridare fiducia al gruppo. Fasi di studio all’inizio del match con entrambe le squadre che faticavano a verticalizzare. All’8’ ci provava da fuori Murilo, Fumagalli, al debutto in giallorosso, si allungava e deviava la sfera in angolo. Dieci minuti dopo, Balde sbloccava il punteggio con una spettacolare staffilata da lontano; il pallone si infilava nell’angolino basso. Poteva subito raddoppiare Catania, ma il suo tiro da favorevole posizione veniva intercettato da Avella. Intervento dubbio in area ai danni di Catania (29’), ma l’arbitro lasciava proseguire tra le proteste dei padroni di casa. Gli ospiti cercavano di reagire, ma la loro supremazia territoriale era sterile anche per merito dell’attenta impostazione difensiva degli avversari. Doppio cambio tra i pugliesi nell’intervallo. La Virtus Francavilla attaccava per riequilibrare la situazione. Mancavano il bersaglio le insidiose conclusioni di Maiorino e Murilo. Il pareggio si concretizzava sul preciso colpo di testa del bomber Patierno (12′), all’undicesimo centro in campionato, imbeccato dal cross mancino di Maiorino. Lo stesso Maiorino impegnava poi il portiere con una perfida punizione a girare. Espulso (18′) Minelli per doppia ammonizione. Catania sprecava una buona opportunità in area. Nonostante l’uomo in più, il Messina mostrava di avere le idee confuse e, così, non accadeva più nulla fino al 36′, quando Fofana realizzava di piatto dal limite. Era il gol che valeva il prezioso successo dei biancoscudati.

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